Il nostro Delegato Generale, p. Alzinir Debastiani ha voluto condividere con noi questa traduzione fatta da Angela Parisi ocds, come omaggio al compleanno della Santa Madre Teresa.
Grazie e tanti saluti
clicca qui per scaricare la traduzione al commento del Nada te turbe di Padre Juan Antonio Marcos
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sabato 27 marzo 2021
Buon Compleanno Teresa!
Posted by OCDS D' ITALIA
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compleanno di Teresa di Gesù,
Nada te turbe,
P. Alzinir Debastiani,
p. Juan Antonio Marcos,
Teresa di Gesù
mercoledì 5 luglio 2017
Condividere le emozioni: un viaggio in Terra Santa - 3
BANIAS
Nei Vangeli sinottici si narra che Gesù nelle sue
peregrinazioni abbia sostato con i suoi discepoli nei villaggi intorno a
Cesarea di Filippo, situata ai piedi del Monte Hermon. Il suo nome attuale –
Banias – deriva da quello del dio Pan, in greco Paneas. Erode costruì in questo
luogo un tempio a Cesare e suo figlio abbellì la città e le pose il nome di
Cesarea. Qui Simon Pietro riconobbe in Gesù il Messia: “Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16).
LAGO DI
TIBERIADE
Il lago di Tiberiade o Mare
di Galilea è chiamato anche mare di Kinneret, per la sua forma ovale
irregolare, simile ad una lira. La sua lunghezza è di 21 Km, da nord a sud e la
sua larghezza massima di 12 Km. Il livello delle acque è di 210 m. sotto il
livello del mare e la loro profondità varia dai 40 ai 50 m. E’ ricco di pesce
di ogni sorta, pescato con la rete, secondo l’uso di un tempo.
Al tempo di Gesù, la Galilea era una regione ricca,
prospera e popolosa, dove si incrociavano importanti vie di comunicazione. Gesù
cominciò ad annunciare il Regno di Dio sulle sponde di questo lago e in questa
radiosa cornice. La parte essenziale
della sua vita pubblica, i suoi insegnamenti, i suoi miracoli si
svolsero intorno al lago. Sulle sue rive chiamò a sé Pietro, Andrea, Giacomo e
gli altri apostoli (Mt 4,18); guarì un lebbroso (Mt 8,1); si rivolse alle folle
riunite per ascoltarlo (Mc 3,7); comandò alla tempesta e venne la bonaccia (Mt
8,23); camminò sulle acque agitate dal vento (Mt 16,21); sulla montagna vicina
istituì i Dodici (Mc 3,13).
Alle rive del lago si trovano Cafarnao (Casa di
Pietro), Betsaida, Corazìn, il Monte delle Beatitudini, Tabgha (luogo della
moltiplicazione dei pani e dei pesci) e Magdala (paese di santa Maria
Maddalena), così come la Chiesa del Primato di Pietro (apparizioni del Signore
risorto, pesca miracolosa e l’incarico del Signore a Pietro di pascolare il suo
gregge).
Il momento in assoluto più esaltante ed emozionante è
attraversare con un barcone il lago dalle acque limpide e
trasparenti e contemplarne il panorama che ci ha permesso di meditare profondamente.
TABGHA
In questo luogo ricco di acque, la tradizione ha posto
il ricordo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Sbarcando, Gesù vide una
gran folla e ne ebbe pietà. Prese i cinque pani e li divise, come pure i due
pesci. E tutti mangiarono a sazietà nonostante fossero cinquemila (Cf. Gv 6). Nel
1932 sono stati trovati i resti di due chiese bizantine i cui mosaici sono fra
i più belli della Terra Santa.
A poche centinaia di metri c'è la
Chiesa del Primato che fu costruita sulla riva del lago nel 1934, su una roccia
che fin dal Medio Evo era chiamata “Mensa Christi” (la mensa del Signore). La
tradizione ha sempre collocato qui l’incontro del Signore risorto con i suoi
discepoli, vicino al fuoco acceso sulla riva. Disse loro: “Suvvia, mangiate e
poi rivoltosi a Pietro, che lo assicurava della sua fedeltà dicendo: “Signore
tu lo sai che ti amo”, gli affidò la Chiesa: “Pasci i miei agnelli; Pasci le
mie pecorelle” (Cf Gv 21).
CAFARNAO
Sorse sulle rive del Lago a 4 Km dal punto dove il Giordano
si getta e si perde nel lago di Tiberiade. Situata sulla via di Damasco.
