lunedì 8 luglio 2024

Piccole storie per l'anima


 

Una notte ho fatto un sogno splendido e ve lo devo proprio raccontare. Nel mio sogno vidi una strada lunga, una strada che si snodava dalla terra e saliva su nell’aria, fino a perdersi tra le nuvole, diretta in cielo.

Ma non era una strada comoda, anzi era una strada piena di ostacoli, cosparsa di chiodi arrugginiti, pietre taglienti e appuntite, pezzi di vetro. La gente camminava su quella strada a piedi scalzi. I chiodi si conficcavano nella carne, molti avevano i piedi sanguinanti. Le persone però non desistevano: volevano arrivare in cielo. Ma ogni passo costava sofferenza e il cammino era lento e penoso.
Ma poi, nel mio sogno, vidi Gesù che avanzava. Era anche lui a piedi scalzi. Camminava lentamente, ma in modo risoluto. E neppure una volta si ferì i piedi. Gesù saliva e saliva. Finalmente giunse al cielo e là si sedette su un grande trono dorato. Guardava in giù, verso quelli che si sforzavano di salire. Con lo sguardo e i gesti li incoraggiava. Subito dopo di lui, avanzava Maria, la sua mamma.
Maria camminava ancora più veloce di Gesù. Sapete perché? Metteva i suoi piedi nelle impronte lasciate da Gesù. Così arrivò presto accanto a suo Figlio, che la fece sedere su una grande poltrona alla sua destra.
Anche Maria si mise a incoraggiare quelli che stavano salendo e invitava anche loro a camminare nelle orme lasciate da Gesù, come aveva fatto lei. Gli uomini più saggi facevano proprio così e procedevano spediti verso il cielo. Gli altri si lamentavano per le ferite, si fermavano spesso, qualche volta desistevano del tutto e se ne stavano sul bordo della strada pieni di tristezza.

E' arrivato il momento...decisivo! Segui Maria!

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. 6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. 7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. 9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. (Apocalisse Cap 12 1-10)

Ecco la settima scheda su S. Teresa di Gesù Bambino

 Siamo arrivati alla scheda n. 7 del nostro cammino di formazione e di approfondimento della spiritualità di S. Teresina di Lisieux. L' argomento è "la potenza della preghiera" e fa riferimento al Manoscritto C della santa  (Ms C, 24v-26r). Ci aiuterà a fare il punto sul nostro modo di pregare.

Qui può essere scaricata 

domenica 7 luglio 2024

CORSO DI FORMAZIONE OCDS SICILIA

 La consapevolezza di sé e le relazioni interpersonali
nella vita comunitaria del Carmelitano Secolare

Nei giorni 28-30 giugno presso la Casa di Preghiera “Monte Carmelo” dei Padri Carmelitani Scalzi presso Villasmundo (SR) si è svolto il Corso di Formazione tenuto da P. Ramiro Casale OCD, Delegato Generale per l’OCDS, con la partecipazione di un nutrito numero di Secolari provenienti dalle 14 Comunità del Commissariato.
- Conoscenza di Sé
- Comunicazione
- Intelligenza Emozionale
 Guarigione e Perdono 
Sono i temi trattati da P. Ramiro nei suoi interventi, seguiti da lavori di gruppo sulle domande proposte dal Relatore alla fine di ogni relazione, mentre nella successiva condivisione abbiamo avuto la possibilità di mettere in comune le riflessioni scaturite nei vari gruppi. 
P. Ramiro, con amore paterno e fraterno, ci ha guidati nella consapevolezza di prenderci cura di noi stessi, accettandoci per quello che siamo, non per quello che vogliamo essere, lasciandoci amare da Dio ed entrare pienamente in relazione con Lui e con i fratelli.
Ha ribadito che noi non siamo in comunità, ma noi formiamo comunità. Spesso nelle nostre comunità c’è carenza di competenze comunicative: dobbiamo attivare un ascolto attivo, migliorando le capacità comunicative, lavorando sulla nostra percezione emotiva, praticando l’autoconsapevolezza, dando agli altri la possibilità di impegnarsi.


