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sabato 25 luglio 2026

Incontro mondiale: Pastorale dell'Ocds e comunità teresiana fedele al carisma

 Dopo l'Eucaristia, c'è stato l'intervento di p. Alzinir Debastiani ocd, che è stato delegato nazionale per l'ocds. A lui il compito di toccare i punti essenziali del tema

"Pastorale dell'Ocds".

"Possiamo dire che l'attenzione pastorale all'ocds non è semplicemente una funzione organizzativa, ma un servizio essenziale per salvaguardare e promuovere la fedeltà al carisma teresiano e sanjuanista. Da quando è nato, l'Ordine ha riconosciuto che le persone comuni condividono pienamente lo stesso carisma e la missione, vivendo  nella loro condizione secolare.
 L'assistenza pastorale ha lo scopo di rafforzare la comunione con la Chiesa, con l'Ordine, tra le comunità, promuovendo una sola formazione, un'identità vocazionale chiara e un autentico senso di appartenenza. I frati specialmente, gli assistenti spirituali, sono chiamati a essere testimoni della spiritualità carmelitana, collaboratori della formazione e ponti di comunione tra le diverse ramificazioni dell'Ordine.
 Il modello di tutta l'azione pastorale continua a essere Gesù Cristo, il Buon Pastore, vicino e misericordioso, capace di ascoltare e accompagnare, discernere e dare vita al suo gregge. Un approccio pastorale ispirato da lui promuove relazioni fraterne, evita il personalismo e aiuta ogni membro a crescere nella sua particolare vocazione. 
Per l' OCDS la sfida attuale è camminare insieme, in modo sinodale, rafforzando la collaborazione tra frati, suore e persone comuni, superando l'isolamento e coltivando una formazione permanente che garantisca la fedeltà al carisma. 
In breve  - ha spiegato p. Alzinir - la futura vitalità dell'OCDS dipenderà dalle comunità che vivono profondamente la preghiera, la fraternità, la missione dando testimonianza nel mondo della presenza di Dio.
Così fedeli allo spirito di Santa Teresa di San Giovanni della Croce potremmo continuare a costruire una singola famiglia carmelitana al servizio della Chiesa e dell'evangelizzazione"

Dopo di lui è intervenuto un carmelitano secolare equadoriano, Manuel Vasquez Loia  ocds, sul tema

 "Formare insieme la Comunità Teresiana" 

"Possiamo affermare che la grande sfida e la grande speranza dell'OCDS è continuare a formare comunità teresiane dove l'esperienza di Dio sia una realtà vivente e trasformante

La vocazione dei carmelitani secolari non si vive in solitudine. Dio ci chiama personalmente ma ci forma e ci manda in comunità. Ecco perché la Comunità non è una struttura un semplice luogo di incontro, ma lo spazio in cui la vocazione viene analizzata, maturata e diventa una missione. 

Una comunità teresiana autentica ha Cristo al suo centro vive per la preghiera pratica il perdono coltiva la comunione e si apre la missione. Dove i fratelli si ascoltano l'uno con l'altro, si accompagnano l'uno con l'altro e si aiutano a crescere, L'io diventa visibile e il carisma diventa fruttuoso.
Formare insieme significa imparare a camminare uniti , abbracciando le nostre differenze come un tesoro, crescendo nella preghiera, nella formazione e nella corresponsabilità. L'ocds è chiamato a essere una vera famiglia senza confini, unita dallo stesso spirito teresiano e nella diversità delle culture delle lingue e delle realtà. In un mondo segnato dalla solitudine, dalla divisione, dall'individualismo, le nostre comunità possono diventare una silenziosa profezia della comunione e della speranza. Se viviamo la nostra vocazione con autenticità umiltà e amore concreto il sogno di Santa Teresa continuerà a vivere oggi nell'Ocds. Allora le nostre comunità non saranno solo gruppi di preghiera ma vere case spirituali dove Dio abita, trasforma i cuori e manda testimoni del suo amore al mondo"


lunedì 11 maggio 2026

Crescere nei rapporti umani per essere cristiani, carmelitani e aperti al servizio

Giovedì 7 maggio, nel Centro di Spiritualità di Maddaloni, l’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi della Campania ha incontrato il Delegato generale p. Ramiro Casale ocd, che ha tenuto una relazione sul tema “Le tre dimensioni della formazione nell’Ocds: umana, cristiana, carmelitana”. 