Gesù, dopo aver lasciato Nazareth, si stabilì a
Cafarnao nel periodo del suo ministero pubblico che doveva durare circa due
anni. Pietro abitava a Cafarnao (Mt 8,5). Gesù insegnò nella sinagoga della
città e dimostrò qui, con i suoi miracoli, la pietà di Dio verso gli uomini e
guarì un lebbroso, la suocera di Pietro, il servo del centurione e molti altri
(Mt 8, 1-15). Basta ricordare ancora il paralitico calato nella casa attraverso
il tetto (Mc 2,1-5); la figlia di Giairo strappata alla morte (Mt 9, 23-25);
l’emorroissa (Mt 9,20-2); l’uomo dalla mano secca (Mt 12, 9-14.
IL MONTE
DELLE BEATITUDINI
Sul pendio del colle che
domina il lago, vicino alla Chiesa francescana costruita del 1934, si ha
l’impressione di udire ancora la voce del Signore che proclama al mondo intero:
“Beati i poveri di spirito… Beati gli afflitti…, beati i perseguitati… perché di
essi è il Regno dei cieli”.
In questa solitudine, nel silenzio scandito solo dal
cinguettio degli uccelli, davanti al lago, è stato molto bello fermarsi a
meditare i misteri del Regno.
IL GIORDANO
Dalle nevi eterne dell’Hermon, il Giordano scende fino
alle profondità del Mar Morto.
Giovanni Battista stava sulle sponde del fiume santo,
predicando e battezzando, nutrendosi di cavallette e di miele selvatici.
Lasciando la nativa Galilea Gesù avanzò verso di lui per essere battezzato
nelle acque del Giordano. «Appena
battezzato, Gesù risalì dalle acque; ed ecco che i cieli si aprirono ed egli
vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e posarsi su di lui. Ed ecco
una voce dai cieli che dice: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale io mi
compiaccio”» (Mt
3,16-17). Il luogo che ricorda il Battesimo del Signore è situato a 8 Km a est
di Gerico. Fin dai tempi antichi i cristiani sono soliti immergersi nelle acque
del fiume, rivestiti di vesti bianche. Scendere alle rive del
fiume Giordano e rinnovare la promessa battesimale è un momento che regala emozioni intense. Angela Parisi ocds
I DESERTI
In Israele ci sono tre
grandi deserti:
1) Il deserto della Giudea (in ebraico Midbar Yehuda), discende da Gerusalemme
fino al mar Morto, composto da montagne. Termina in una scarpata che cade fino
alla valle del Giordano.
2)
Il deserto di
Aravà, quello che abbiamo attraversato noi, è una valle di 166 Km che discende
dal mar Morto fino al mar Rosso, ed è circondata da montagne affilate. E’ la
zona più pianeggiante.
3)
Il deserto del
Negueb , che si estende dal deserto della Giudea fino a quello del Sinai.
QUMRÁN
Partito alla ricerca di una
capra perduta nei monti dolomitici di Qumràn ad ovest del Mar Morto, un beduino è stato la causa della
scoperta più esaltante dei tempi moderni: i manoscritti (Regola di vita, Libro
di Isaia, commenti biblici, inni…) del mar Morto che non cessano di
appassionare gli studiosi, perfettamente conservati dopo 2000 anni. Oggi si
pensa di potere attribuire questi manoscritti alla setta religiosa degli Esseni,
uomini solitari e austeri che avevano abbandonato la vita corrotta della città
e il Tempio di Gerusalemme per condurre nel deserto una vita di preghiera e di
meditazione, nella povertà e nella castità.
IL MAR MORTO
Il Mar Morto che giace fra
le falesie rossicce dei monti di Moab e della Giudea, affascina il visitatore
per il mistero che sembra circondarlo. Le sue acque blu scuro si estendono su
una superficie di 900 Km.² La sua profondità non supera i 400 m., ma
essendo a 430 m. sotto il livello del mare, rappresenta la depressione più
profonda della crosta terrestre. Il suo nome gli è appropriato, perché non vi è
vita né animale né vegetale. Le sue acque sono sature di sale: sei volte di più
di quanto ve ne è nell’oceano. A causa della evaporazione molto forte il Mar
Morto si arricchisce continuamente di sale, per cui i corpi galleggiano
nell’acqua. Malgrado il caldo soffocante, i raggi del sole dannosi per la pelle
arrivano filtrati e l’aria ha un 10 per cento di più di ossigeno rispetto agli
altri posti. I suoi sali medicinali sono ottimi per i problemi respiratori, i
reumatismi, le malattie della pelle ecc.
