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domenica 15 gennaio 2017

L'Agnello che mostra la via della santità

II Domenica del Tempo ordinario / A 
Terminato il tempo natalizio, durante il quale siamo stati invitati a meditare sul mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, questa domenica estende, per così dire, il mistero dell’epifania, ossia della manifestazione di Gesù: riconosciuto dai magi, rivelatosi come il Figlio prediletto del Padre al momento del battesimo nel fiume Giordano, oggi Giovanni Battista lo riconosce ed annuncia come l’Agnello di Dio. Quella del Battista è una vera e propria professione di fede in Cristo che si articola in tre affermazioni: «Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» (1,29); «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba e fermarsi su di Lui» (1,32); è «Il Figlio di Dio» (1,34). L'affermazione che sembra essere più importante è la prima: «Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo». C'è chi vede, sullo sfondo di questa immagine, l'agnello pasquale di cui si parla nel libro dell'Esodo (12,1-28). C'è chi vede un riferimento all'offerta quotidiana di un agnello al tempio (Es 29,38-46). C'è chi, infine, vede nell'Agnello di Dio il Servo del Signore di cui parla Is 53,7. 
Quest'ultimo riferimento mi sembra il più significativo. L'Agnello è l'immagine di un'obbedienza e di un amore che vanno fino alla morte di croce. L'Agnello è l'immagine del Servo di Dio che prende su di sé – togliendolo – il peccato del popolo. Il verbo che Giovanni usa significa «portare», «prendere sulle proprie spalle» e insieme «togliere via». Tutti e due i significati sono presenti. I motivi particolarmente sottolineati da Is 53 sono: l'innocenza del Servo e la sua solidarietà con i peccatori. I due motivi sono presenti nel gesto stesso di Gesù che viene a farsi battezzare: Egli non prende le distanze dal popolo peccatore, ma unisce a esso, pur nella consapevolezza della propria innocenza e della propria origine divina. Così l'incarnazione prende tutto il suo rilievo: intesa non solo come un farsi uomo, ma come piena solidarietà con gli uomini e la loro storia. La proclamazione del Battista: «Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» ha sullo sfondo il quarto canto del Servo del Signore. La prima lettura scelta dalla liturgia è però un altro testo, e cioè il secondo canto del Servo del Signore (49,3-6). Anche qui troviamo alcuni tratti che precisano ulteriormente la fisionomia di Gesù e della sua missione. Il Servo prende la parola per illustrare la propria elezione, la sua funzione di predicatore e le difficoltà che incontra nella sua attività. Il suo compito è di radunare Israele e di essere mediatore di salvezza per tutti gli uomini. Ritornano temi noti: la gratuita elezione da parte di Dio (amato sin dal seno materno), una missione di annuncio e liberazione, con dimensione universale. Il Servo è umiliato con il suo popolo (schiavo dei tiranni, in esilio), ma sarà pure glorificato in mezzo al suo popolo di fronte a tutte le nazioni.
In breve, la missione di Gesù Cristo consiste non solo nel porsi come il Servo di Jahvé, nell’essere portavoce della Parola e della volontà di Dio Padre per l’umanità, ma «di portare la salvezza fino all’estremità della terra», come si legge nel brano di Isaia (I Lettura), salvezza per tutti che, come ricorda Paolo (II Lettura), equivale per i cristiani alla chiamata universale alla santità. Ai  cristiani spetta il compito di essere testimoni, come Giovanni Battista, dello Spirito, che è con il Padre e il Figlio il protagonista assoluto dell'evento salvezza, perché ogni uomo possa trovare, nonostante le difficoltà della vita, un porto di speranza e di felicità eterna.

 P. Luigi Borriello ocd

domenica 8 febbraio 2015

Il Signore è alla porta del nostro cuore...e bussa



E’ stato pubblicato recentemente dalla Libreria Editrice Vaticana “Ecco sto sulla porta e busso” la raccolta degli atti del primo convegno internazionale di mistica svoltosi ad Assisi dal 5 all’8 settembre 2013. Il volume, riporta gli interventi di esperti intervenuti per approfondire la scuola mistica cristiana ed ha una relazione per noi molto interessante dedicata alla scuola mistica carmelitana, approfondita da p. Luigi Borriello, ocd.
Sono tanti igli aspetti approfonditi dal testo: teologia del vissuto spirituale (Domenico Sorrentino),  santità e mistica (Josè Saraiva Martins), vita cristiana come vita nello spirito (Benigno Papa, ofmcap), mistica nella tradizione orientale (Yannis Spiteris, ofmcap) vissuto mistico in Europa (Giovanni D’Ercole Fdp), legame fra mistica e cultura (Lorenzo Chiarinelli), la figura di Maria come espressione della mistica della ferialità (Lucio Angelo Renna, ocarm), mistica ecclesiale (Raffaele Farina, sdb). Altri interventi ci offrono una visione d’insieme sulla scuola domenicana (Marco Salvioli op) e su quella francescana (Raffaele Di Muro, ofmconv), sulla Schola Caritatis Cistercense (Sr.  Augusta Tescari, ocso), sulla scuola ignaziana (Carlo Colonna, sj) e, come scritto all'inizio, sulla scuola mistica carmelitana (Luigi Borriello,ocd).  Si tratta di un interessante percorso, proposto con un attenzione particolare al linguaggio mistico in tutte le sue forme.
“Ecco sto sulla porta e busso”
Atti del I Convegno Internazionale di mistica
A cura di Maria Rosaria Del Genio e Raffaele Di Muro
Libreria Editrice Vaticana € 24,00