mercoledì 25 febbraio 2026

Sintesi dell'incontro di formazione per i formatori con p. Lincio

 Per il secondo appuntamento della Scuola-laboratorio nazionale di formazione on line, è stata trasmessa agli iscritti una conferenza di p. Fausto Lincio ocd su “La forza della Regola in un mondo che cambia. Spunti per il Carmelo secolare”. Il padre, che non è entrato nel dettaglio della Regola carmelitana, ha offerto tre spunti per la comprensione del nostro cammino all’interno dell’Ordine. Un cammino certamente nato da una forte attrazione per Cristo che però non può andare avanti se non è aiutato a sbocciare, a consolidarsi e a “istituzionalizzarsi”. 

P. Fausto Lincio, ocd
Una parola che forse fa venire i brividi di primo acchito, ma che p. Lincio ha ben spiegato, mostrandoci quei “percorsi inediti che il Signore prepara per il suo popolo”. Tutto ci sembrerà più concreto se si pensa ai passi fatti dai primi eremiti del Monte Carmelo pellegrini che si stanziano in una terra orientale diventano eremiti e chiedono al patriarca di Gerusalemme, Alberto, di “regolare” e quindi riconoscere come Chiesa il loro modus vivendi. E Alberto di Gerusalemme aiuta i carmelitani ad approfondire l’esperienza di Dio che li aveva mossi, a perfezionarla, ad acquisire un nuovo sguardo con il coraggio di lasciare alle spalle le abitudini, le consolazioni spirituali per  vivere una fede adulta, in continua progressione. E’ quello che succede anche a noi quando ci avviciniamo a una comunità secolare. Vogliamo conoscerla e riconoscere in essa la nostra vocazione. Il ruolo del formatore sarà fondamentale nel far comprendere che una volta approdati alla Promessa e quindi all’ingresso nell’Ordine, quello che era il nostro bagaglio va lasciato perché sarà il Carmelo a indirizzare i nostri passi.

Avere una Regola, assumerla, significa entrare in un’istituzione regolata che comporta un rinnovamento profondo in termini di correzione, progressione, rinnovamento, abbandono di certe cose, assunzione di altre.

P. Lincio si è soffermato sui tre momenti del cammino di fede che ritroviamo nella nostra Regola. I tre spunti su cui i formatori sono invitati a confrontarsi per essere poter svolgere il delicato incarico di formare persone che Dio ha chiamato al Carmelo secolare, una responsabilità verso il Signore  e verso chi ha affidato loro. Li accenniamo soltanto perché sarà cura dei nostri formatori utilizzarli per aiutare i formandi a crescere.

Il primo il mio”, cioè quello che ho nel cuore, che mi ha illuminato. La scoperta della vocazione, il nostro primo modo di viverla.

Il secondo spunto: la marginalità che è tipica dell’Ordine religioso; una posizione comunque di frontiera, e la vita consacrata, è sempre stata un'espressione di frontiera della Chiesa. Noi oggi per grazia viviamo proprio questa posizione “ai margini”. La regola è come uno strumento per restare nella fede in tempi bui.

Il terzo e ultimo spunto è quello del silenzio. Il carmelitano e la carmelitana sono gli uomini e le donne del silenzio. È il silenzio che dovrebbe esserci quando c'è pettegolezzo. La dimensione del silenzio più radicale che la Regola ci insegna è quella di parlare solamente le parole della Scrittura. Così facendo, metto in silenzio tutto quello che è inautentico e  troppo personale che mi può ancora abitare.

(s.d.b.)

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Elia era un uomo semplice. Faceva il calzolaio in un piccolo paese.
Un giorno, vide tornare Miriam, la donna che aveva amato e che lo aveva lasciato per inseguire sogni più grandi.
Era cambiata.
Aveva gli occhi stanchi e le mani vuote.
“Perché sei tornata?” chiese Elia, mentre le offriva un bicchiere d’acqua.
“Perché nessuno mi ha mai guardata come mi guardavi tu.”
Elia sorrise. “La porta non è mai stata chiusa.”
Miriam pianse. Non per tristezza, ma per sollievo.
Da quel giorno, ogni sera, Elia le raccontava storie.
E lei imparò che l’amore vero rispetta la libertà dell’altro, non costringe, non manipola, anche se soffre sa aspettare.
E quando ritorna, non chiede spiegazioni.
Solo abbracci


L’amore vero sa aspettare, aspettare a lungo, aspettare fino all’estremo.
Non diventa mai impaziente, non mette fretta a nessuno e non impone nulla.
Conta sui tempi lunghi
----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide,
ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse:
«Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
non sono più degno di essere chiamato tuo figlio».
Ma il padre disse ai servi: «
Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare,
mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi.
Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato».
E cominciarono a far festa.
(Vangelo di Marco 7,21)


Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito,
che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
(Vangelo di Luca 15,7)
----------------------------------------------------------------------------------------------------------

"Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini,
per sempre manterrei la stessa fiducia,
poiché io so che questa moltitudine di offese
non è che goccia d’acqua in un braciere ardente".
(S. Teresa di Lisieux)

domenica 22 febbraio 2026

Ritiro di Quaresima delle comunità ocds campane

 Sabato 21 febbraio a Maddaloni si è riunito l'Ordine secolare della Semi Provincia Napoletana per il Ritiro di Quaresima guidato dalla meditazione di p. Andrea l'Afflitto, ocd. Le comunità ocds della Campania si sono ritrovate per un momento di riflessione sul tema scelto dal relatore ("Abbassò se stesso. Il mistero di Cristo nel nostro cammino verso l'unione", vedi qui la sintesi), un momento di adorazione eucaristica, la possibilità di confessarsi e la celebrazione della Messa. La giornata si è conclusa con un momento di unione fraterna.

mercoledì 18 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

"Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore
."
(Osea 2,16)

Marco era un ragazzo timido che parlava poco e teneva i sogni nascosti. Un giorno incontrò Anna, e accanto a lei scoprì di avere parole che non sapeva di possedere. Quando ridevano insieme, Marco si sentiva leggero, come se il mondo fosse più semplice. Anna non gli chiedeva di cambiare, ma il suo sguardo lo faceva diventare più coraggioso. Ogni passeggiata accanto a lei era una nascita nuova, un modo di scoprire se stesso. Non era solo l’affetto per Anna, ma la gioia di chi diventava quando lei era lì. Il tempo sembrava fermarsi, e Marco si accorgeva di essere migliore, più vivo. Anna lo guardava e sorrideva, senza sapere che in quel sorriso lui trovava forza. Così Marco capì che l’amore non era possedere, ma rinascere accanto a qualcuno. E da allora amò Anna non solo per chi era, ma per chi lui diventava con lei.


L’Amore è rinascere accanto a qualcuno.
E se quel qualcuno è Dio, la nostra anima lo ama non solo per chi è,
ma per chi lei diventa con Lui…



L’amore di Dio è salute dell’anima, La quale se priva di un amore perfetto, non ha una salute perfetta rimanendo quindi malata, poiché l’infermità non è altro che mancanza di salute.
In tal modo, quando non possiede alcun grado di amore, l’anima è morta, mentre se ne possiede qualche grado, per quanto minimo, è viva sì, ma è molto delicata e inferma a causa del poco amore che possiede. Quanto più l’amore crescerà, tanto maggiore sarà la salute
di cui ella godrà e perciò, quando avrà un amore perfetto, godrà di una salute perfetta.”
(S. Giovanni della Croce)

venerdì 13 febbraio 2026

Ritiro di Quaresima per le comunità ocds della Semiprovincia Napoletana







Sono due gli appuntamenti il 21 febbraio prossimo per le comunità ocds della Semi Provincia Napoletana dei Carmelitani Scalzi, il ritiro di Quaresima a Maddaloni con p. Andrea l'Afflitto che presenterà la meditazione sul tema "Abbassò se stesso. Il Mistero di Cristo nel nostro cammino verso l'unione", per le fraternità campane, e un ritiro a Bari per quelle della Puglia, con p. Aristotele M. Arceo che mediterà su "Il mistero dell'Amore. Incarnazione e morte come un unico atto".

Un contributo per celebrare San Giovanni della Croce

 La comunità dei Carmelitani Scalzi di Vigo (Provincia Iberica OCD) ha redatto una riflessione  spirituale per l'Anno Giubilare Sanjuanista,  in occasione del terzo centenario della canonizzazione e del primo centenario del dottorato di San Giovanni della Croce .

Il testo è nato nel corso di un incontro tra Padre Julio Almansa Calero, Carmelitano Scalzo, e Pietro Braccu, laico consacrato dei Carmelitani Scalzi Secolari. Con il motto "La speranza giunge fin dove attende ", tratto dalla poesia di San Giovanni della Croce, il documento propone una lettura contemporanea del sua pensiero e della sua esperienza spirituale ed è introdotto dalla poesia "Grime" di Suor Montserrat de la Cruz, carmelitana scalza, che dà voce al grido interiore di chi rimane fedele a un'eredità spirituale in tempi di aridità. Il documento si offre come sussidio per la preghiera personale, la riflessione comunitaria e il discernimento, invitando tutti a riscoprire, a partire dalla tradizione carmelitana, una speranza che nasce dall'amore e si concretizza nella vita quotidiana. La presidente dell'Ocds d'Italia e p. Ramiro Casale, nostro Delegato Generale, lo offrono anche a noi, come momento di riflessione personale  e anche come spunto per i nostri incontri di formazione in cui, assieme agli altri temi previsti per ciascuna tappa del cammino verso la promessa definitiva, e per la formazione permanente si descriverà la figura del santo e l'influenza della sua spiritualità anche sull'Ordine secolare.

