venerdì 6 marzo 2026
mercoledì 4 marzo 2026
Piccole storie per l'anima
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo
Un vecchio pescatore si era messo accanto la cesta piena di granchi ancora vivi e si era addormentato. Un passante lo svegliò: «Guarda che ti scappano via i granchi!».
riusciamo a sfuggire alle disgrazie.
L'anima virtuosa, ma sola e senza maestro,
è come il carbone acceso ma isolato,
il quale invece di accendersi, si raffredderà .
(S. Giovanni della Croce).
martedì 3 marzo 2026
Pubblicata la scheda n 3 su Giovanni della Croce
mercoledì 25 febbraio 2026
Sintesi dell'incontro di formazione per i formatori con p. Lincio
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| P. Fausto Lincio, ocd |
“Avere una Regola, assumerla, significa entrare in un’istituzione regolata che comporta un rinnovamento profondo in termini di correzione, progressione, rinnovamento, abbandono di certe cose, assunzione di altre”.
P. Lincio si è soffermato sui tre momenti del cammino di fede che ritroviamo nella nostra Regola. I tre spunti su cui i formatori sono invitati a confrontarsi per essere poter svolgere il delicato incarico di formare persone che Dio ha chiamato al Carmelo secolare, una responsabilità verso il Signore e verso chi ha affidato loro. Li accenniamo soltanto perché sarà cura dei nostri formatori utilizzarli per aiutare i formandi a crescere.
Il primo “il mio”, cioè quello che ho nel cuore, che mi ha illuminato. La scoperta della vocazione, il nostro primo modo di viverla.
Il secondo spunto: la marginalità che è tipica dell’Ordine religioso; una posizione comunque di frontiera, e la vita consacrata, è sempre stata un'espressione di frontiera della Chiesa. Noi oggi per grazia viviamo proprio questa posizione “ai margini”. La regola è come uno strumento per restare nella fede in tempi bui.
Il terzo e ultimo spunto è quello del silenzio. Il carmelitano e la carmelitana sono gli uomini e le donne del silenzio. È il silenzio che dovrebbe esserci quando c'è pettegolezzo. La dimensione del silenzio più radicale che la Regola ci insegna è quella di parlare solamente le parole della Scrittura. Così facendo, metto in silenzio tutto quello che è inautentico e troppo personale che mi può ancora abitare.
(s.d.b.)
Le domande su cui confrontarsi:
1) Il passaggio da un Carmelo immaginato alla realtà della comunità (Carmelo reale e vissuto) è sempre un momento delicato per il formando e per la comunità.
Dalla tua esperienza quali sono state le dimensioni in cui questo passaggio (evolutivo) si è meglio realizzato e quali quelle in cui questo passaggio ha fatto più fatica a realizzarsi?
2) In che modo l'esperienza di Dio dei singoli formandi e dei singoli membri della comunità viene messa a fattor comune aggregante? In fondo siamo tutti stati chiamati al Carmelo dal Signore, e questo dovrebbe essere il fondamento del nostro stare insieme.
Quali sono i gesti che la tua comunità ha pensato per aiutare i suoi membri a 'sentire' la forza di queste chiamate vocazionali personali come collante della vita stessa e del senso della comunità?
3) Quali sono le esperienze di marginalità e insignificanza che la tua comunità sta vivendo? In queste situazioni quali sono le 'strategie di sopravvivenza' che come comunità state mettendo in atto? Questo è un punto molto delicato, soprattutto lì dove la persona (formando o già membro della comunità con le promesse) vive la sua appartenenza al Carmelo senza un supporto esplicito e cordiale dei suoi famigliari.
4) L'esperienza della insignificanza e della inessenzialità non è solo qualcosa che ci getta addosso l'ambiente che oggi, in modo particolare, ci circonda, è qualcosa che è connaturato con l'esperienza evangelica del 'servo inutile', figura che Gesù stesso indica ai suoi come modello del discepolo.
