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sabato 28 giugno 2025

BENVENUTO NELL'ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI - PRESENTAZIONE TE...


Con la presentazione del libro "Benvenuto nell'Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi" di p. Aloysius Deeney primo Delegato Generale dell'Ocds (che l'anno scorso ci ha lasciati e che abbiamo ricordato con un numero speciale di "Crescere in fraternità") si è concluso il primo ciclo della Scuola laboratorio di formazione on line. La serata ha visto riuniti per commentare gli aspetti salienti di questa vocazione che da 22 anni non è più un' appendice dell'Ordine dei frati e delle monache ma è giuridicamente Ordine dei frati, delle monache e dei secolari. Stesso carisma, modo di viverlo diverso perché diverso è lo stato.
Come vivono allora i laici carmelitani la propria secolarità? Che cosa significa emettere una Promessa che ci incorpora nell'Ordine e nella Chiesa? Che valore ha la comunità per un carmelitano scalzo secolare?  Con l'attuale p. Delegato Generale per l'ocds p. Ramiro Casale, con il suo predecessore p. Alzinir Debastiani che svolge il proprio apostolato in Brasile, e con il nostro Assistente Nazionale, p. Aldo Formentin abbiamo cercato di mettere a fuoco questi tre punti, sia per dare una mano ai formatori di ogni comunità secolare, sia per far conoscere a chi lo desidera il nostro cammino. Presentati da Linda Levi, presidente del Coordinamento interprovinciale dell'Ocds d'Italia e intervistati da Stefania De Bonis della comunità di Napoli (Ponti Rossi) i padri ci hanno offerto nuovi motivi di approfondimento e di riflessione, come è possibile vedere seguendo il video di Youtube.

Il libro di p. Aloysius Deeney è la traduzione di un testo inglese che aveva raccolto le conferenze tenute in tutto il mondo dal padre carmelitano. Qualcuno vi ritroverà la concretezza di padre Aloysius e la profonda conoscenza di tutte le realtà dell'Ordine Secolare teresiano. Ecco perché è un libro prezioso in cui c'è anche la prefazione del nostro Preposito Generale p. Miguel Marquez Calle che ci ha testimoniato il forte legame che ha legato padre Deeney alla famiglia del Carmelo. A introdurre la racconto di otto conferenze è Angela Pillai della comunità di San Giuseppe che spiega l'importanza  della pubblicazione e anche quante comunità in tutto il mondo abbiano utilizzato questo testo come riferimento, non soltanto per la formazione ma proprio per comprendere l'identità del carmelitano scalzo secolare. Otto capitoli in cui scorrono i temi cari a padre Aloysius ( il discernimento vocazionale, la nuova legislazione dell'Ocds, la rinnovata visione dell'apostolato del carmelitano scalzo secolare, il Carmelo e il rinnovamento secondo la volontà di Dio, Identità e l'origine dell'Ordine secolare, la Promessa (di castità, povertà e obbedienza e di vivere secondo le beatitudini), il ruolo dello studio e la finzione del Consiglio di fraternità.
Soprattutto il padre sottolineò con fermezza l'importanza dell'autonomia del secolare, che non è indipendenza totale dall'Ordine a cui con la Promessa si è legato in maniera indissolubile e ha preso un impegno di portare nel mondo quella ricchezza della propria secolarità intrisa della spiritualità carmelitana per far conoscere Dio e il Carmelo alle persone con cui ogni secolare è in contatto ogni giorno non si tratta di arruolare nessuno si tratta soltanto di trasmettere quella ricchezza interiore che dà il rapporto con Cristo: a tu per tu come ci insegna la nostra fondatrice Teresa d'Avila. E' una ricchezza che il secolare porta apporta anche al proprio Ordine.
Il padre sottolineò che, nonostante alcuni obblighi (in primis la meditazione/orazione mezz'ora al giorno), il carmelitano secolare debba adattarli al proprio ritmo di vita, senza scimmiottare le monache o i frati. In sintesi emerge soprattutto che "La meditazione è il modo di relazionarsi con Dio specifico del Carmelo, e nei nostri impegni quotidiani  richiede 30 minuti della nostra giornata (che possiamo suddividere in base alle nostre esigenze quotidiane), ci sono poi le Lodi mattutine i Vespri e se possibile la Compieta. La Liturgia delle Ore  è importante perché non è una preghiera scelta secondo i propri gusti ma è la preghiera della Chiesa, la preghiera che mentre tu la reciti sai che già l'ha recitata il Santo Padre e che in qualche altra parte del mondo c'è qualcuno che la sta recitando come se fosse al tuo fianco. Poi c'è la Messa e c'è la figura di Maria perché il nostro è un ordine Mariano. Infine, ma non meno importane, c'è l'incontro della comunità dove si fa formazione, informazione e si cresce insieme secondo lo spirito carmelitano.
Altri spunti per i formatori e per i nostri incontri li troverete in questo testo acquistabile, per chi non lo ha ancora, presso le edizioni Ocd a questo link
s.d.b.

