venerdì 6 febbraio 2026
mercoledì 4 febbraio 2026
Piccole storie per l'anima
PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo
Non c’era biglietto, né spiegazione.
Solo pane fresco, ancora caldo. La casa era abitata da una donna anziana, sola e silenziosa. Un giorno, il panettiere si ammalò e non uscì. La donna bussò alla sua porta con una zuppa calda e un sorriso.
“Non so chi dei due ha iniziato,” disse lei, “ma questo è il mio turno.”
La gentilezza è così: non fa rumore, non chiede nulla. Passa di mano in mano, come il pane. E quando arriva, sazia più del cibo.
Perché chi riceve, prima o poi, sente il desiderio di donare.
“È dando che si riceve.”
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domenica 1 febbraio 2026
Seconda scheda dedicata a Giovanni della Croce
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| Olio su tela di p. Enzo Caiffa ocd |
La seconda scheda dedicata al rapporto tra fede e natura che emerge nelle opere di Giovanni della Croce ci porta di fronte al poema del Cantico Spirituale. Si entra così nei commenti teologici che lo stesso dottore mistico ha fatto a partire dai suoi poemi (o canti). Vi ritroviamo il tema della creazione del “palazzo”, così come l’ingresso che vi fa il Figlio di Dio, ma con immagini totalmente diverse. Creazione e Incarnazione redentrice sono descritte come una duplice azione divina. Anche nel Cantico Spirituale il “palazzo” di cui si parla nelle Romanze diventa “sposa” e icona.
mercoledì 28 gennaio 2026
Piccole storie per l'anima
PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'ocds del Commissariato Lombardo
Arrivata alla soglia dei cinquant'anni, una donna iniziò, nell'arco delle sue giornate, a chiedersi se avesse fatto abbastanza nella sua vita, se fosse stata all’altezza, e se Dio si aspettasse qualcosa di più. Ogni gesto le sembrava piccolo, ogni preghiera insufficiente, ogni silenzio troppo vuoto.Una giorno, stanca di rincorrere il dovere, entrò in una piccola chiesa senza parole, come chi non ha più niente da offrire. Si sedette nell’ombra, convinta di essere arrivata al limite.
Fu allora che sentì una frase nascere dentro di lei, così semplice da farle tremare il cuore: “La tua vocazione non è fare, ma appartenere.”
Non era una voce, non era un pensiero: era una verità che la riconosceva.
Le lacrime le scesero senza rumore, come se finalmente qualcuno avesse sciolto un nodo antico.
Capì che Dio non le chiedeva risultati, ma di vivere ogni attimo della sua vita con Lui, in comunione con Lui e lasciarsi amare da Lui.
Così come era.
Alla sua presenza.
Non perfezione, ma fiducia amorosa.Non frenesia, ma attenzione amorosa.
Il fare, il cosa fare, era solo una conseguenza di questa relazione d'amore con Lui.
Capì che il valore delle sue azioni e quindi della sua vita, dipendevano unicamente dall'amore con cui venivano svolte...
La tua vocazione non è fare,
ma appartenere a Lui…
Quand`ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro:
"Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?".
Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti amo".
Gli disse: "Pasci i miei agnelli".
(Vangelo di Giovanni 21,15)
mercoledì 21 gennaio 2026
Piccole storie per l'anima
PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
Un pastore protestante era particolarmente conosciuto nella zone per i suoi polemici attacchi verso la devozione dei cattolici nei confronti della Vergine Maria.
Mancavano pochi giorni all’8 dicembre e una notte quell’uomo ebbe un sogno. Gli apparve un angelo che lo portò in un villaggio pieno di case. “Voglio che tu scelga una casa per il tuo unico e amato figlio” gli disse l’angelo. Il pastore non si dimostrò sorpreso che l’angelo sapesse quanto lui amava quel suo unico figlio: era o non era un angelo?