E’ la terra di Sodoma e
Gomorra, simbolo della distruzione causata dal peccato dell’uomo. E’ anche il
luogo della intercessione di Abramo per i peccatori.
(3- continua)
mercoledì 28 giugno 2017
Condividere le emozioni: un viaggio in Terra Santa (2)
NAZARETH
«E il Verbo si
fece carne e abitò fra noi» (Gv 1,14)
Nazareth, situata in mezzo
alle colline, ha un posto particolare nel cuore di tutti i cristiani. Qui l’Angelo del Signore apparve a Maria per annunziarle la nascita di suo Figlio. Qui “il Verbo si è fatto carne e abitò fra noi” (Gv 1,149. Gesù imparò a parlare, a camminare e crebbe “in età, in sapienza e in grazia”, obbedendo a Giuseppe e a Maria. Crebbe in queste strade e in queste colline, senza avere nulla che lo distinguesse dagli altri bambini, dagli altri adolescenti e dagli altri artigiani di Nazareth. Colui che san Luca chiama il figlio del falegname lavorò del lavoro delle sue mani in questa città sconosciuta: “Da Nazareth può forse uscire qualcosa di buono?”, diceva Natanaele nativo della vicina Cana.

Quando
Gesù iniziò la sua vita pubblica non trovò a Nazareth l’accoglienza che
attendeva. “In verità vi dico: nessun profeta è bene accolto nella sua patria”
(Lc 4,24). Allora Gesù abbandonò la sua città e si trasferì a Cafarnao.
Sulla casa di Maria oggi si
eleva la Basilica dell’Annunciazione che conserva la grotta che servì da casa
ai genitori della Vergine Maria, dove il Figlio di Dio si incarnò. Nella casa
di san Giuseppe si stabilì la Sacra Famiglia al suo rientro dall’Egitto e vi
visse con semplicità.
Abbiamo effettuato in parallelo un percorso sulle orme di Gesù e del Carmelo d’Israele, quindi, a Nazareth abbiamo visitato il monastero carmelitano progettato da Santa Maria di Gesù Crocifisso le cui monache ci hanno accolto con gioia e affettuosità.
Abbiamo effettuato in parallelo un percorso sulle orme di Gesù e del Carmelo d’Israele, quindi, a Nazareth abbiamo visitato il monastero carmelitano progettato da Santa Maria di Gesù Crocifisso le cui monache ci hanno accolto con gioia e affettuosità.
CANA DI
GALILEA
Kefer Kenna è
una cittadina situata molto vicino a Nazareth. Durante un banchetto di nozze,
Gesù, sollecitato da sua madre, compì il suo primo miracolo, trasformando
l’acqua in vino per la gioia degli invitati (Gv 2, 1-11). A Cana si ricorda
anche la vocazione dell’Apostolo Bartolomeo (Natanaele) del quale Gesù disse:
“Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”, così come la guarigione di
un funzionario reale (Gv 4,46-53).
Nella Chiesa, sorta a ricordo del primo miracolo del
Signore, tutte le coppie sposate rinnovano la promessa matrimoniale.
Angela Parisi
(2 - Continua)
mercoledì 21 giugno 2017
Condividere le emozioni: un viaggio in Terra Santa (1)
Partire per un viaggio è sempre un’esperienza particolare ed entusiastica, un’esperienza nuova in cui ci mettiamo alla prova, sfidiamo i nostri limiti e ci confrontiamo con l’altro.Viaggiare con il Padre Eduardo, o.c.d., significa crescere spiritualmente e culturalmente, migliorarsi, abbandonarsi. Significa pregare, cantare e inebriarsi di Dio e del Carmelo.Quest’anno la meta è stata ISRAELE con un gruppo di 52 persone provenienti da diverse parti del mondo: Spagna, Francia, Italia (io e mio marito), Olanda, Madagascar, El Salvador, Nicaragua, USA, ecc. Tutti con cultura e idiomi diversi, ma questo ci ha dato la possibilità di accorgerci che le differenze si perdono, e che ognuno è andato assomigliando all’altro − giorno dopo giorno − tanto da diventarne intimo fratello: mistero dell’AMORE!!! Amore eclettico che realizza la comunione con Dio. Ecco il messaggio finale che da questo viaggio ne è scaturito.
