![]() |
| P. Fausto Lincio, ocd |
“Avere una Regola, assumerla, significa entrare in un’istituzione
regolata che comporta un rinnovamento profondo in termini di correzione, progressione,
rinnovamento, abbandono di certe cose, assunzione di altre”.
P. Lincio si è soffermato sui tre momenti del cammino di fede che ritroviamo nella nostra Regola. I tre spunti su cui i
formatori sono invitati a confrontarsi per essere poter svolgere il delicato
incarico di formare persone che Dio ha chiamato al Carmelo secolare, una
responsabilità verso il Signore e verso
chi ha affidato loro. Li accenniamo soltanto perché sarà cura dei nostri formatori utilizzarli per aiutare i formandi a crescere.
Il primo “il mio”, cioè quello che ho nel cuore, che mi ha illuminato. La
scoperta della vocazione, il nostro primo modo di viverla.
Il secondo spunto: la marginalità che è tipica dell’Ordine religioso; una posizione comunque di frontiera, e la vita
consacrata, è sempre stata un'espressione di frontiera della Chiesa. Noi oggi
per grazia viviamo proprio questa posizione “ai margini”. La regola è come uno strumento
per restare nella fede in tempi bui.
Il terzo e ultimo spunto è quello
del silenzio. Il carmelitano e la
carmelitana sono gli uomini e le donne del silenzio. È il silenzio che dovrebbe
esserci quando c'è pettegolezzo. La dimensione del silenzio più radicale che la
Regola ci insegna è quella di parlare
solamente le parole della Scrittura. Così facendo, metto in silenzio tutto
quello che è inautentico e troppo personale che mi
può ancora abitare.
(s.d.b.)


.png)

.png)



.png)


.png)
