lunedì 25 maggio 2020

In preghiera per la Pentecoste

In questi giorni la Provincia Napoletana ha organizzato tre  incontri in preparazione alla veglia di Pentecoste di sabato 30 maggio prossimo. Gli incontri si stanno svolgendo in videoconferenza su Skype.
Per eventuali delucidazioni potete rivolgervi alla presidente Rossana che ha curato i testi.

Ecco i sussidi che possono essere utili anche per chi non ha la possibilità di partecipare:

Prima giornata - 22 maggio - la mistagogia dell'acqua
Seconda giornata - 25 maggio - la mistagogia del fuoco
Terza giornata  - 27 maggio - la mistagogia dell'olio

lunedì 4 maggio 2020

Corso sul testo "Voglio vedere Dio"

In tempi di Coronavirus, con gli incontri di comunità che devono trovare nuove modalità, ci viene in auto la serie di catechesi di Padre Renzo Bertoli OCD, sul testo “Voglio Vedere Dio del beato Maria Eugenio del Bambino Gesù”, carmelitano scalzo, un cercatore infaticabile di Dio, un realizzatore audace, un carismatico della vita ordinaria, vicino alle persone. . Si tratta di una iniziativa bisettimanale in audio video presentata su youtube.

giovedì 9 aprile 2020

In attesa che risorga, come i discepoli

Una Pasqua insolita questa del 2020; siamo rinchiusi a casa, simile ai primi discepoli che avevano
accompagnati gli avvenimenti del Maestro in quella pasqua che cambiò la storia dell’umanità.
E oggi più che mai fa bene ricordare quello che nella Sequenza del giorno di Pasqua da secoli la Chiesa
canta:
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
Comincia così la lettera che il Delegato generale ha indirizzato per gli auguri di Pasqua all'ocds. 

Qui potere scaricare il testo integrale: Lettera di P.Alzinir per la S. Pasqua

Un augurio affettuoso da tutto il Coordinamento ocds

Carissimi fratelli e sorelle dell’OCDS Italiano,
siamo entrati nella settimana più santa dell’anno e siamo invitati a contemplare l’Amore di Dio:
“ Cristo morì per i nostri peccati; è risuscitato per la nostra giustificazione”( cf 1Cor 15,3-4; Rm 4,25)
Perché è morto per i nostri peccati? Perché ci amava! Ci ha amati , mi ha amato e per questo ha dato se stesso per noi per me.
“Ha amato la Chiesa e per questo ha dato se stesso per lei “.(Ef 5,25)
Questa risposta al “ perché” della passione di Cristo è veramente definitiva e non ammette altre domande:
Ci ha amati perché ci ha amati e basta!
L’amore di Dio non ha un “perché” è gratuito.
E’ l’unico amore al mondo veramente e totalmente gratuito che non chiede nulla per sé, ma solo dona, si dona.
Gesù dunque, ha sofferto ed è morto liberamente, per amore.
La prova suprema di questo amore: “ Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”( Gv13,1), cioè fino all’estremo limite dell’amore.
Gesù ripete a noi quello che disse un giorno a S. Angela da Foligno che meditava la passione: “ Non ti ho amato per scherzo”!
Adesso veniamo a noi: che faremo, che diremo dopo aver ascoltato quanto Dio ci ama? Ci sono varie risposte possibili.
Una è: riamare Dio! Come non riamare uno che ci ha amato tanto?
Altra risposta possibile è: amarci tra noi come Dio ci ha amati!
Ma prima ancora dobbiamo credere all’amore di Dio! “ Noi abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi”.(1Gv4,16)
La fede dunque , una fede speciale, la fede –stupore, la fede che non sa capacitarsi di quello che crede, la fede ammirazione.
Noi non crediamo veramente che Dio ci ama, o almeno non ci crediamo abbastanza!
Se ci credessimo , la vita , noi stessi, le cose, gli avvenimenti, tutto si trasfigurerebbe davanti ai nostri occhi.
Oggi stesso noi saremmo con Lui in paradiso, perché il paradiso non è che questo gioire dell’amore di Dio.
Chi di fronte a un tale incredibile amore di Dio, è colto da meraviglia profonda, chi rimane senza parola, costui entra fin d’ora nel Regno dei cieli! ( P. R.Cantalamessa “ Il potere della Croce)