La formazione, ha spiegato il padre, non è soltanto imparare qualcosa di nuovo ma è un cammino di crescita. Che mira a creare nella persona una possibilità di sviluppo intellettuale umano spirituale affettivo e comunitario. Ed è qualcosa che dovrebbe crescere, armoniosamente, nel senso che tutte le dimensioni della vita devono essere curate insieme. 
L’istruzione dà le basi, la formazione è un ponte che collega le basi alla pratica. Un processo educativo e spirituale. Fulcro di tutto ciò è la formazione umana di ogni membro che ciascuna comunità secolare deve curare per alimentare la vocazione. P. Ramiro ha indicato alle comunità presenti gli altri aspetti della formazione integrale, che è un cammino che dura tutta la vita: la formazione cristiana, che riguarda il rapporto con Dio, quella carismatica che approfondisce la specificità del carisma carmelitano, quella intellettuale (comprendere e vivere la fede in modo profondo) e quella apostolica che orienta il secolare alla missione e al servizio. Un laico che vive nel mondo la propria spiritualità non può dimenticare quello che diceva Teresa d’Avila: dalla preghiera nasce l’azione. 
Come si può vedere nel contributo qui allegato, dal sapere nasce il saper fare e poi il saper essere. Ognuno farà “quel poco” che può. Tutta la formazione è guidata dallo Spirito Santo (nostro formatore interiore), dalla Vergine Maria modello di contemplazione e di guida, dalla Chiesa, il supporto e il nutrimento essenziale. 
Ecco perché la creatività presuppone sempre la fedeltà al carisma: tutti sono soggetti attivi della formazione poiché la comunità è il luogo privilegiato di approfondimento e di maturazione.
Al termine i secolari, stimolati dalle parole di padre Casale, hanno condiviso difficoltà, desideri e proposte per uno sviluppo più maturo e consapevole capace di trasmettere anche al di fuori della comunità la propria testimonianza di persone che vivono l'amicizia con Dio.
L’incontro, durante il quale è stata presentata la guida alla biblioteca online a cura di Stefania De Bonis (vedi qui), si è concluso con l’intervento del Commissario pontificio p. Ian Maliki che ha annunciato l’apertura delle celebrazioni per il IV centenario della Fondazione della Provincia di Napoli “Santa Madre di Dio” che prevede a settembre un convegno a cui prenderà parte il Superiore generale dell’Ordine padre Miguel Marquez Calle.
L'impegno di p. Ramiro Casale sta invece proseguendo nelle comunità della Puglia e della Basilicata, dove si soffermerà anche sull'Aspetto mariano della spiritualità di San Giovanni della Croce. Vedi qui

mercoledì 25 febbraio 2026

Sintesi dell'incontro di formazione per i formatori con p. Lincio

 Per il secondo appuntamento della Scuola-laboratorio nazionale di formazione on line, è stata trasmessa agli iscritti una conferenza di p. Fausto Lincio ocd su “La forza della Regola in un mondo che cambia. Spunti per il Carmelo secolare”. Il padre, che non è entrato nel dettaglio della Regola carmelitana, ha offerto tre spunti per la comprensione del nostro cammino all’interno dell’Ordine. Un cammino certamente nato da una forte attrazione per Cristo che però non può andare avanti se non è aiutato a sbocciare, a consolidarsi e a “istituzionalizzarsi”. 

P. Fausto Lincio, ocd
Una parola, questa,  che forse fa venire i brividi di primo acchito, ma che p. Lincio ha ben spiegato, mostrandoci quei “percorsi inediti che il Signore prepara per il suo popolo”. Tutto ci sembrerà più concreto se si pensa ai passi fatti dai primi eremiti del Monte Carmelo, pellegrini che si stanziarono in quella terra orientale diventando eremiti e chiedendo al patriarca di Gerusalemme, Alberto, di “regolare” e quindi riconoscere come rappresentante della Chiesa il loro modus vivendi. E Alberto di Gerusalemme aiutò i carmelitani ad approfondire l’esperienza di Dio che li aveva mossi, a perfezionarla, ad acquisire un nuovo sguardo con il coraggio di lasciare alle spalle le abitudini, le consolazioni spirituali per  vivere una fede adulta, in continua progressione. E’ quello che succede anche a noi quando ci avviciniamo a una comunità secolare. Vogliamo conoscerla e riconoscere in essa la nostra vocazione. Il ruolo del formatore sarà fondamentale nel far comprendere che una volta approdati alla Promessa e quindi all’ingresso nell’Ordine, quello che era il nostro bagaglio va lasciato, perché sarà il Carmelo a indirizzare i nostri passi.

Avere una Regola, assumerla, significa entrare in un’istituzione regolata che comporta un rinnovamento profondo in termini di correzione, progressione, rinnovamento, abbandono di certe cose, assunzione di altre.

P. Lincio si è soffermato sui tre momenti del cammino di fede che ritroviamo nella nostra Regola. I tre spunti su cui i formatori sono invitati a confrontarsi per essere poter svolgere il delicato incarico di formare persone che Dio ha chiamato al Carmelo secolare, una responsabilità verso il Signore  e verso chi ha affidato loro. Li accenniamo soltanto perché sarà cura dei nostri formatori utilizzarli per aiutare i formandi a crescere.

Il primo il mio”, cioè quello che ho nel cuore, che mi ha illuminato. La scoperta della vocazione, il nostro primo modo di viverla.

Il secondo spunto: la marginalità che è tipica dell’Ordine religioso; una posizione comunque di frontiera, e la vita consacrata, è sempre stata un'espressione di frontiera della Chiesa. Noi oggi per grazia viviamo proprio questa posizione “ai margini”. La regola è come uno strumento per restare nella fede in tempi bui.

Il terzo e ultimo spunto è quello del silenzio. Il carmelitano e la carmelitana sono gli uomini e le donne del silenzio. È il silenzio che dovrebbe esserci quando c'è pettegolezzo. La dimensione del silenzio più radicale che la Regola ci insegna è quella di parlare solamente le parole della Scrittura. Così facendo, metto in silenzio tutto quello che è inautentico e  troppo personale che mi può ancora abitare.

(s.d.b.)

Le domande su cui confrontarsi:

1) Il passaggio da un Carmelo immaginato alla realtà della comunità (Carmelo reale e vissuto) è sempre un momento delicato per il formando e per la comunità.

Dalla tua esperienza quali sono state le dimensioni in cui questo passaggio (evolutivo) si è meglio realizzato e quali quelle in cui questo passaggio ha fatto più fatica a realizzarsi?

2) In che modo l'esperienza di Dio dei singoli formandi e dei singoli membri della comunità viene messa a fattor comune aggregante? In fondo siamo tutti stati chiamati al Carmelo dal Signore, e questo dovrebbe essere il fondamento del nostro stare insieme.

