Nicodemo deve rinascere!

Gesù sa cosa ha fatto per noi; cosa ci ha donato; cosa significa averci introdotti nella comunione della Trinità.
Quindi ci può chiedere il massimo; ci può chiedere di non accontentarci mai, sapendo che il di più è già nel
DNA della nostra vocazione. (Regola, 24). Con la Ratio Institutionis, siamo presi paternamente per mano e guidati, come ci ricorda anche San Paolo, verso il di più, che Dio attende da noi: ecco la prima scheda formativa dal titolo Nicodemo deve rinascere, clicca qui

Scuola di formazione nella Provincia Napoletana


COMPETENZE PIÙ CHE CONOSCENZE
Formazione permanente degli OCDS
Maddaloni (Caserta)
2019-2021

SANTA TERESA D’AVILA

Primo modulo
7-8-9 marzo 2019

Giovedì 7 Marzo

16.30-19.00 Competenze per l’accompagnamento empatico secondo Teresa d’Avila
                      Luis Jorge González, ocd

Venerdì 8 Marzo

09.00-12.45 Il potere dell’abitudine in Teresa d’Avila: acquisto di competenze
                       Luis Jorge González, ocd

16.30-19.00 Competenze per la vita in comunità
                       Ramiro Casale, ocd (?)

Sabato 9 Marzo

9.00-12.45   Preghiera secondo Teresa: amare e abitudine (Vita 7,12)
                       TBD

Secondo modulo
3-4-5 Ottobre 2019

Giovedì 03 ottobre    

16.30-19.00  Competenze per l’accompagnamento empatico secondo Teresa d’Avila
                       Luis Jorge González, ocd

Venerdì 04 ottobre

09.00-12.45  Libro della vita: rapporti abituali con se stesso/a, gli altri, e Dio
                        Luis Jorge González, ocd

16.30-19.00 Cammino di perfezione: abitudini per fare comunità: umiltà, amore,
                         distacco
                       Ramiro Casale, ocd

Sabato 05 ottobre
9.00-12.45  Mansioni: l’abitudine come base dei rapporti crescenti con Dio e
                        il prossimo
TBD

Nuove schede formative. Una vocazione da tutelare

Gv 3,1-8: Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». 
Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». 
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Nicodemo, vissuto al tempo di Gesù, era un capo dei Giudei; e siccome era onesto, lasciava che le proposte di questo nuovo e sconosciuto Maestro entrassero nel suo cuore a scombinare quella vana e presunta sicurezza di verità e di santità, vero monopolio degli scribi e dei farisei.
Nicodemo riconosce che con Gesù c’è qualcosa di nuovo, qualcosa di importante, qualcosa di desiderabile. Va a cercarlo di notte perché così nel buio nessuno lo vede: ha una faccia da salvare lui! Comunque corre il rischio: va da Gesù; vuol vedere se c’è davvero qualche opportunità; non vuole certo perdere questa occasione a portata di mano. Speriamo solo che nessuno dei suoi davvero lo veda!
“Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”. Gesù lo porta subito al cuore del problema, con la soluzione per incontrarlo veramente, cioè per poter vedere e accogliere Dio in Lui: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. E Nicodemo, con altrettanta prestezza e un pizzico di ironia, perché lui sa e non ha bisogno che qualcun altro gli insegni qualcosa di nuovo: “Come può un uomo nascere di nuovo quando è vecchio?”. Già. È così chiaro! Come può?
Ma, Gesù con la semplicità e il candore della verità gli replica: “Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. Per entrare, quindi, bisogna rinascere.
Chiarissimo che il Battesimo è questa rinascita da acqua e da Spirito. Ma tutti sappiamo anche come questa bellissima nuova nascita, con troppa superficialità, sia oggi misconosciuta e lasciata languire, se non morire del tutto.
Ecco allora che anche a noi è capitato di percepire il desiderio, la voglia di incontrare Gesù: per conoscerlo meglio, per ascoltarlo un po’ di più, per amarlo anche di più, e per seguirlo con più consapevolezza e decisione.
Guardandoci un po’ intorno abbiamo colto l’occasione per tentare, come Nicodemo, la notturna (imprevedibile - oscura – nebulosa –incerta) avventura di un incontro particolare e pieno di futuro. Abbiamo bussato alla porta del Carmelo pieni di speranza e di gioia: può essere la nostra patria spirituale; può diventare la nostra casa e la nostra famiglia; può diventare la nostra stanza interiore dove stare da solo a solo con Colui che sappiamo quanto ci ama!
Può diventare; può essere; può...; ma solo se con la Formazione rinasciamo a vita nuova; altrimenti, saremo solo alloggiati!