giovedì 4 maggio 2023

Rinnovare il nostro incontro con Gesù

Dal 28 aprile al 1 maggio 2023, si sono svolti ad Ariccia (Rm), presso la Casa Divin Maestro, gli Esercizi Spirituali OCDS annuali della Provincia dell’Italia Centrale, dal tema: “Rinnovare oggi il nostro incontro personale con Gesù Cristo”. Relatore: P. Emilio Martinez, OCD, Dottore in Teologia Morale presso la Facoltà Teologica “Teresianum”.
Ha partecipato alla giornata conclusiva anche il Delegato Provinciale OCDS, P. Basilio Visca, ocd.
Gli audio delle meditazioni e le foto sono disponibili sul sito della Provincia dei Carmelitani Scalzi Italia Centrale, alla pagina dedicata, Potete scaricarli collegandovi qui


- VOLETE ANDARVENE ANCHE VOI?
- SIGNORE, DA CHI ANDREMO TU SOLO HAI  PAROLE DI VITA ETERNA, risponde Pietro


E noi?





venerdì 29 luglio 2022

IL P. GENERALE AI CARMELITANI SECOLARI "UNA SOLA FAMIGLIA: CAMMINANDO INSIEME"

Cari fratelli e sorelle del Carmelo Secolare, Delegati e Assistenti delle comunità OCDS,

Spero che tutti voi, le vostre comunità e le vostre famiglie stiano bene. È una grande gioia per me poter salutarvi e condividere con voi questa prima lettera che il nostro Padre Generale, Miguel Márquez Calle, OCD, invia a tutti i Carmelitani Secolari del mondo.
Chiediamo a Gesù che la sua volontà si compia nella nostra vita. Lui cammina sempre al nostro fianco e ci dona il suo amore perché tutti noi possiamo condividerlo con il mondo intero. Santa Teresa d’Avila dice che “aiuta molto l’avere pensieri elevati” (CV 4,1). Con l’aiuto di Gesù questi pensieri elevati diventeranno realtà concrete di servizio e di amore nella nostra vita.
Uniti sempre nella preghiera.
Fraternamente,
Ramiro Casale, OCD
Delegato Generale per il Carmelo Secolare
PS. Vi prego di condividere quest’email con le vostre comunità. Grazie!



venerdì 3 giugno 2022

Solo Dio Basta - 2: I Doni dello Spirito Santo

Testi tratti da  " VOGLIO VEDERE DIO"
di P. Maria Eugenio di Gesù Bambino, OCD

I Doni dello Spirito Santo


La Sapienza d'amore interviene direttamente nella vita dell'anima e vi fonda il suo regno perfetto per mezzo dei doni dello Spirito Santo. Il ruolo dei doni dello Spirito Santo è dunque di fondamentale importanza nella vita spirituale.

Secondo S.Tommaso i doni dello Spirito Santo sono qualità permanenti soprannaturali che perfezionano l'uomo e lo dispongono ad obbedire con prontezza alle ispirazioni dello Spirito Santo. I doni ricevono e trasmettono le luci, le mozioni, l'azione dello Spirito Santo e permettono così gli interventi diretti e personali di Dio nella vita morale e spirituale dell'anima fin nei minimi dettagli. I doni sono per l'anima ciò che la vela è per la barca. Arriva la brezza opportuna, che gonfia la vela, e la barca va rapidamente verso la meta. L'azione di Dio, per mezzo dei doni, è per essenza gratuita e dipende solo dalla sua libera volontà. Dio dona la sua grazia come vuole; non dona a colui “che si sforza, ma a colui a cui vuole usare misericordia”(Rm 9,16).

Isaia elenca sette forme dello Spirito di Dio che si posano sul Messia: “Spirito di sapienza e d'intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di pietà e il timore del Signore” (Is 11,2-3)
Il dono di sapienza penetra nelle verità divine; il dono dell'intelletto, che è dono dell'intuizione penetrante del divino, ne fa scoprire il senso; il dono della scienza illumina le cose create nel loro rapporto con la verità divina; il dono del consiglio influenza le deliberazioni della prudenza; il dono della pietà fa compiere verso Dio gli atti dovuti a un padre amorevole; il dono della fortezza dà l'energia necessaria per vincere quanto si oppone al compimento del bene; il dono del timore crea nell'anima quell'atteggiamento rispettoso e filiale richiesto dalla trascendenza di Dio e dalla sua natura di Padre.
S. Giovanni della Croce ci insegna che la distinzione dei doni, per quanto reale non deve essere considerata assoluta: ogni attributo divino è l'essere stesso di Dio, perciò contiene la ricchezza di tutti gli altri.
Le comunicazioni dirette di Dio non sono sempre accompagnate dalla percezione esperienziale. Non si può quindi affermare che non c'è vita mistica senza esperienza mistica.