Così l’uomo e la creatura celeste attraversarono in lungo e largo il villaggio. Il pastore esaminava attentamente ogni casa. Amava così tanto suo figlio che voleva solo il meglio per lui. Ma con suo disappunto si accorse che tutte le case avevano qualche difetto: una era senza tetto, un’altra era un deposito di immondizia, l’altra ancora sembrava lì lì per cadere… “Non vedo una casa che possa andare bene per mio figlio” disse l’uomo all’angelo.
“E’ possibile invece costruire la casa che ho in mente per lui?” “Dimmi la casa che hai in mente” rispose l’angelo “e sarà fatta in un istante”. Il pastore descrisse la casa ideale per suo figlio: doveva essere pulita, bella… perfetta. Appena ebbe finito di parlare, la casa apparve davanti ai suoi occhi. “Perché hai scelto questa casa per tuo figlio?” chiese l’angelo.
“Come posso permettere che mio figlio viva nelle case che abbiamo visto?” replicò il pastore protestante. “Sono tutte sporche e malridotte. Per mio figlio voglio il meglio!” “Le tue parole sono la risposta alle tue critiche sulla devozione all’Immacolata” disse l’angelo.
“Non capisco…” “Non stavi preparando un sermone per criticare la devozione cattolica all’Immacolata Concezione?” “Sì!” rispose il pastore “ma non vedo che cosa questo abbia a che fare con la scelta delle case”.
“Quando Dio stava cercando una donna che diventasse la Madre del Suo Figlio” disse l’angelo ” non ne trovò nessuna di adatta, perché ogni creatura umana é imperfetta e macchiata dal peccato. Nel Suo amore e nella Sua sapienza Dio ha voluto che una donna fosse perfetta, immacolata, non contagiata dal peccato, in modo che fosse un’abitazione degna per il Suo unico Figlio. Se tu, imperfetto come sei, vuoi il meglio per tuo figlio, pensi che Dio si accontenti di meno per Suo Figlio?
Per questa ragione c’é l’Immacolata Concezione.
La dimora di Cristo, Maria, doveva essere perfetta per accogliere Colui che é Perfetto!”.
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Maria è il cammino più sicuro, il più breve e perfetto per andare da Gesù".
(S.Luigi Monfort)
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a cura dell'ocds del Commissariato Lombardo
giovedì 15 gennaio 2026
Week end di spiritualità carmelitana
mercoledì 14 gennaio 2026
Piccole storia dell'anima
(Gv 15, 9-11)
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A che serve che tu dia al Signore una cosa quando da te ne richiede un'altra?
Rifletti a quello che Dio vuole e compilo; per questa via il tuo cuore sarà soddisfatto
più che con quelle cose alle quali ti porta la tua inclinazione.
(S. Giovanni della Croce)
a cura dell'ocds del Commissariato Lombardo
mercoledì 7 gennaio 2026
Piccole storie per l'anima
Una leggenda delle Terre di Arat narra che i Magi portassero con sé, oltre ai doni, una piccola ciotola di legno. Non serviva a nulla, eppure la custodivano con cura. Quando giunsero alla grotta, deposero oro, incenso e mirra, ma il bambino guardò solo la ciotola. La madre la prese e la riempì di acqua per lavargli il volto.
I Magi si stupirono: ciò che credevano inutile era diventato il dono più necessario.
“Così è il Regno”, disse uno di loro tornando a casa, “non chiede ciò che brilla, ma ciò che può servire”.
E da allora, nelle case di Arat, si conserva una ciotola vuota, per ricordare che solo Dio colma il cuore dell' uomo di ciò che gli è necessario ed essenziale.
Il cuore dell'uomo è fatto per la felicitàUna sete di felicità che solo Dio può colmare.Ma solo un cuore un cuore vuoto di felicità.
"L'anima che si lascia vincere dagli appetiti è come un malato di febbre, che non sta bene finché questa non lo lascia libero, e che sente crescere ogni minuto la sete.