Quali sono i gesti che la tua comunità ha pensato per aiutare i suoi membri a 'sentire' la forza di queste chiamate vocazionali personali come collante della vita stessa e del senso della comunità?


3) Quali sono le esperienze di marginalità e insignificanza che la tua comunità sta vivendo? In queste situazioni quali sono le 'strategie di sopravvivenza' che come comunità state mettendo in atto? Questo è un punto molto delicato, soprattutto lì dove la persona (formando o già membro della comunità con le promesse) vive la sua appartenenza al Carmelo senza un supporto esplicito e cordiale dei suoi famigliari.


4) L'esperienza della insignificanza e della inessenzialità non è solo qualcosa che ci getta addosso l'ambiente che oggi, in modo particolare, ci circonda, è qualcosa che è connaturato con l'esperienza evangelica del 'servo inutile', figura che Gesù stesso indica ai suoi come modello del discepolo.

 Quali sono le reazioni dei singoli e della comunità come insieme che hai potuto vedere rispetto a questo tema dell'insignificanza/ inutilità?

martedì 4 febbraio 2025

FORMAZIONE. Interroghiamoci sulla nostra fedeltà all'identità secolare carmelitana

Ha avuto inizio la prima tappa della Scuola laboratorio nazionale di formazione online. Al centro dell’attenzione la fedeltà all’identità secolare carmelitana e la responsabilità nel vivere quotidiano. La riflessione con la guida di padre Aldo Formentin ocd, Assistente nazionale dell’ocds, ci ha offerto spunti importanti per far ripartire la formazione nelle nostre comunità, con una consapevolezza maggiore della nostra vocazione, del come possiamo testimoniarla nella nostra vita e agli altri. La presidente nazionale dell’ocds Linda Levi che ha presentato l’iniziativa promossa dal Coordinamento interprovinciale, ricordando l’importanza di una limpida testimonianza della nostra vita carmelitana, perché noi potremmo essere per qualcuno l’unico Vangelo e l’unico specchio della spiritualità carmelitana nella sua vita. Non possiamo sprecare una tale occasione: essere lo strumento con cui Dio avvicina qualcuno a Sé. Se il Signore ci ha riunito in una fraternità, ciascuno con un proprio talento, un dono diverso da mettere in condivisione, tutti -una volta in possesso di una completa conoscenza della nostra spiritualità- possiamo aiutare i formandi a crescere. Ed essi potranno testimoniare, a loro volta, la bellezza e la ricchezza del vivere il carisma carmelitano nella quotidianità. In questa prima fase si porrà l’accento sugli elementi base che un formatore dovrebbe possedere per svolgere proficuamente l’azione formativa. Dei quattro interventi previsti (fino a settembre) il primo è stato guidato da P. Aldo Formentin che ha cercato di spiegare l’importanza di “prendere coscienza dell’impegno personale che l’appartenenza al carisma carmelitano richiede nella vita quotidiana”.


Gli oltre 290 partecipanti al laboratorio, con l’aiuto informatico di Lorenzo Barone, venerdì 31 gennaio hanno seguito la prima conferenza in cui p. Aldo ha invitato a soffermarsi su quattro aspetti che caratterizzano il discernimento sia personale sia dei formandi: la fedeltà e l’identità carismatica; la responsabilità e la costanza nella quotidianità e, infine, il mettersi alla scuola dei santi

La fedeltà e l’identità carismatica. Bisogna partire dalla consapevolezza che prima di tutto esiste l’incontro con Dio. È lui che ci ha chiamati alla vita, a viverla come cristiani (con il Battesimo) e a portarla a compimento verso la santità, con il cammino della vocazione al Carmelo (altro dono di Dio). Come nella storia di Abramo anche nella nostra c’è l’iniziativa di Dio. Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che Dio è anche il primo ad amare. E noi accogliendo, con consapevolezza questo amore, impariamo ad amare e a comprendere di dover amare come Lui ci ama. Ma la domanda da porci è: abbiamo incontrato realmente il Signore? E abbiamo compreso la necessità di rispondergli, anche attraverso questo cammino, ravvivando in noi questo primo incontro? Ha spiegato p. Aldo: Fedeltà è essere e coerenti nel mantenere gli impegni presi, gli obblighi assunti, i legami stretti tra due realtà. Se consideriamo, quindi, il carisma le due realtà in relazione tra loro sono il Creatore-Spirito Santo e la sua creatura, noi. La fedeltà a quest’incontro – ha spiegato - diventa una necessità di vita. Cerchiamo di comprendere allora come è nata la nostra vita al Carmelo. È una verità da tenere sempre viva nella nostra coscienza e dobbiamo assolutamente chiederci se il Signore l’abbiamo incontrato così come Abramo ha incontrato Dio, così come Mosè parlava con Lui. Per farci comprendere meglio questo punto p. Aldo ha fatto riferimento a ciò che scrisse Papa Benedetto XVI nell’introduzione alla sua prima enciclica la “Deus Caritas est” 

 “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (Benedetto XVI).