La relazione dell’ultimo giorno è stata dedicata alla Guarigione e al Perdono. Guarire dalle ferite causate dalle offese, ma anche dal non accettarci per quello che siamo. In che modo? Attraverso il Perdono, che prima di tutto è una scelta; perdonare non è dimenticare, ma è un processo personale di cambiamento. E infine, praticare la gratitudine, che è la capacità di comprendere che non possiamo vivere da soli, da qui scaturisce l’atteggiamento di fiducia, interiore e profondo, con cui ci abbandoniamo nelle mani di Dio, nella consapevolezza, non soltanto razionale, che l’amicizia con Lui e l’esperienza del Suo Amore sono un Dono prezioso. Ecco allora l’importanza della gratitudine, di dire “Grazie!” nella nostra vita. 
Alla fine dell’ultima relazione ci illustrato il suo compito e la diffusione dell’OCDS nel mondo, mostrandoci le foto di numerose Comunità dell’Ordine Secolare da lui visitate. “Abbiate cura di voi stessi!” è l’esortazione con la quale P. Ramiro si è congedato da noi, ripetendo che siamo nel suo cuore e nelle sue preghiere (così come, ha tenuto a sottolineare, lo è tutto l’Ordine Secolare sin dall’inizio del suo mandato); ci ha anche esortato ad andare avanti con coraggio, con gioia e in unione fraterna. Abbiamo vissuto intense giornate di belle condivisioni e di conoscenza reciproca grazie anche all’accoglienza del Priore, P. Diego Cassata, e del Commissario P. Paolo Pietra che ha condiviso con noi, compatibilmente con i suoi impegni, alcuni momenti di queste giornate. 
Ora inizia per tutti il “nostro” Corso personale, portando i frutti di questi giorni nella nostra esistenza, nelle nostre Comunità, per segnare un inizio di relazioni autentiche, vere, empatiche, nella nostra vita umana e spirituale. 
Maria C. ocds

sabato 6 luglio 2024

La promessa definitiva all'ocds di Silvia e Teresa


Teresa, p. Ramiro e Silvia
"Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita”.    Isaia 43,4


Un giorno importante, ricco di emozioni, per Teresa e Silvia dell'ocds di Crotone. Un giorno  condiviso con le persone care e con tutto l'Ordine dei Carmelitani Scalzi (c'era p. Ramiro Casale, Delegato generale a presiedere la celebrazione eucaristica e a confermare le due sorelle nella vocazione e c'era tutta la comunità claustrale di Crotone e a distanza noi carmelitani secolari). Persino il Padre Generale Miguel Calle, anche se lontano, ha voluto  inviare  un video augurale, anzi due (uno in spagnolo e poi in italiano):
"Cara Teresa e cara Silvia, ho appena ricevuto la fotografia della vostra promessa che mi ha dato tanta tanta Gioia. Sono molto emozionato, per  queste promesso e ringraziamo Dio per la vostra vocazione e per la vostra dedizione, della vostra gioia di essere carmelitane secolari. Sono con voi di cuore. Mi sarebbe piaciuto essere là, ma sono appena arrivato in Costa d'Avorio. Vi abbraccio forte forte. Dio vi benedica".
Anche l' incaricata alla formazione, Brigida Silvana De Grandi che non ha potuto essere presente ha comunque fatto sentire l'affetto alle prime due secolari della Calabria che ha cresciuto come figlie. 
«Ora cominciamo e procurino di andare cominciando sempre di bene in meglio» (F 29,32).




 

venerdì 5 luglio 2024

Piccole pianticelle crescono nel giardino del Carmelo di Crotone


"Domani sarà per me (e non solo per me) una giornata importante, la conclusione di un pezzo di strada nella famiglia del Carmelo teresiano e il punto di partenza verso un futuro che ancora non conosciamo, ma che comunque ci auguriamo ricco di grazia e fecondo di benedizioni, per tutti, al di là di ogni personale convinzione.

Qualunque forma assumerà, sarà stata pensata per ciascuno di noi prima che il tempo fosse, tessuta nelle profondità della terra.
È ciò che rende sacro ogni passo della vita, giorno per giorno, qualunque cosa si creda o non si creda.
Poi ci sono i momenti speciali, quelli che amiamo condividere, perché ci restituiscono la consapevolezza del grande movimento di vita cui apparteniamo e regalano nuova luce al prima e al dopo.
Domani sarà un momento speciale, quello delle promesse definitive nell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi. O comunque sarà ciò che dovrà essere. Comunque speciale.
Vi porto con me come parte necessaria della mia avventura".