  Auguro di cuore a tutti di credere all’Amore. 
  Buona e santa Pasqua da tutto il Coordinamento Interprovinciale d’Italia! 
 Rosa Maria Pellegrino ( Presidente)

mercoledì 8 aprile 2020

Nel triduo gli Esercizi spirituali on line della Provincia Napoletana


Fino all'8 aprile alle 18,15 Esercizi spirituali in streaming sulla pagina FB della Parrocchia di Santa Maria del Monte Carmelo di Bari e sul canale youtube della Provincia Napoletana.

Il tema conduttore è Il Cantico dei Cantici: una lettera d'amore per questo tempo di solitudine e di compagnia.
Un libro della Sacra Scrittura  che ricorda che "forte come la morte è l'amore" e che è stato commentato anche dal nostro Giovanni della Croce.
Gli Esercizi sono guidati da p. Luigi Gaetani, ocd.
Le registrazioni restano on line per chiunque voglia seguire.

martedì 7 aprile 2020

L'augurio del p. Generale per la Pasqua

Non lasciamo la fede fuori la porta, ora che siamo costretti a essere rintanati nelle nostre case. E' questo l'invito del nostro padre generale ci rivolge con la bellissima lettera che di seguito potrete  scaricare integralmente. In questo periodo di prova, p. Saverio ci prona a camminare nella verità, ad approfittare di questo tempo per guardarci dentro e fare di questo periodo un periodo di rinascita insieme a Cristo.
Scrive il padre Generale:

Cari fratelli e care sorelle nel Carmelo, ciò che stiamo vivendo più o meno in tutto il mondo da alcune settimane può sicuramente essere definito una prova. Nel Nuovo Testamento c'è una parola, thlípsis, generalmente tradotta con 
tribolazione", che forse ci aiuta a dare un nome a ciò che stiamo vivendo. Intendo dire non solo un nome scientifico (come pandemia da COVID-19) o un nome che esprime la nostra reazione immediata (come emergenza, guerra, calamità), ma un nome che ci riporta alla storia della salvezza, alla verità di un Dio che ha parlato agli uomini, che si è fatto uomo e continua a camminare con i figli degli uomini. 
Il rischio, infatti, è di affrontare questo tempo, così grave e così importante, o lasciando del tutto fuori la fede o, viceversa, facendo ricorso a una religiosità che ha poco a che vedere con il Dio rivelato in Gesù Cristo. Papa Francesco ci ha ammonito: “Non sprecate questi giorni difficili!” È normale che ciascuno di noi – come ogni cittadino responsabile – segua scrupolosamente le norme per evitare il diffondersi del contagio, accolga con generosità i piccoli sacrifici che ciò comporta e faccia quello che è in suo potere per aiutare il prossimo e creare intorno a sé un clima di pace e di umanità. È altrettanto normale che, come credenti, ci rivolgiamo a Dio pregando per i malati, per coloro che li assistono, per i tanti defunti, per gli scienziati impegnati nella ricerca di un vaccino, per tutti quelli che si trovano in condizioni di indigenza a causa della crisi economica. E tuttavia, c'è un livello più profondo, che ha a che fare con la lettura di fede della storia, con la presenza di Dio in mezzo alle tribolazioni e alle prove dell'umanità. È un livello al quale forse preferiamo non accedere restando in silenzio. Il silenzio è d'oro quando è lo spazio di una riflessione, di una ricerca interiore, di un ascolto in profondità. Non lo è, invece, quando è la conseguenza di una inerzia dello spirito e di un blocco del pensiero, quando ci limitiamo a ingerire dosi massicce di informazioni, senza assimilarle, valutarle, elaborarle. Informazioni che non ci formano, ma piuttosto ci invadono e appesantiscono. 
È giusto quindi domandarsi: abbiamo una parola che venga dal silenzio della meditazione e che ci serva per questo tempo? Una parola credente e orante che possa orientarci, che sia “lampada per nostri passi e luce sul nostro cammino"?