Siamo partiti da Madrid per Tel-Aviv il 24 maggio e la prima tappa è stata Haifa con soggiorno di tre notti presso il Monastero Stella Maris al Monte CARMELO. E’ il luogo dove si può percepire e scoprire la spiritualità carmelitana che si nutre di poesia e bellezza; di fiori e profumi; di contemplazione e silenzio e che contribuisce a far nascere il desiderio di salire sempre in alto verso la «fertile Montagna del Carmelo».
Il Monte Carmelo è una catena montuosa di 26 Km di lunghezza, di una larghezza di 8 Km a forma triangolare e si eleva fino a 600 m; un promontorio che si addentra nel Mediterraneo come la prua di una nave e su cui si trova il santuario Stella Maris.«Carmelo» deriva dall’ebraico “Karem El” che significa “giardino di Dio” o “vigna di Dio” (infatti nell’antichità i suoi pendii, di cui i profeti celebrarono lo splendore, erano coperti di viti), anche se si può tradurre semplicemente “orto” o “spazio coltivato dall’uomo”. Oggi è una riserva naturale di flora e fauna. Il profeta Elia visse nelle sue grotte dove avrebbe trovato rifugio per sfuggire alla collera del re Acab (1Re 19,8). “Elia si recò alla cima del Carmelo; e, gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia…” (1Re 18,42).A partire dal IV secolo, numerosi eremiti cristiani (di lingua greca e rito bizantino) si ritirarono a vivere nelle grotte della montagna. Nel XII secolo, un gruppo di crociati latini si consacrarono a vivere in ossequio di Gesù Cristo, imitando la Vergine Maria, nel cui onore costruirono una cappella. Nel 1207 il Patriarca Sant’Alberto di Gerusalemme scrisse per loro una Regola di vita. Presero il nome di “Fratelli della Beata Vergine del Monte Carmelo”. Le successive guerre fra crociati e saraceni fecero sì che si alternassero momenti di pace e di persecuzione. Alla fine Acri cadde definitivamente nelle mani dei musulmani nel 1291. I carmelitani che non riuscirono a fuggire in Europa furono massacrati. Sotto la protezione del profeta Elia nacque qui nel XII secolo l’Ordine del Carmelo. Santa Teresa di Gesù fondò nel XVI secolo il Carmelo Scalzo.Il monastero della Vergine del Carmelo, che conserva la grotta del profeta Elia sotto la cappella della Vergine, si chiama “Stella Maris” (Stella del Mare). Il suo faro illumina l’arrivo delle imbarcazioni. Da qui si domina la città, la baia di Haifa, fino ad Akko (S. Giovanni di Acri) e si possono scorgere le città del sud del Libano. La grotta del profeta è visitata dai musulmani, ebrei e cristiani di tutte le confessioni.
I carmelitani scalzi recuperarono il Monte Carmelo per l’Ordine nel 1631. Da allora, il monastero Stella Maris è stato varie volte distrutto e riedificato. Parte di esso è stato adattato per l’accoglienza dei pellegrini.
HAIFA è una città portuaria, industriale e universitaria, costruita alle falde del Monte Carmelo e bagnata dal mar Mediterraneo. E’ la terza città di Israele. Attraverso il suo porto entrarono la maggior parte degli ebrei dopo la seconda guerra mondiale.
Ad Haifa c’è la sede mondiale della fede Bahai, con vari edifici circondati da meravigliosi giardini persiani e molti spazi verdi.
Haifa è conosciuta come “La perla d’Oriente”. Un proverbio ebreo dice: “A Gerusalemme si prega, a Tel-Aviv ci si diverte, ad Haifa si lavora”.
AKKO è una delle città più antiche del mondo. Viene nominata per la prima volta nella Bibbia nel Libro dei Giudici 1,31: “Aser non scacciò gli abitanti di Acco…”. Viene fondata sotto il nome di Akko verso il 1500 a.C. e al tempo dei Greci fu chiamata Tolemaide e durante le crociate San Giovanni di Acri. Quando San Paolo visitò la comunità cristiana di Gerusalemme è detto che passò da Tolemaide (Atti 21,7). E’ stata l’ultima capitale del regno latino di Gerusalemme che cadde in mano dei musulmani nell’anno 1291. Qui abitava sant’Alberto di Gerusalemme. Oggi la città è abitata da ebrei, ma vi sono minoranze musulmane e cristiane.
La città vecchia è Patrimonio dell’Umanità e conserva numerosi monumenti, come la cittadella crociata, antica sede dei cavalieri ospitalieri, la galleria dei templari, la moschea Jezzar Pasha (la più grande di Israele fuori Gerusalemme).
Anegela Parisi ocds
(1 - CONTINUA)
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