Ecco lo spirito con cui nasce questa serie di schede da condividere. Domani pubblichiamo la prima.


L'invisibile svelato in un Bambino



 Nel segno del Bambino nato a Betlemme in una mangiatoia, nato fuori casa “perché non c’era posto per loro nell’albergo” ( Lc2,7.16 ), scorgiamo la Luce di Dio, del suo Verbo nato nel tempo.
Un segno semplice, come Dio stesso lo è, ma di un significato profondo e straordinario che cambia tutta la storia e ci rivela il modo di essere e di agire di Dio.

Il suo invisibile Amore può ora essere visto, toccato, contemplato e scoperto nelle cose semplici della vita.

Ecco che in questi giorni si ripete nella liturgia della Chiesa la memoria di questo avvenimento salvifico, invitandoci ad aprire i nostri cuori ad accogliere il Dio che viene e vuole trovare in noi, nelle nostre famiglie e nelle Comunità un posto.

Non succeda come allora, quando lui è venuto per la prima volta e che: “i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1,11).

Eppure, nonostante il rifiuto di tanti, la cattiveria, la violenza, le guerre,le tenebre che esistono anche in noi, la Luce vittoriosa di quel Piccolo illumina tutte le oscurità.

“La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,5). questa stessa Luce concede a quelli che l’accolgono: “il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

Siano le celebrazioni della nascita del Signore Gesù un rinnovato messaggio di speranza che risuona nei nostri cuori, con l’accoglienza nella fede,nella carità, ad imitazione di Maria, di San Giuseppe, dei Pastori, dei Re Magi. Così come loro, avremo la gioia e la pace che soltanto l’Amore grande di Dio in Gesù può concedere ai nostri cuori.

Con questi pensieri auguro a voi,alle vostre Famiglie,alle Comunità un Santo Natale e un benedetto Anno Nuovo vissuto nella luce del Verbo fatto carne dimorante tra di noi (Cf. Gv 1,14).

Con le mie preghiere e un fraterno abbraccio,

P. Alzinir Francisco De Bastiani – Del. Gen. OCDS


Viaggio nel presepe di Arenzano

Un bellissimo video ci porta nelle atmosfere del Natale, in un ponte ideale fra Liguria e Palestina. Lo dedichiamo a coloro che, per il crollo del ponte Morandi, trascorreranno un Natale difficile.
L'ocds tutto è vicino agli amici e fratelli della Liguria.
clicca qui

Promesse benedette dal santo Bambino


Il 13, 14 e 15 novembre, la piccola statua lignea di Gesù Bambino di Praga, custodita nel santuario di Arenzano, in Liguria, è stata accolta nella Rettoria del Carmine di Altamura. 
Alla presenza di p. Emanuele Grimaldi, carmelitano scalzo, il giorno 14 novembre che, per i carmelitani, è la festa di tutti i santi, i fratelli Giuseppe Tafuni e Felice  Lomurno hanno emesso la promessa temporanea all’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi di Altamura, mentre la sorella Domenica Marvulli ha fatto la promessa definitiva. La devozione alla Santa Infanzia di Gesù fa parte della spiritualità dei carmelitani, imitatori della povertà e semplicità, animata dalla meditazione delle Sue virtù da diffondere in famiglia e in ogni ambiente.
Il culto del Santo Bambino ebbe origine a Praga nel 1628, nel convento dei carmelitani scalzi della capitale ceca, fondato dall’Imperatore Ferdinando II. L’immagine del Bambino fu donata ai carmelitani di Praga dalla principessa Polissena. In Liguria, il culto del piccolo Re  fu diffuso da padre Cirillo del Carmelo. Nel 1904 venne eretto ad Arenzano il Santuario Basilica che richiama pellegrini da tutto il mondo. Sull’altare centrale della Basilica fu collocata una statuetta, donata da una nobildonna di Savona, che raffigura il Gesù Bambino di Praga.  I tre giorni di sosta della sacra statuetta in Altamura sono stati vissuti dai fedeli e, particolarmente dai carmelitani, con grande devozione e con la partecipazione a momenti di catechesi e di adorazione. La sacra immagine è stata accolta da un gruppo festoso di bimbi di scuola materna. Padre Andrea Frizzarin  di Arenzano, nelle omelie ha sottolineato la necessità della preghiera, ricordando le parole di Gesù: più voi mi onorerete, più io vi favorirò.  Il piccolo globo che il bambino regge nella mano sinistra indica la Sua protezione a coloro che con fede si affidano a Lui con cuore puro come quello dei bambini.
 L’immagine é stata  portata  in visita tra i  piccoli pazienti del reparto di pediatria dell’Ospedale della Murgia e presso la casa di riposo C. Ventricella.  
Maria Creanza