(S. Giovanni della Croce)
A cura dell'ocds del Commissariato Lombardo.
venerdì 2 gennaio 2026
Un anno con Giovanni della Croce e la natura
giovedì 1 gennaio 2026
2026, una bellissima pagina bianca su cui Gesù scriverà la nostra storia con Lui
Con queste disposizioni d'animo
auguriamo a ciascuno di voi
un anno benedetto dal Signore.
Il Coordinamento Interprovinciale OCDS d'Italialunedì 29 dicembre 2025
14 DICEMBRE 2025 GRANDE FESTA NELLA COMUNITÀ OCDS DI BRESCIA

attendendo in modo particolare alla loro santificazione nell’adempimento di quanto la Regola del terz’Ordine prescrive, senza in nulla mancare a quei doveri che sono inerenti alla vita di famiglia o imposti da particolari uffici. …». Così la descriveva il Priore del Convento: fra Giuseppe di Santa Teresa e Direttore del Terz’Ordine Carmelitano Teresiano in una lettera inviata al Generale dell’Ordine per richiedere l’approvazione di una seconda sezione di terz’ordine. È sempre emozionante sapere che prima di noi ci sono state persone che, come noi, anche se in situazioni diverse, hanno cercato la via della santificazione attraverso il carisma carmelitano e che hanno trovato una comunità che è stata per loro palestra di virtù! E quale modo migliore per festeggiare questo anniversario se non con la pronuncia di Promesse temporanee e definitive di 5 confratelli (cui si aggiungerà presto un’altra consorella che era influenzata il 14 dicembre…!) a garantire la continuità di quegli stessi propositi e a confermare che il Signore continua a chiamarci ad una vita cristiana più coerente, più profonda e alla Sua continua presenza! Nell’omelia: «Anche voi che oggi fate la promessa siete stati in un luogo intimo, sacro, dove soltanto Dio può entrare in comunicazione con voi . Questa promessa non viene dal rumore, viene dall’essere stati in quel silenzio abitato. Lì voi avete chiesto al Signore: ”Sei tu che mi stai chiamando?” Se sei Tu, allora io mi affido, come Maria, che si è affidata sapendo chi era Colui che le proponeva di diventare madre di Dio, permettendo, con il suo “Fiat”, a Dio di entrare nella storia con lei e per mezzo di lei. Il vostro compito è servire e costruire la Chiesa attraverso la nostra spiritualità, attraverso la nostra preghiera, attraverso il nostro servizio, noi vogliamo costruire la Chiesa, vogliamo fare il nostro “poco” per servire la Chiesa. Si è visto, dalla lunga tradizione del Carmelo, che seguendo questa spiritualità si deve, si può diventare santi. L’obiettivo dell’OCDS, come dicono le Costituzioni è: “Integrare la vostra esperienza di Dio con l’esperienza della vita”. Dall’esperienza di Dio, da quel “profondo centro”(S. Giovanni della Croce) noi ci rapportiamo con gli altri, con la vita reale e pratica. Questa relazione deve portare dei frutti. Voi siete invitati a diventare strumenti della grazia di Dio! Affinché il Signore possa agire dentro di voi e attraverso di voi, attraverso il vostro affidamento a Colui che, come voi sapete, non vi deluderà mai e vi accompagnerà fino alla fine! Attraverso la vostra promessa voi diventate piccoli, perché ai piccoli appartiene il regno dei cieli, ma il piccolo non è quello che non ha voce, non è quello che non ha importanza; il piccolo è quello che lascia uno spazio a Dio perché possa agire nella vita propria. “Signore, io sono qua, eccomi, dammi il coraggio di continuare, dammi la saggezza di riconoscerti in chi mi metti accanto, dammi la forza di esserti fedele fino all’ultimo giorno” Non fermatevi per nessun motivo!» Queste le parole pronunciate nell’omelia dal nostro