Non bisogna mai smettere di chiedersi (e di cercare di capire in coloro che ci sono affidati) se la vocazione al Carmelo sia partita o no dall’incontro vero con il Signore (suggerimento dello spirito o invito a incontrarlo da parte di qualcuno). È suggerimento soprattutto a chi deve formare: Chi si è avvicinato, ha incontrato realmente il Signore? E come continua a incontrarlo nella propria vita di carmelitano? Perché Dio è l’unico in grado di orientarci, perché Dio continua a parlarci attraverso il suo spirito. Così nasce la sequela di Cristo, come ben spiega l’art. 10 delle nostre Costituzioni:

nell’accettare gli insegnamenti di Gesù ci si consegna alla Sua persona. Non bisogna aver paura di far comprendere che la Promessa è un vincolo che accettiamo, come è indicato negli articoli 12 e 16 delle nostre Costituzioni. E allora: Ci siamo realmente consegnati a Lui? chi fa formazione parla responsabilmente per conto di Gesù? Dà voce a ciò che il Signore vorrebbe dire a chi è ha chiamato al Carmelo? Molto importante il riferimento ai versetti dell’Apocalisse che mettono in guardia dalla tiepidezza, dal non alimentarsi più alla Sorgente (Ap 3, 15-16 e Ap, 2, 4-5). Questo riguarda i formatori ed i formandi. Occorre disponibilità a lasciarsi lavorare se si vuole vivere della patria del Carmelo.

Il secondo passo illustratoci riguarda la responsabilità e la costanza nella quotidianità. I punti fondamentali della nostra vocazione al Carmelo crescono in esperienza di vita. è il passaggio dall’ideale al reale, dalla teoria alla pratica. La vita quotidiana ci mette alla prova. L’art. 12 delle Costituzioni ricarda come con la Promessa si viene a far parte  di una comunità con un vincolo ( i consigli evangelici) poiché abbiamo chiesto e ottenuto di far parte dell’Ordine, che è una realtà ecclesiale. Questa promessa ci fa aderire all’amore che Dio ci dona e siamo chiamati ad esserGli fedeli, giorno per giorno, con un’amicizia sempre più profonda.  Questo è importante: non sentir parlare dell’orazione a tu per tu con Dio, ma a farla.  

Padre Aldo ha lanciato una provocazione: ma noi facciamo l’orazione mentale quotidiana? se la trascurassimo è come se non alimentassimo mai quell’io-Tu che con la promessa abbiamo non solo accettato ma abbiamo promesso di coltivare. Dio ci aspetta, la nostra vocazione non può vivere senza questa intimità divina.

 Alla scuola dei santiNella lettera agli Ebrei San Paolo dice “Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa” (10,36). Come essere costanti in questo cammino? Lo ricorda nel suo libricino “Partecipi dello spesso carisma” p. Anastasio Ballestrero ocd : i membri del popolo di Dio, specialmente i più impegnati, i più coerenti, i più seri… si rivolgono a quei santi che sono più ricchi di dottrina e che, per la loro storia e i loro carismi spirituali sono padri di anime e patriarchi dello spirito”.

Abbiamo grandi esempi nel Carmelo. Approfondire (senza erudizione, ma con desiderio di conoscenza e di familiarità) la loro vita ci aiuta a progredire. Nel libro La vita mariana nel Carmelo Maria Eugenio del Bambino Gesù scrive “Maria è per l’eccellenza la regina del Carmelo…l’esempio vivo delle virtù specifiche del carmelitano, l’universale mediatrice di grazia presso suo figlio, sorella madre e patrona del carmelitano. Di conseguenza questi deve amare teneramente, imitare con fedeltà Maria e vivere in intimità perfetta con lei per raggiungere l’intimità con Dio”. P. Aldo ha citato ancora S. Teresina, ma soprattutto  fra Lorenzo della Risurrezione una presenza nel Carmelo che frequentiamo spesso proprio perché ci porta a vivere nella quotidianità la vocazione che il Signore ci ha dato : fra Lorenzo ci insegna a vivere alla presenza di Dio a vivere il dono di Elia. Dice il nostro frate che se uno non sa vivere alla presenza di Dio deve impararlo. E spiega: Bisogna adattarsi, rendersi adatti a stare alla Sua presenza, a far conto della sua presenza credendo che Gesù ci ha detto che “nulla è impossibile a Dio”.

Torniamo al punto fondamentale, l’intimità con Dio (S. Teresa, Vita 8,5), l’incontro con Lui da ravvivare, continuamente. Dio s’incontra nei Sacramenti, nella Liturgia delle Ore e soprattutto nell’orazione mentale, caratteristica della nostra vocazione, che è la mezz’ora di colloquio personale con il Signore. Quel tempo che riserviamo ogni giorno all’incontro con Gesù, un tempo che possiamo anche suddividere nel corso della giornata in più momenti, ci educa alla consapevolezza di essere al cospetto di una Persona reale. Esserne consapevoli, rivolgerci a Lui in qualsiasi momento o luogo trasforma la nostra vita in una preghiera continua. La vita per il carmelitano è, infatti, una vita di preghiera, nata dall’incontro con Cristo, dal sentirsi amato da Lui, dal desiderio di corrispondere a questo amore, alla fiducia che egli ci ha dimostrato con fedeltà.  E soprattutto “mettendo amore in tutto”.

Facciamo tesoro di questa prima importante riflessione. A marzo l’appuntamento prosegue con p. Fausto Lincio e il tema degli Elementi di discernimento vocazionale nell’ocds.