La fecondità spirituale accompagna sempre l'azione dello Spirito Santo. I suoi frutti sono la carità, la benignità, la pazienza...Il discernimento dei frutti dello Spirito di Dio non sarà sempre facile perché anche nel giusto le opere buone sono mescolate a mancanze e a difetti, e la fecondità si manifesta solo a lunga scadenza.

Nei primi secoli della Chiesa lo Spirito Santo era una persona viva e riconosciuta come tale. In seguito è sembrato che lo Spirito Santo si sia nascosto a poco a poco nelle profondità della Chiesa e delle anime.

Ci sono comunque alcune disposizioni che esercitano sulla sua Misericordia un'attrattiva quasi irresistibile e altre che egli esige come cooperazione attiva alla sua azione. Tutto l'insegnamento dei maestri del Carmelo mette in evidenza queste disposizioni: il dono di sé, l'umiltà e il silenzio.

sabato 21 maggio 2022

Solo Dio basta: La sapienza d'amore - 1

 

Testi tratti da  " VOGLIO VEDERE DIO"
di P. Maria Eugenio di Gesù Bambino, OCD

 LA SAPIENZA D'AMORE

Alla soglia delle quarte Mansioni ci troviamo all'ingresso del regno della Sapienza d'amore.

Che cos'è la Sapienza d'amore?

         Parlando per bocca di autori ispirati essa stessa si è rivelata:” Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin da allora. Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra”.(Prv 8,22 ss)
         E’ ”l'artefice di tutte le cose”(Sap 7,21)”, si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa”(Sap 8,1), ma trova una gioia particolare nella santificazione delle anime. E' proprio essa, infatti, che attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti.” (Sap 7, 27)
         “....E' una emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell'Onnipotente, per questo nulla di incontaminato in essa s'infiltra. E' un riflesso della luce perenne...(Sap 7, 22 ss) Essa è un dono di Dio e a lui occorre chiederla. E' il soffio della potenza di Dio, più bella della luce. Essa non è una Persona Divina, ma è le tre Persone nello stesso tempo, cioè tutta la Trinità che abita nella nostra anima.

Che cosa fa la Sapienza d'amore?

  Per compiere il suo disegno eterno in noi e per mezzo nostro, la Sapienza d'amore interviene nell'anima


a nelle quarte Mansioni con un aiuto particolare. Non possiamo cogliere con la nostra intelligenza il disegno di Dio nel suo insieme, come non possiamo prevedere la parte che ci spetta nel realizzarlo o le vie per le quali saremo condotti. Fondando il monastero di s. Giuseppe d'Avila, santa Teresa era spinta da un'attrazione divina per la solitudine e l'intimità con il buon Gesù; invece la Sapienza d'amore la fece andar via da lì, qualche anno dopo, per percorrere da fondatrice, le strade della Spagna. 


       Questa Sapienza d'amore è al servizio di Dio che è amore. Essa trova la sua gioia tra i figli degli uomini, perché nella loro anima può effondere il più grande dei suoi doni creati, la grazia, che è una partecipazione alla natura e alla vita di Dio. Il regno della Sapienza d'amore è un regno “di giustizia, d'amore e di pace” (prefazio della Festa di Cristo Re). La Sapienza d'amore è essenzialmente attiva, perché, conquistandoci, ci fa entrare nell'intimità divina, ci trasforma immediatamente in canali della sua grazia e in strumenti delle sue opere. L'amore , infatti, è essenzialmente dinamico e dinamogeno. L'apostolato è la conseguenza normale del movimento essenziale dell'amore. Pensare unicamente all'unione con Dio vuol dire ignorare la natura dell'amore, fermare il movimento di espansione che lo rende amore. 

      La Sapienza d'amore ha un unico fine che è la Chiesa. Come Cristo Gesù e sua Madre, i santi sono suscitati per la Chiesa. La Sapienza d'amore li santifica per inserirli nella Chiesa e renderli idonei per le sue opere.
Il capolavoro di questa Sapienza d'amore è innegabilmente l'umanità santa del Cristo. La Sapienza si è costruita una dimora: questa dimora è il Cristo Gesù, la Vergine Maria....noi stessi.