Delegato Generale P. Ramiro Casale che ha presieduto la celebrazione della Messa, nella Chiesa di San Pietro in Castello. Padre Ramiro riesce a comunicare gioia ed entusiasmo con naturalezza, perché egli abita nella gioia e nell’amore di Dio. Hanno concelebrato diversi Padri del Convento e anch’essi, gioiosi, hanno partecipato festosi. Noi siamo stati aiutati dal “Cerimoniere”, fra Emanuele, a muoverci con ordine nei diversi momenti, così l’emozione non è trapelata, concentrati “sull’uscire dal banco, giungere al “tondo”, rispondere e parlare al microfono, spostarsi, rientrare nel banco”; ed anche: “uscire dal banco, fare l’inchino, salire i gradini, disporsi di fronte al Celebrante, pronunciare la promessa, firmare la promessa, ritirarsi sulla riga nel presbiterio per aspettare gli altri”. Ma dopo? P. Ramiro la sera prima aveva accennato timidamente che li avrebbe abbracciati, e, prontamente, anche P. Marcello, nostro Assistente, si era proposto… Così, durante l’applauso lungo e scrosciante, nel presbiterio, tutti hanno abbracciato tutti: siete nostri fratelli! Quanta gioia! “Che bella festa!” “Che bella testimonianza!” “Che allegria nello Spirito Santo!” “Quanta speranza!” Queste alcune impressioni. L’emozione continua ancora! Beh, il coro di San Luca, bravissimo, ha contribuito non poco a sottolineare tutti i momenti creando raccoglimento, preghiera, festa. C’è stata tanta partecipazione e tanta meraviglia da parte di tutti. Anche il pranzo è stato un momento di gioia nella condivisione. Sono state con noi Linda, Presidente del Coordinamento nazionale, Carla, Presidente Provinciale, Graziella M. e Silvana, nostre care amiche e consorelle. Sono stati con noi alcuni Padri e alcuni frati dello studentato del Convento: abbiamo avuto modo di conoscerci in allegria con sincera familiarità. Il Signore ci ama! Ed ora… Sta a noi continuare con tanto entusiasmo e serietà abbandonati nel Signore, facendoci guidare da Lui, e con Lui e per Lui dirigerci dove Lui vuole.E' cominciato l'anno dedicato a San Giovanni della Croce
Tra le notizie che l'ultimo Definitorio ha diffuso con la Lettera del 14 dicembre scorso, ricordiamo che "Ci stiamo avvicinando alla conclusione del triennio dedicato a santa Teresa di Gesù
Bambino e all’inizio dell’Anno di san Giovanni della Croce, in occasione del terzo centenario
della sua canonizzazione (27 dicembre 1726) e del primo centenario della sua proclamazione a
Dottore della Chiesa (24 agosto 1926). L’apertura dell’Anno Sanjuanista ha avuto luogo a Segovia il 13 e 14 dicembre, con diverse celebrazioni presiedute o concelebrate dal Padre Generale. Nei prossimi giorni saranno inviate le schede per la lettura comunitaria di testi di san Giovanni della Croce e presto sarà reso noto il programma del Congresso Internazionale organizzato dal Teresianum e dal CITeS, che si terrà a Roma e ad Avila dal 22 al 26 giugno 2026, e
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vedrà la partecipazione di rinomati specialisti in san Giovanni della Croce e nella mistica. Da
parte sua, la Provincia Iberica ha organizzato diverse attività religiose e culturali nei luoghi
sanjuanisti.
A proposito della vita mariana, vi ricordiamo che il blog www.maristellacarmel.com,
gestito dalla Comunità di Fatima, mette a disposizione materiali e informazioni in diverse lingue sulla vita mariana dell’Ordine. Vi invitiamo a visitarlo e ad iscrivervi alla newsletter per
ricevere tempestivamente gli aggiornamenti sulle ultime novità pubblicate"
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