Scarica qui il documento

mercoledì 11 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO

a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Un uomo al termine della sua giornata densa di impegni, era solito a compiere un gesto quasi a mettere un sigillo a quanto fatto nelle ore precedenti.
Ogni sera, entrava nella sua camera, accendeva una piccola lampada d’olio e la poneva davanti all’icona del Cristo posto in un angolo, rimanendo per qualche minuto in una attenzione amorosa e silenziosa di fronte a quella luce.
Il gesto catturò l'attenzione di tanti suoi amici : “Perché accendi la luce davanti all'icona?” A cosa serve?"
L'uomo rispose: “Perché temo che la luce in me diventi tenebra: se perdo la luce perdo il senso e il significato del mio agire nella vita”
E proseguì: “La lampada del corpo è l’occhio, ma l’occhio si oscura se il cuore si spegne. Chi non custodisce la propria luce con umiltà, fede, speranza e qualche volta con lacrime perde la luce senza accorgersene.”
Gli amici rimasero in silenzio, e qualcuno pianse: improvvisamente presero coscienza che il loro agire nella vita non aveva la luce che dava un senso.
L'uomo concluse dicendo: “Questa luce non è nostra, ma ci è stata affidata. Questa luce non si difende con la forza, ma abbandonandosi al soffio dello Spirito.


La bellezza non è nel viso;
la bellezza è avere una luce nel cuore…

----------------------------------------------------------------------------------------------


"Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte,
né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio,
ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa."
(Vangelo di Matteo 5, 14-16)
----------------------------------------------------------------------------------------------------

"Chi non vuole altra cosa che Dio , non cammina nelle tenebre,
per quanto si veda povero e al buio."
(S. Giovanni della Croce)

sabato 7 febbraio 2026

Il libro del mese: "La pratica della presenza di Dio" di fra Lorenzo

"La pratica della presenza di Dio", il libro scelto da Radio Vaticana per il mese di febbraio, "scritto" ( in realtà è  chi l'ha conosciuto che ha riportato il suo pensiero) da Fra Lorenzo della Risurrezione. L'edizione commentata è quella  edita dalla Libreria Editrice Vaticana. I conduttori, don Andrea Vena e Silvia Giovanrosa, ne hanno parlato con p. Christof Bertschart, carmelitano scalzo e professore straordinario della Pontificia Facoltà Teologica Teresianum di cui dal 2020 è preside. Nel video tratto da Radio Vaticana, che riproduciamo (clicca qui) p. Bertschart spiega in che cosa consiste la pratica della presenza di Dio.


mercoledì 4 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO 
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Ogni mattina, il panettiere del quartiere lasciava una pagnotta sul davanzale della casa accanto.
Non c’era biglietto, né spiegazione.
Solo pane fresco, ancora caldo. La casa era abitata da una donna anziana, sola e silenziosa. Un giorno, il panettiere si ammalò e non uscì. La donna bussò alla sua porta con una zuppa calda e un sorriso.
“Non so chi dei due ha iniziato,” disse lei, “ma questo è il mio turno.”
La gentilezza è così: non fa rumore, non chiede nulla. Passa di mano in mano, come il pane. E quando arriva, sazia più del cibo.
Perché chi riceve, prima o poi, sente il desiderio di donare.


“È dando che si riceve.”

----------------------------------------------------------------------------------------------

“L'Amore è la madre di tutte le virtù.
Esso non viene mai meno, e chi lo possiede porta in sé la perfezione della vita cristiana.”
(Commento alla Lettera ai Romani, Origene)
----------------------------------------------------------------------------------------------------

"Al termine della vita saremo giudicati solo sull'amore."
(S.Giovanni della Croce)

domenica 1 febbraio 2026

Seconda scheda dedicata a Giovanni della Croce

 

Olio su tela di p. Enzo Caiffa ocd

La seconda scheda dedicata al rapporto tra fede e natura che emerge nelle opere di Giovanni della Croce ci porta di fronte al poema del Cantico Spirituale. Si entra così nei commenti teologici che lo stesso dottore mistico ha fatto a partire dai suoi poemi (o canti). Vi ritroviamo il tema della creazione del “palazzo”, così come l’ingresso che vi fa il Figlio di Dio, ma con immagini totalmente diverse. Creazione e Incarnazione redentrice sono descritte come una duplice azione divina. Anche nel Cantico Spirituale il “palazzo” di cui si parla nelle Romanze diventa “sposa” e icona.

Può scaricare qui la scheda