Nell'oasi di Bocca di Magra per gli esercizi dell'ocds ligure


  Dal 16 al 18 novembre 2018 si sono tenuti i consueti esercizi spirituali annuali dell'OCDS della Provincia Ligure . Il Relatore di quest'anno è  stato P. Aldo Formentin , Assistente Nazionale ocds. Nella suggestiva cornice del Monastero di Santa Croce a Bocca di Magra (sul pendio del promontorio Caprione, nel Comune di Ameglia) ci si è ritrovati venerdì sera per cominciare con la celebrazione comunitaria dei Vespri e la S. Messa, concelebrata da Padre Federico Barbieri, padre Delegato per l’ocds. I partecipanti hanno ricevuto il saluto del Padre Provinciale, P. Saverio Gavotto, in partenza per il Centrafrica, per i cui territori e missioni tormentati da focolai di violenza, ha chiesto a tutti la comunione nella preghiera. Quest'anno  al gruppo di secolari si sono uniti alcuni giovani affascinati dalla spiritualità del Carmelo e desiderosi di accostarsi al carisma.
La cronaca di questi esercizi a cura di Daniela Merlo ed Enrico Pugi si può leggere cliccando qui

  • Ricordiamo che dal 1952, quando il p. Anastasio Ballestrero, acquistò la proprietà per farne un centro di spiritualità e accoglienza, il Monastero Santa Croce, gestito dai Padri Carmelitani Scalzi, offre accoglienza e riposo quanto sono alla ricerca di un’oasi di pace.







Terza scheda sull'Assistenza all'ocds: Condividiamo le riflessioni?

Con questa terza scheda di p. Macchiella si conclude l'approfondimento del documento sull'assistenza pastorale all'ocds. Ora ci troviamo poi direttamente alle prese con la Guida per l’Assistenza Pastorale dell’OCDS da parte dei Religiosi Carmelitani Scalzi (pg. 81-91). A gennaio s'inizia per tutti l'approfondimento della Ratio. Sarebbe bello poter condividere anche le riflessioni delle comunità.
Per leggere la Terza scheda clicca qui

Leggiamo le "Briciole"

L'ocds del Commissariato di Sicilia, ha messo in sete il giornalino in cui raccoglie notizie dalle comunità e dal Carmelo di Sicilia. Qui troverete anche una bellissima testimonianza di Marinella Cascone della comunità di Ragusa e il programma formativo.
Per scaricare il n. 11 di Briciole di comunità clicca qui

I carmelitani, la santità e la Chiesa. Convegno a S. Fidenzio

 Due sono stati i momenti forti vissuti dai membri dell’OCDS veneto nel Convegno Provinciale svoltosi a S. Fidenzio il 20- 21 ottobre scorsi: l’incontro con Padre Ermes Ronchi osm: “Sognate anche voi una Chiesa così” e la riflessione del nostro Padre Provinciale, Padre Aldino Cazzago ocd: “La santità, misura alta della vita cristiana”. 
Frutto di queste due giornate la consapevolezza che Come pietre vive della Chiesa di Cristo dobbiamo sentirci responsabili nel realizzare il sogno di Dio, consapevoli che nella misura in cui ciascuno di noi si impegna di vivere “la misura alta della vita cristiana” contribuisce alla santità della Chiesa.
Per leggere una cronaca dei due giorni di meditazione e condivisione clicca qui