Stefania De Bonis ocds

 

venerdì 10 gennaio 2025

Conto alla rovescia per la scuola-laboratorio nazionale di formazione

  E' fondamentale la formazione dei formatori perché l'identità del Carmelo non sia svilita dai punti di vista, ma si fedele al carisma dei nostri fondatori. E' un alimento continuo che aiuta a maturare la propria risposta al Carmelo e che affina la capacità d'ascolto e di guida delle persone che nella nostra comunità ci sono state affidate. Nasce così la Scuola - Laboratorio nazione di Formazione on line per attuali e futuri responsabili della formazione. Le quattro giornate che il Coordinamento Interprovinciale ha organizzato partiranno dai temi fondamentali per il carmelitano scalzo secolare. Seguirà un laboratorio aperto ai formatori attuali e a quanti potrebbero esserlo in futuro.
S'inizia il 31 gennaio con p. Aldo Formentin ocd sul tema: 
Fedeltà all’identità secolare carmelitana e responsabilità nel vivere il quotidiano.

Il 28 marzo p. Fausto Lincio ocd approfondirà gli Elementi di discernimento vocazionale nell’OCDS

Il 30 maggio si svolgerà la tavola rotonda sul tema: 
Come vivo il senso di appartenenza e corresponsabilità nell’OCDS

Il 27 settembre p. Ramiro Casale ocd concluderà con la  relazione sul tema: Aspetti psicologici e relazionali negli incontri formativi di prima conoscenza


 

mercoledì 6 novembre 2024

La Provincia Napoletana ocds dà inizio alla formazione

 

Nella Lettera Apostolica "Aperuit illis" papa Francesco scrisse che "abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecità".

E prima ancora la Verbum Domini di Benedetto XVI aveva sottolineato che ascoltare insieme la Parola di Dio, praticare la lectio divina della Bibbia, lasciarsi sorprendere dalla novità, che mai invecchia e mai si esaurisce, della Parola di Dio, superare la nostra sordità per quelle parole che non si accordano con le nostre opinioni o pregiudizi, ascoltare e studiare nella comunione dei credenti di tutti i tempi: tutto ciò costituisce un cammino da percorrere per raggiungere l’unità della fede, come risposta all’ascolto della Parola.
Ecco perché quando ci viene proposto un incontro sulla Parola è sempre un evento formativo e spirituale importante.
La presidente della Provincia Napoletana dell'Ocds Francesca Napolitano ha inviato alle comunità la seguente comunicazione:

Buon cammino a tutti nel percorso formativo e di vita comunitaria che ogni Comunità sta attuando. Tenendo presenti le esigenze delle nostre realtà comunitarie e le ineludibili necessità familiari, il Consiglio provinciale Ocds ha premura di comunicarvi le prossime date individuate, con la collaborazione dei Padri, per la proposta formativa annuale che accoglie alcuni vostri recenti suggerimenti.

Nei prossimi giorni daremo i necessari ulteriori dettagli, in attesa di comunicarvi al più presto il calendario dell’intero anno 2024-25. ➢ 9 Novembre Incontro a Maddaloni ore 9,30-13,00 in presenza (Campania), Online (Puglia, Basilicata), Sacra Scrittura, Relatore P. Cosimo Pagliara OCarm. Primo dei 4 moduli programmati per incontri interattivi di conoscenza, studio e meditazione della Sacra Scrittura con riferimenti alla spiritualità carmelitana. ➢ 23 Novembre Incontro Online per tutti Ore 9,30-12,00 Lettera del 15 ottobre 2024 inviata dal Preposito Generale. Lettura di alcuni stralci, spunti critici e considerazioni al fine di giungere insieme a scelte operative sulla richiesta formulata dal Preposito Generale di avviare studio, ricerca e condivisione del nostro ricco patrimonio dottrinale. ➢ 14 Dicembre Giornata di Spiritualità - Avvento - Conducono la Meditazione, rispettivamente, P. Andrea L’Afflitto OCD a Maddaloni (Campania) e P. Cosimo Pagliara O.Carm a Jaddico (Puglia e Basilicata) .
IL CONSIGLIO PROVINCIALE OCDS


martedì 5 marzo 2024

Un aiuto per vivere con fedeltà la vocazione e il carisma

 Lo scorso 24 febbraio, a Maddaloni, si è svolto l'incontro formativo per i responsabili della formazione delle comunità ocds della Semi-Provincia Napoletana.  Nella sala conferenze della Casa di Spiritualità dei Carmelitani Scalzi, il Centro SS. Annunziata, l'attenzione dei presenti e dei formatori della Puglia collegati online è stata per la relazione di Brigida Silvana De Grandi ocds, prima Presidente del Coordinamento Interprovinciale OCDS d'Italia e incaricata per il coordinamento dei lavori dell’Iter formativo (cura ed editing dei sei quaderni formativi).  

Essere partecipi e testimoni dell'immenso patrimonio che ereditiamo dall'Ordine a cui apparteniamo è un dono immenso. Incarnarlo ci dà modo di comunicarlo agli altri. 

Bellissima l'immagine scelta da Brigida per sottolinearlo: "Eliseo raccolto il mantello, continuò la missione di Elia. Anche noi riceviamo “ il mantello” dall’Ordine, il nostro “Carisma” cioè la nostra caratteristica specifica che prendono per noi la vita cristiana e l’esercizio della nostra vocazione battesimale. Non dobbiamo inventare niente, lo riceviamo, ci viene donato. Il carisma sta nelle nostre Costituzioni e nella Regola di Sant’Alberto comune per i frati e le monache e per noi secolari OCDS. "

Ma è possibile travisare il modo di approcciare il cammino formativo. Pensare che sia uno studio fine a se stesso. "Non dobbiamo inventare niente". Il carisma carmelitano, infatti, non è una materia. È un dono dello Spirito. È il modo in cui i nostri santi hanno vissuto il loro essere cristiani.