Quali sono le reazioni dei singoli e della comunità come insieme che hai potuto vedere rispetto a questo tema dell'insignificanza/ inutilità?
Piccole storie per l'anima
PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo
Un giorno, vide tornare Miriam, la donna che aveva amato e che lo aveva lasciato per inseguire sogni più grandi.
Era cambiata.
Aveva gli occhi stanchi e le mani vuote.
“Perché sei tornata?” chiese Elia, mentre le offriva un bicchiere d’acqua.
“Perché nessuno mi ha mai guardata come mi guardavi tu.”
Elia sorrise. “La porta non è mai stata chiusa.”
Miriam pianse. Non per tristezza, ma per sollievo.
Da quel giorno, ogni sera, Elia le raccontava storie.
E lei imparò che l’amore vero rispetta la libertà dell’altro, non costringe, non manipola, anche se soffre sa aspettare.
E quando ritorna, non chiede spiegazioni.
Solo abbracci
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide,
ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse:
«Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
non sono più degno di essere chiamato tuo figlio».
Ma il padre disse ai servi: «
Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare,
mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi.
Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato».
E cominciarono a far festa.
(Vangelo di Marco 7,21)
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito,
che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
(Vangelo di Luca 15,7)
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domenica 22 febbraio 2026
Ritiro di Quaresima delle comunità ocds campane
mercoledì 18 febbraio 2026
Piccole storie per l'anima
PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo
e parlerò al suo cuore."
L’Amore è rinascere accanto a qualcuno.
E se quel qualcuno è Dio, la nostra anima lo ama non solo per chi è,
ma per chi lei diventa con Lui…
sabato 14 febbraio 2026
venerdì 13 febbraio 2026
Ritiro di Quaresima per le comunità ocds della Semiprovincia Napoletana

Sono due gli appuntamenti il 21 febbraio prossimo per le comunità ocds della Semi Provincia Napoletana dei Carmelitani Scalzi, il ritiro di Quaresima a Maddaloni con p. Andrea l'Afflitto che presenterà la meditazione sul tema "Abbassò se stesso. Il Mistero di Cristo nel nostro cammino verso l'unione", per le fraternità campane, e un ritiro a Bari per quelle della Puglia, con p. Aristotele M. Arceo che mediterà su "Il mistero dell'Amore. Incarnazione e morte come un unico atto".Un contributo per celebrare San Giovanni della Croce
La comunità dei Carmelitani Scalzi di Vigo (Provincia Iberica OCD) ha redatto una riflessione spirituale per l'Anno Giubilare Sanjuanista, in occasione del terzo centenario della canonizzazione e del primo centenario del dottorato di San Giovanni della Croce .
Il testo è nato nel corso di un incontro tra Padre Julio Almansa Calero, Carmelitano Scalzo, e Pietro Braccu, laico consacrato dei Carmelitani Scalzi Secolari. Con il motto "La speranza giunge fin dove attende ", tratto dalla poesia di San Giovanni della Croce, il documento propone una lettura contemporanea del sua pensiero e della sua esperienza spirituale ed è introdotto dalla poesia "Grime" di Suor Montserrat de la Cruz, carmelitana scalza, che dà voce al grido interiore di chi rimane fedele a un'eredità spirituale in tempi di aridità. Il documento si offre come sussidio per la preghiera personale, la riflessione comunitaria e il discernimento, invitando tutti a riscoprire, a partire dalla tradizione carmelitana, una speranza che nasce dall'amore e si concretizza nella vita quotidiana. La presidente dell'Ocds d'Italia e p. Ramiro Casale, nostro Delegato Generale, lo offrono anche a noi, come momento di riflessione personale e anche come spunto per i nostri incontri di formazione in cui, assieme agli altri temi previsti per ciascuna tappa del cammino verso la promessa definitiva, e per la formazione permanente si descriverà la figura del santo e l'influenza della sua spiritualità anche sull'Ordine secolare.
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