Il testo integrale della lettera

sabato 28 marzo 2020

Crescere e saper cambiare insieme



Quest'anno la lettera del Padre Generale all'Ordine Secolare è arrivata in concomitanza con l'anniversario della nascita di Teresa d'Avila, il 28 marzo, padre Saverio esordisce Con l'augurio caro a Teresa Gesù e la grazia dello Spirito Santo sia con voi e ricordando tutti i doni che tramite la nostra fondatrice Dio ha elargito ai Carmelitani e alla chiesa tutta il padre generale ricorda anche il ventennale del congresso internazionale dello CDS che ha rappresentato una tappa importante per il cammino dell'ordine secolare cambiando la regola di vita nelle attuali costituzioni padre Saverio analizzato i frutti del congresso ma sottolineato una cosa importante per cui consigliamo di leggere il testo integralmente e dimmi di tarlo in questo periodo personalmente poi quando si avrà l'opportunità di riunirsi di nuovo in comunità di parlarne e confrontarsi su quanto hai scritto è importante il punto in cui padre Saverio ricorda che esistono dei malintesi e molti pensano che basta andare agli incontri della comunità per qualche pratica di devozione riflessione o conferenza ma senza un impegno reale concreto di servizio nelle attività dell'ordine o della Chiesa in cui ci si trova. C'è ancora un lungo tratto di strada da fare per cui è importante


Lettera integrale

mercoledì 18 marzo 2020

A Te beato Giuseppe il mondo si affida


Domani, Giovedì 19 marzo ricorre la memoria liturgica di san Giuseppe, sposo della Vergine Maria, il cui culto è tanto caro al nostro Carmelo.
 La Conferenza Episcopale Italiana invita tutti i fedeli ad unirsi spiritualmente alle ore 21,00 per la recita del Rosario, accompagnando questa celebrazione con il gesto di esporre alle finestre delle case un piccolo drappo bianco o una candela accesa. 

"In questo momento di emergenza sanitaria – ecco parte del messaggio della CEI - la Chiesa italiana prega e invita a pregare per tutto il Paese. Lo facciamo in questo giorno dedicato alla festa di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, patrono della Chiesa universale, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario. Contempliamo i Misteri della Luce per vivere questa preghiera come «vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia e di luce, di dolore e di gloria» (San Giovanni Paolo II).
 In realtà, è tutto il mistero di Cristo che è luce. Egli è «la luce del mondo» (Gv 8, 12) e noi vogliamo seguirlo, come discepoli, sapendo che chi lo segue «non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». 
Al suo Volto e al suo Cuore ci conduce Maria, Madre di Dio, salute degli infermi, alla quale ci rivolgiamo con la preghiera del Rosario, sotto lo sguardo amorevole di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e delle nostre famiglie. Ci lasciamo accompagnare anche dalla testimonianza di San Francesco di Assisi e dalle orazioni di Santa Caterina da Siena, patroni d'Italia, esempi di vita luminosa e nostri intercessori". 


Il piccolo drappo bianco o la candela accesa, siano segni della speranza e della luce della fede.
Tv2000 offrirà la possibilità di seguire in diretta la preghiera (canali: 28 del Digitale terrestre | 18 di Tivùsat | 157 di Sky)