Se il Vangelo si ascolta, si interiorizza per conoscere Dio e per conoscerci figli di Dio, conoscere il patrimonio carmelitano ci fa comprendere l'amore per la Chiesa dei nostri santi, il loro cammino, come l'hanno vissuto ciascuno con la propria personalità ma sempre nel rispetto dei suoi valori, della sua fedeltà al Vangelo e alla Regola che aiuta a viverlo. Il tutto in quel bellissimo rapporto di intimità con Dio a cui ci porta l' orazione.

Ma non dev'essere un tesoro nascosto. "Perché ci sia la vocazione la persona deve saper raccontare in modo chiaro a sestessa e agli altri, il momento o i momenti in cui si è sentita interpellata in modo inaspettatoe forte a rispondere con il dono di sé al Signore. Ma deve anche saper raccontare come questa esperienza sia stata un’esperienza di nuova nascita, di nuovo avvio nel cammino della vita".  La nostra è  una dinamica vocazionale laica, che vive il dono del carisma nella propria quotidianità, "coltivando", alimentandolo nella comunità, con l'aiuto del formatore o della formatrice. 

"Quindi - ha spiegato Brigida Silvana De Grandi - l'Iter è stato pensato e voluto come strumento di aiuto per i formatori sia attuali che futuri, in modo da rendere la formazione OCDS sempre più uniforme in tutta Italia, per spronare tutti a camminare sempre più insieme." 

E ancora: "I Quaderni non vogliono sostituire la funzione del formatore: sarà fondamentale, infatti, che ciascun formatore, partendo necessariamente dai temi espressi all’interno dei quaderni, li arricchisca con la propria interiorità e sensibilità, personalizzando in tal modo gli incontri preparati in modo da non lasciare niente all’improvvisazione".

Essenziale ed esauriente la relazione di Brigida Silvana De Grandi, intervallata da brani della Parola di Dio e delle Costituzioni. 

Alla fine molte le domande a cui ha risposto la nostra relatrice, aiutando i formatori a comprendere il valore di questa serie di quaderni - ai quali molti di noi hanno collaborato - Sono strumenti a cui deve attingere il formatore per aiutare la propria comunità a crescere, nel rispetto del carisma e delle diversità. È il carisma che unisce. Ed è nostro compito trasmetterlo agli altri come realmente è: "Sentiamoci dei piccoli e umili pionieri che stanno aprendo un nuovo cammino di comunione fraterna e una tradizione per tutto il Carmelo Teresiano Italiano".  S.d.b. ocds


lunedì 31 gennaio 2022

Due incontri proposti dalla Semiprovincia Napoletana

Le comunità Ocds della Semiprovincia Napoletana vivranno nei domani1 febbraio e martedì 8 Febbraio, due momenti di formazione in modalità Online, fruibili per tutti in diretta sulla pagina FB dello studentato di Bari.
L’incontro del 1 Febbraio vedrà come relatore il Prof. Don Sebastiano Pinto (docente della Facoltà Teologia Pugliese), sul tema: “LECTIO DIVINA: itinerario spirituale tra le pagine della Sacra Scrittura, con una variazione sul programma iniziale. Sarà infatti trasmesso nel pomeriggio dalle ore 16 alle 18.30 circa.
Mentre, l’incontro dell’8 Febbraio vedrà come relatrice Suor Anastasia di Gerusalemme (Madre Priora delle Carmelitane di Ravenna), sul tema: “Alla Ricerca di Elia”.


venerdì 25 ottobre 2019

Ocds e identità carmelitana

Lo scorso settembre si è tenuto un Pellegrinaggio ocds della Provincia Ligure di Loano. All'incontro ha partecipato anche la presidente del Coordinamento interprovinciale.
Pubblichiamo di seguito il link al suo intervento integrale.

Intervento su OCDS e identità carmelitana  fatto dalla presidente dell'Ocds d'Italia Rosa Maria Pellegrino

mercoledì 16 gennaio 2019

Nicodemo deve rinascere!

Gesù sa cosa ha fatto per noi; cosa ci ha donato; cosa significa averci introdotti nella comunione della Trinità.
Quindi ci può chiedere il massimo; ci può chiedere di non accontentarci mai, sapendo che il di più è già nel
DNA della nostra vocazione. (Regola, 24). Con la Ratio Institutionis, siamo presi paternamente per mano e guidati, come ci ricorda anche San Paolo, verso il di più, che Dio attende da noi: ecco la prima scheda formativa dal titolo Nicodemo deve rinascere, clicca qui

martedì 15 gennaio 2019

La Ratio. Schede formative: Una vocazione da tutelare

Gv 3,1-8: Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». 
Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». 