“…le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (2Cor 5,17)
                               
Teresa Pirritano

Sarà un giorno bellissimo per il l'Ordine dei Carmelitani Scalzi, per noi secolari, perché vediamo crescere i piccoli semi che il Signore ha piantato in Calabria. Costruirà Lui, come vorrà, come sa fare, una comunità ocds (presto ci sarà una nuova ammissione) che comincerà a incarnare il carisma teresiano nella propria vita, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, per "ingolosire"  a Cristo con l'esempio e la discrezione, come voleva la santa madre Teresa di Gesù. 
In quella bellissima terra dove l'unica traccia del Carmelo è stata finora il monastero delle carmelitane scalze di Crotone, sorto nel 1973 con il titolo della Beata Vergine del Rosario, oggi c'è anche il Carmelo secolare. 
Teresa e Silvia si apprestano a emettere la promessa definitiva nell'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi. Vorremmo essere tutti con loro. Questa piccola comunità nascente, formata dal 2016 con la guida di Brigida Silvana De Grandi della Provincia Veneta, è giuridicamente sotto la tutela della Curia Generalizia di Roma. E sarà padre Ramiro Casale, Delegato Generale per l'ocds a celebrare, nella piccola cappella del monastero, la funzione in cui alle 10,30 il sì di Teresa e Silvia sarà per tutta la vita. Per chi sa che cosa significa è emozionante anche solo il pensiero di ciò che le nostre sorelline vivranno, dopo un lungo periodo di formazione. 
Brigida Silvana De Grandi le ha condotte per mano nella conoscenza del carisma teresiano incarnato dai vari santi carmelitani scalzi,  dell'importanza del discernimento, del grande aiuto che la Regola e le Costituzioni offrono al nostro cammino, dell'essenzialità della preghiera teresiana. Alla fine di un tale percorso, dove ci si sente cresciuti anche umanamente e i legami di amicizia diventano più belli e profondi perché radicati in Cristo, il sì per tutta la vita significa aver imparato a conoscersi attraverso quella spiritualità che ci rivela il nostro rapporto con Dio e, piano piano, il nostro posto nel mondo.
é vero quello che ha scritto Teresa: Qualunque forma assumerà, sarà stata pensata per ciascuno di noi prima che il tempo fosse, tessuta nelle profondità della terra.

"Qualunque forma assumerà" ... lo pensarono sicuramente anche le due  le prime monache carmelitane giunte a Crotone. Si erano fermate il 14 luglio 1973 a Pompei per affidare alla Vergine del Rosario la nuova fondazione, una piccola oasi di preghiera che ha attratto tante giovani prima alla vita di clausura e poi anche al cammino secolare, in attesa che ai due ordini si unica presto anche quello dei frati.

"Sarà una celebrazione intensa e semplice, secondo l'uso del Carmelo teresiano, alla quale vi chiedo di partecipare soprattutto con la preghiera", spiega Teresa. 
A lei e a Silvia, l'abbraccio e la preghiera di tutti i secolari d'Italia. 
Stefania De Bonis

lunedì 17 giugno 2024

Piccole storie per l'anima

 

Un uomo che aveva subito un intervento a cuore aperto raccontava la sua esperienza. Il giorno prima dell'intervento una bella infermiera era venuta nella sua stanza per visitarlo.
      Le aveva preso la mano, l'aveva stretta e poi le aveva detto di sentire la sua e di stringerla a sua volta. "Ascolti," disse la donna," durante l'operazione di domani lei verrà separato dal suo cuore e tenuto in vita solo dalle macchine.
      

  Quando il suo cuore sarà finalmente sistemato e l'operazione terminata, riprenderà conoscenza e si sveglierà in una stanza di rianimazione. Tuttavia, dovrà restare immobile per sei ore. Potrebbe non riuscire a fare alcun movimento, a parlare, persino ad aprire gli occhi, ma sarà cosciente; sentirà e comprenderà tutto ciò che le succede intorno.
         Durante quelle sei ore io rimarrò al suo fianco e le terrò la mano, proprio come sto facendo ora. Starò con lei finché non si sarà ripreso completamente. Anche se potrà sentirsi inerme, quando sentirà la mia mano saprà che io non la lascerò".
       "Successe esattamente quello che l'infermiera mi aveva detto" spiegava l'uomo. "Mi svegliai ma non riuscivo a fare nulla. Potevo però sentire la sua mano che stringeva la mia, per ore, e fu questo a fare la differenza".

Lo Spirito Santo che Gesù ha promesso ai suoi amici, è proprio così:
ci tiene la mano, per tutta la vita. 
   Ed è questo a fare la differenza...