Sussidio per il Rosario

E per celebrare e pregare il tempo di epidemia ecco un altro sussidio


martedì 17 marzo 2020

Il giudice carmelitano

L’11 gennaio è tornato alla Casa del Padre a 90 anni, all’Ospedale Santa Croce di Cuneo dove era ricoverato da qualche giorno, Antonio Calabrese, che fino al 1996 ha guidato la Pretura di Cuneo. Napoletano di nascita diventato e rimasto cuneese, magistrato di Cassazione, ha svolto funzione di giudice in materia civile e penale presso la Pretura di Cuneo prima di assumerne la direzione. Magistrato di grande capacità ed intelligenza, ha sempre amministrato la giustizia con grande umanità e con il massimo rispetto per le posizioni delle parti, al di là dei freddi aspetti codicistici. Era noto per le sue sentenze, prive di fronzoli, essenziali ma complete nel­la descrizione dei fatti e nella motivazione delle decisioni, e poche volte lasciavano spazio all’appello, soprattutto in materia penale o di tutela dei minori.
“Calabrese ha saputo conciliare, cosa non troppo facile per un giudice, l’esigenza di far rispettare la legge ed il senso religioso della vita, vista come dono quotidiano del Signore, e quindi meritevole, anche nel momento della necessaria limitazione della libertà, o delle scel­te attinenti l’altrui vita, del massimo rispetto”.
Calabrese era anche terziario carmelitano; vedovo da tempo, lascia quattro figli: Mario, Luca, Michele e il più giovane Paolo, che è padre carmelitano a Torino. 

“Noi della Comunità di Mondovì abbiamo un ricordo particolare di Antonio Calabrese perché per vari anni ne ha fatto parte ed è stato anche maestro di formazione: da autentico Carmelitano ha reso Gloria a Dio unendo la spiritualità del Carmelo nella testimonianza della vita e nella professione.”.

“Una preghiera cara al papà di Padre Paolo; ha raggiunto finalmente la sua amata moglie che lo ha preceduto tanti anni fa quando i figli erano ancora molto giovani. Era una persona di preghiera. Amava il Carmelo”.

domenica 1 marzo 2020

Discernimento e Quaresima. ECO del VANGELO



Da questa domenica possiamo seguire il commento al Vangelo. A guidarci è  p. Herman ocd (oggi nella comunità di Andro). Per seguire i suoi commenti basta cliccare l'icona del Vangelo, nel box che pubblichiamo qui accanto.
Buon Cammino di Quaresima.

domenica 9 febbraio 2020

Un ricordo di Zita, ocds di Arenzano


Grazie Signore Gesù di averci regalato Zita, nostra sorella nel Carmelo. Ci hai fatto del bene attraverso di lei. Quando parlava di Te i suoi occhi si intenerivano, le scappava il sorriso e portava una mano sul cuore. Lei ti parlava spesso e si fidava di te. Lei spesso ti ha presentato i nostri bisogni e ti ha chiesto aiuto per ciascuno di noi, ti ringraziamo. Rendile il bene che ci ha fatto in te e coccolala. Tienicela ancora vicino perché con te custodisca la nostra strada.”
Zita è stata una persona semplice, affettuosa, voleva bene a Gesù e ci voleva bene. Una presenza costante nella Comunità, se mancava ci si preoccupava, “…la Zita?”, perché c’era sempre.
Testimonianza di una sorella che le ha fatto visita in uno degli ultimi giorni:
Ciao a tutti. Oggi con Sara siamo andate a trovare Zita. E’ sempre al secondo piano, rep. chirurgia. E’ sempre stata molto vigile, attenta, ci ha riconosciute. Ha riconosciuto anche mio marito a cui ha voluto fare un saluto. E’ molto presa da questo catarro che non la fa parlare chiaramente, ha tenuto sempre la mano a Sara e ha detto di salutare tutti, di salutare i Padri e di volerci bene. Mi ha impressionato il fatto che ha sempre parlato di volerci bene, di amare i nostri figli anche se sbagliano perché loro ci vogliono bene, di amarci tra di noi, di voler bene ai nostri Padri.
E’ stato praticamente un testamento che ha voluto donarci e vi garantisco che mi ha toccato veramente. Ha raccomandato di non preoccuparsi per lei e di amarci sempre tutti perché Gesù ci ama come siamo….
Zita è molto serena, chiediamo al Signore che la protegga.”
Zita è stata una presenza viva e fedele nella nostra Comunità di Arenzano, ce la sentiamo vicina con il suo discreto sorriso e la sua discreta e profonda accoglienza. Siamo grati a Gesù che l’ha lasciata con noi sino al 4 gennaio 2020.