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Nicodemo, vissuto al tempo di Gesù, era un capo dei Giudei; e siccome era onesto, lasciava che le proposte di questo nuovo e sconosciuto Maestro entrassero nel suo cuore a scombinare quella vana e presunta sicurezza di verità e di santità, vero monopolio degli scribi e dei farisei.
Nicodemo riconosce che con Gesù c’è qualcosa di nuovo, qualcosa di importante, qualcosa di desiderabile. Va a cercarlo di notte perché così nel buio nessuno lo vede: ha una faccia da salvare lui! Comunque corre il rischio: va da Gesù; vuol vedere se c’è davvero qualche opportunità; non vuole certo perdere questa occasione a portata di mano. Speriamo solo che nessuno dei suoi davvero lo veda!
“Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”. Gesù lo porta subito al cuore del problema, con la soluzione per incontrarlo veramente, cioè per poter vedere e accogliere Dio in Lui: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. E Nicodemo, con altrettanta prestezza e un pizzico di ironia, perché lui sa e non ha bisogno che qualcun altro gli insegni qualcosa di nuovo: “Come può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio?”. Già. È così chiaro! Come può?
Ma, Gesù con la semplicità e il candore della verità gli replica: “Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. Per entrare, quindi, bisogna rinascere.
Chiarissimo che il Battesimo è questa rinascita da acqua e da Spirito. Ma tutti sappiamo anche come questa bellissima nuova nascita, con troppa superficialità, sia oggi misconosciuta e lasciata languire, se non morire del tutto.
Ecco allora che anche a noi è capitato di percepire il desiderio, la voglia di incontrare Gesù: per conoscerlo meglio, per ascoltarlo un po’ di più, per amarlo anche di più, e per seguirlo con più consapevolezza e decisione.
Guardandoci un po’ intorno abbiamo colto l’occasione per tentare, come Nicodemo, la notturna (imprevedibile - oscura – nebulosa –incerta) avventura di un incontro particolare e pieno di futuro. Abbiamo bussato alla porta del Carmelo pieni di speranza e di gioia: può essere la nostra patria spirituale; può diventare la nostra casa e la nostra famiglia; può diventare la nostra stanza interiore dove stare da solo a solo con Colui che sappiamo quanto ci ama!
Può diventare; può essere; può...; ma solo se con la Formazione rinasciamo a vita nuova; altrimenti, saremo solo alloggiati!

Ecco lo spirito con cui nasce questa serie di schede da condividere. Ed ecco di seguito le nostre schede








sabato 19 maggio 2018

Accetta, ama e collabora

L’OCDS è presente in tutto il mondo e si definisce come “OCDS NAZIONALE” – “OCDS PROVINCIALE” e “COMUNITA’ LOCALE” soggetto al Superiore Generale del Carmelo (coadiuvato da un Delegato Generale e dai Superiori Provinciali). Questa gerarchia  ha una sua ragione di essere come si spiega nella settima scheda di approfondimento delle nostre Costituzioni.

martedì 20 marzo 2018

Il Coordinamento lavora per la formazione

Nei giorni 16,17 e 18 marzo scorsi si è riunito a Sassone (Roma) il Coordinamento Interprovinciale d’Italia con il Delegato Generale P. Alzinir Francisco Debastiani, il P. Assistente Nazionale, P. Aldo Formentin, i Responsabili della Formazione delle Provincie d’Italia e due Consiglieri Provinciali del Centro Italia. All’ordine del giorno c’era soprattutto l’elaborazione di una bozza di iter formativo comune per tutto l’Ocds italiano, partendo dall’esperienza maturata dalle singole Province in questi ultimi anni. Sulla base infatti dei diversi iter formativi si è riusciti a strutturare uno schema generale diviso per anno di formazione partendo dall’anno di accostamento fino alla promessa definitiva. Si è anche ipotizzato un percorso di formazione permanente. È stato un lavoro impegnativo, ma condotto in un clima di collaborazione e condivisione fraterna in cui ciascuno ha potuto offrire il suo personale contributo con uno spirito di servizio per il bene dell’Ordine e della Chiesa. Ai Responsabili della Formazione è stato affidato ora il compito, con l’aiuto dei Formatori delle Province, di elaborare dei quaderni contenenti i riferimenti alla Sacra Scrittura, ai Documenti del Magistero della Chiesa, agli scritti dei nostri Santi e ogni altro materiale che possa essere un utile sussidio per coloro a cui è affidato il delicato quanto prezioso compito formativo. Questo strumento unitario per tutto l’OCDS italiano contribuirà a farci sentire sempre di più un’unica grande famiglia

lunedì 11 settembre 2017

Presentato l'iter formativo della Provincia Lombarda

Domenica 9 settembre a Milano presso la chiesa dei Carmelitani Scalzi del Corpus Domini, in occasione della presentazione del nuovo iter formativo, si è tenuto un incontro rivolto in modo particolare ai formatori e ai formandi delle comunità OCDS della Provincia Lombarda. Titolo dell’incontro: La formazione: fondamento della vocazione del Carmelitano Secolare.
Relatore: Angelo Berna (comunità OCDS di Monza)


Nel pomeriggio Cristina Bonazzi (comunità OCDS di Monza) ha simulato un incontro di formazione applicando le indicazioni contenute nel nuovo iter formativo ed evidenziando come strutturare l’incontro nelle sue fasi e nei suoi tempi.
La giornata ha avuto una notevole adesione di partecipanti provenienti soprattutto dalle comunità di Milano, Bologna , Torino, Monza, Concesa, Lodi, Piacenza, Parma e Lugano.
Il cammino verso una piena consapevolezza della vocazione carmelitana secolare e delle sue esigenze formative prosegue.

giovedì 7 settembre 2017

Corso di formazione ad Avila. Un dono per tutti

L'amore cresce comunicandoselo  S. Teresa.



Gli insegnamenti di Teresa di Gesù

Potrete consultare i pdf delle riflessioni di p. Javier (e ascoltare il relativo audio)
Fate tesoro di questo dono

"Il dono della vita" 





(prima e seconda parte dell'audio)






Gli insegnamenti di Giovanni della Croce


Cliccando qui potete scaricare il manoscritto B del Cantico spirituale commento alle strofe che trattano dell'amore fra l'anima e Cristo suo Sposo, e in particolare degli effetti dell'orazione. Il commento fu scritto dal santo padre Giovanni su richiesta della Madre Anna di Gesù, priora delle Scalze di S. Giuseppe in Granata e risale all'anno 1584. 