"Solo l'amore dà valore alle opere."
(S. Teresa D'Avila)

lunedì 10 giugno 2024

Piccole storie per l'anima


 Una buona cristiana si presentò alla porta del Cielo. Era tutta intimorita. San Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla, ma le disse serio: «Per entrare in Paradiso, ci vogliono cento punti».

       La brava donna cominciò a elencare: «Sono stata fedele a mio marito per tutta la vita. Ho educato cristianamente i miei figli; non ci sono riuscita tanto, ma ho fatto tutto quel che ho potuto. Sono stata catechista per ventidue anni. Ho fatto volontariato per le Missioni e ho dato una mano alla Caritas.
       Ho cercato sempre di sopportare le persone che mi stavano accanto, soprattutto il parroco e i miei vicini di casa ... ». Quando si fermò a tirare il fiato, San Pietro le disse: «Due punti e mezzo». Per la donna fu un pugno nello stomaco.
Allora riprovò: «E. .. Ah sì! Ho assistito i miei vecchi genitori. Ho perdonato a mia sorella che mi faceva la guerra per via dell'eredità ... E. .. Ecco! Non ho mai saltato una Messa la domenica, eccetto che per la nascita dei miei figli. Ho anche partecipato a dei ritiri e alle conferenze quaresimali... Ho recitato sempre le preghiere ... E il rosario nel mese di maggio».
       San Pietro le disse: «Siamo a tre punti». La donna si demoralizzò. Come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto l'essenziale e le riusciva difficile trovare ancora qualcosa. 
       Con le lacrime agli occhi e la voce tremante, disse: " Se è così, posso contare solo sulla misericordia di Dio!..."
"Cento punti! Prego, si accomodi, la stavamo aspettando!" esclamò San Pietro…



Anche se avessi sulla coscienza
 tutti i peccati che si possono commettere,
andrei, col cuore spezzato dal pentimento,
a gettarmi tra le braccia di Gesù,
poiché so quanto egli ami il figliol prodigo che ritorna a lui.

(Santa Teresa di Lisieux)

martedì 4 giugno 2024

Con p.Bruno Moriconi nel cuore della preghiera

Il 27 giugno si iniziano a Carpignano ( Grottaminarda) gli Esercizi Spirituali dell'ocds della semiprovincia napoletana. Relatore p. Bruno Moriconi, carmelitano scalzo.

lunedì 3 giugno 2024

Piccole storie per l'anima

 

 

l bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto, le domandò: «Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me?». La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: «E vero, sto scrivendo qualcosa di te.
        Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto». Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale. «Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!».           
         «Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo».
          «Prima qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te».
         «Seconda qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione». 
          «Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia».  

«Quarta qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore». 

       «Quinta importantissima qualità: per operare la matita ha bisogno di una mano. Puoi fare grandi cose nella tua vita, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. "Dio": ecco come chiamiamo questa mano».


Dio desidera scrivere un capolavoro con la nostra vita.
  Ma siamo troppi occupati a fare la nostra volontà e non la sua

"A che serve che tu dia al Signore una cosa quando da te ne richiede un'altra?
Rifletti a quello  che Dio vuole e compilo; per questa via il tuo cuore sarà soddisfatto
più che con quelle cose alle quali ti porta la tua inclinazione"

(S.Giovanni della Croce - Parole di Luce e di Amore)

venerdì 31 maggio 2024

La sesta scheda: Teresina ci invita alla carità

 

Sta per cominciare il nuovo mese ed ecco la sesta scheda formativa su S. Teresa di Gesù Bambino. Il tema è uno dei più belli, la carità. "Il buon Dio mi ha fatto la grazia di capire che cos’è la carità. Prima lo capivo, è vero, ma in modo imperfetto", scrive Teresina. Il trattato sulla carità del Manoscritto C prosegue partendo dalle parole di Gesù «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici».  

Scrive Teresina: Madre amata, meditando queste parole di Gesù, ho capito quanto era imperfetto il mio amore per le sorelle: mi sono resa conto che non le amavo come le ama il Buon Dio. Ah, ora capisco che la carità perfetta consiste nel sopportare i difetti altrui, non stupirsi assolutamente delle loro debolezze, edificarsi dei minimi atti di virtù che si vedono praticare; ma soprattutto ho capito che la carità non deve affatto restare chiusa in fondo al cuore".