Qui un depliant sul'icona "Dalle tenebre alla Luce" di san Giovanni della Croce.
(Il file è un po' pesante e potrebbe aprirsi lentamente).

Le Foto del viaggio ad Avila


Duecentosettantacinque scatti per immortalare questo itinerario degli occhi e del cuore. 
Per non far torto a nessuno, attingiamo all'immenso lavoro fatto da Angelo Berna della Provincia Lombarda: 

sabato 6 maggio 2017

La regola. L'Armatura

Nelle due schede che pubblichiamo, la nostra riflessione sulla Regola prosegue sia sul tema dell' "Armatura" sia su quello dell' "Obbedienza"
Vedremo come lo sguardo di Sant’Alberto va sul mistero del Carmelo e sul suo simbolismo biblico, carico di esigenze e di responsabilità, ed egli lo offre agli eremiti. Il silenzio adorante –la «quiete contemplativa»– deve essere dunque l’atmosfera propria del Carmelo. Ed essa custodirà la «giustizia» e ne sarà a sua volta custodita. 
 A sua volta, l'obbedienza non va disgiunta dal vivere pienamente e totalmente per il Signore degli eremiti del Monte Carmelo; cosa che comportava il non dimenticare che essi tutto avevano ricevuto da Lui.

“La Regola non considera il Superiore come un padrone o come un direttore d’azienda (ricorda il Card. A. Ballestrero),
ma come il rappresentante di Cristo, come colui che conduce il gregge, come la Chiesa che esercita la sua missione di salvezza. E Credo che sia sempre utile non perdere mai di vista questa prospettiva, perché le persone passano; perché le creature sono solo strumenti nelle mani di Dio; perché nella vita della Comunità l’amore, il rispetto, l’ossequio, l’obbedienza per chi la presiede non devono essere motivati dalle qualità della persona, ma devono essere motivati dalla missione che ha ricevuta da Cristo.




giovedì 27 aprile 2017

Scuola per formatori a Maddaloni

Riprende dall'11 al 13 maggio la scuola di formazione per formatori "Alla scuola del Carmelo", organizzato dal Consiglio OCDS della Provincia Napolena che si svolgerà nel centro di spiritualità di Maddaloni (Caserta). Fra i relatori: p. Luis J. Gonzalez (il dono della contemplazione: traguardo della preghiera; accompagnamento spirituale empatico secondo Teresa d'Avila), Iain Matthew (introduzione alla dottrina di san Giovanni della Croce), Cosimo Pagliara(La vita secondo lo Spirito in S. Paolo), Rossana Sabatiello (verifica).

martedì 4 aprile 2017

REGOLA DI SANT'ALBERTO. I segni della vera sequela

V tappa del cammino: La lotta.
Nella Regola Carmelitana, digiuno e astinenza sono anzitutto un metodo per accompagnare Gesù nel suo cammino verso la Croce e per disporsi alla festa della Resurrezione. Infatti la norma sottolinea subito una particolare visione del tempo: l’anno eremitico, per così dire, è diviso in due parti più o meno uguali, e al centro c’è la Pasqua. I sei mesi che la precedono sono per gli eremiti una lunga quaresima, tempo del digiuno e dell’attesa dello Sposo, secondo il ritmo previsto dal Vangelo. Il significato più profondo del digiuno sta dunque nel desiderio e nel tentativo di fare più spazio al vero cibo spirituale: la Parola di Dio, l’Eucaristia.

Per leggere la quinta scheda clicca qui

lunedì 10 ottobre 2016

Un anno per riflettere insieme sulla nostra Regola

Carissimi fratelli e sorelle dell’OCDS Italiano,
buona ripresa del nostro cammino alla sequela di Gesù!
Quest’anno, come formazione permanente, si é pensato di iniziare a prendere confidenza con i nostri Testi Legislativi.Per questo é stato suggerito alle Province di riflettere sulla Regola di Sant’Alberto, Regola di tutto l’Ordine Carmelitano: Frati, Monache e OCDS. La Regola é il fondamento per un Ordine, come ci spiega molto bene il Cardinale Padre Anastasio Ballestrero OCD.
“Amare la Regola del Carmelo vuol dire amare la propria vocazione;

amare la Regola vuol dire fedeltà alla propria vocazione;
fedeltà alla Regola vuol dire difendere un patrimonio che la Chiesa ci ha dato come tesoro suo, affidato alla custodia nostra.
Una santità, quella del Carmelo, ch’è santità di Chiesa e noi non possiamo defraudare la Chiesa di questa santità secondo la nostra Regola,
perché dalla Chiesa questa Regola ci è stata data: inizialmente dalla Chiesa locale, poi dalle successive approvazioni dei Papi.
Tutto questo, mi pare, deve diventare per noi un modo soprannaturale di vedere la Regola,
un modo spirituale di leggerla, un modo animatore di viverla perché la Regola non é una prigione, ma la Regola é un dono dello Spirito.
E quelle visioni della Regola come osservanza materiale e fedeltà puramente formale devono essere superate dal fervore interiore.


Ecco, allora insistiamo un po’ nel vedere il complesso della Regola come questo patrimonio spirituale ch’é una sorgente per noi,
é una sorgente d’acqua viva che non si secca mai e che continuamente alimenta il nostro giardino, la nostra casa, la nostra vita”.
Agli auguri di un buon cammino formativo insieme, unisco gli auguri per una gioiosa Solennità di S. Teresa di Gesù, nostra Madre, e per la Canonizzazione di Elisabetta della Trinità, a noi tanto cara.
    Fraternamente e in comunione di preghiera.
    Brigida Silvana De Grandi