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mercoledì 28 ottobre 2015

Nuove ammissioni all'Ocds di Caprarola

Nel pomeriggio di sabato 24 ottobre 2015, dopo un lungo periodo di intensa ed approfondita preparazione, sono stati ammessi alla nostra Fraternità OCDS di Caprarola i seguenti Candidati, provenienti dal Gruppo in Formazione di Montevirginio: Michele Torre, Giovanna Giannico in Torre, Esper Russo, Massimo Brini, Patrizia Cecchini.  Il Rito di Ammissione, come previsto dal Rituale, si è svolto durante una Celebrazione della Parola ed è stato presieduto da Padre Arnaldo Pigna, Delegato Provinciale OCDS , Priore del locale Convento OCD e nostro Padre Assistente.        Dopo un canto appropriato, eseguito dalla numerosa assemblea intervenuta, Padre Arnaldo, presentando coloro che hanno richiesto di essere ammessi all’OCDS, ha chiarito il significato di una tale adesione, dettata dall’aspirazione a realizzare la vocazione alla santità, alla quale  Dio ha chiamato tutti gli uomini, sin dal momento in cui, per un gratuito atto di amore, li ha creati.          
L’accoglienza di tale  progetto che Dio ha riservato ad ogni uomo, comporta per ciascuno di noi la scelta della via da seguire per poterlo attuare e metterlo in pratica nella quotidianità della  vita. La decisione di  appartenere all’Ordine Secolare Carmelitano, va intesa come vocazione e deve rappresentare una risposta alla personale chiamata che il Signore fa sentire all’interno del proprio cuore. Come membri praticanti della Chiesa Cattolica, i membri OCDS devono avvertire l’esigenza di mettersi sotto la protezione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, sentendola particolarmente vicina come madre, sorella, sposa. Il Carmelitano Secolare è chiamato ad imitare Maria, a seguire, cioè, l’esempio di Colei che, nell’umiltà e nel silenzio, serbava tutto nel suo cuore. E’ nostro compito guardarla, onorarla ed amarla per imparare  da Lei a meditare e ad esercitare le virtù, come hanno fatto i nostri S. Dottori della Chiesa S. Teresa di Gesù, S. Giovanni della Croce, S. Teresa di G. B. e tutti i numerosi altri Santi Carmelitani, da conoscere, studiare e prendere a modello, per cercare, al pari di loro, la bellezza del volto di Dio: “Il tuo volto, Signore, io cerco !”.  
Dopo la LITURGIA DELLA PAROLA, le cui letture sono state tratte da Isaia, dal Salmo 15, dagli Atti degli Apostoli e dal Vangelo di Giovanni, Padre Arnaldo, nella sua OMELIA, le ha commentate evidenziando l’efficacia della Parola di Dio, che se si ascolta col cuore, come dice il Signore per bocca di Isaia: “Non ritornerà a Me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Is 55, 11).  


Durante il Rito di Ammissione, i cinque candidati sono apparsi visibilmente commossi e tutti, con il loro comportamento, ci hanno dimostrato quanto fosse grande la loro gioia ed il loro desiderio di entrare in comunione con Dio e con i Fratelli, nella piena  consapevolezza che “un membro OCDS deve essere in grado di costruire la comunità, testimoniando con una vita evangelica, la sua capacità di voler bene  a tutti.                       
Al termine della cerimonia, ci siamo ritrovati tutti in una sala del convento, per salutare i nuovi Ammessi, congratularci con loro e vivere insieme un momento di pura gioia fraterna, assaporando i gustosi dolci e  altre buone cose preparate.
Sia sempre LODE , ONORE e GRAZIA a Dio, alla B. V. Maria ed a tutta la Corte Celeste .
Caprarola,  24 / 10 / 2015

                                                             Maria Teresa Cristofori

mercoledì 4 marzo 2015

LA PREGHIERA CONTEMPLATIVA NELLA CHIESA E NEL CARMELO

                                                

Nel corso dei secoli l’Ordine Carmelitano ha sempre rappresentato, in seno alla Chiesa, un costante richiamo alla vita di preghiera, essendo l’ORAZIONE il carisma caratterizzante e specifico di tale famiglia religiosa. Oggi sentiamo spesso parlare di preghiera, quasi fosse un’usanza tornata di moda e, specialmente i gruppi di recente formazione, si sentono innovatori in tale campo ed offrono i loro bravi suggerimenti. Si autodefiniscono “Maestri di Preghiera”, stampano programmazioni, schemi dettagliati, piste da seguire, ma nell’impatto con la realtà, risultano davvero pochi  coloro che intendono seriamente perseverare e trasformarsi in “preghiera vivente”: è molto più facile, infatti, discutere e parlare di preghiera, che vivere quotidianamente di preghiera. Dobbiamo prendere coscienza che la disponibilità alla preghiera, nasce da una chiamata percepita nell’angolo più profondo del nostro spirito, che ci svela tutta la verità di quanto afferma l’Apostolo Paolo e cioè che DIO, in Cristo Gesù, “ci ha scelti prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, santi e immacolati nell’amore” (Ef 1, 4).    
Una tale scelta da parte di Dio, ci aiuta a comprendere quanto elevata sia la predestinazione riservata ad  ogni uomo che, solo in tale ottica, può riuscire a realizzare pienamente se stesso. Il Concilio Vaticano II ha messo più volte in risalto l’universale chiamata alla santità ed al n° 19 della “Gaudium et Spes”, evidenzia chiaramente che: “L’aspetto più sublime della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l’uomo è invitato al dialogo con Dio”. La Chiesa infatti, sin dalle origini, ha recepito tutto questo e, seguendo le indicazioni dei suoi più autorevoli Padri, alla “necessaria Catechesi” per i catecumeni, faceva seguire per gli iniziati, cioè per i cristiani maturi e già illuminati, una “Catechesi Mistagogica”, che consentisse ai fedeli di accostarsi degnamente al santificante, vivificante e trasformante MISTERO DIVINO, reso accessibile agli uomini per Grazia, tramite l’Incarnazione del Verbo Gesù Cristo nostro Signore il quale, per amore,” si è fatto quello che noi siamo, al fine di innalzare noi a quello che Egli è” (Sant’Ireneo). Nell’epoca attuale la “catechesi mistagogica”, intesa come iniziazione ai misteri della fede che favorisca la comunione con Dio, è stata abbandonata, cosicché, a poco a poco, il senso del sacro si è attenuato nelle coscienze e l’uomo moderno va costruendosi sempre più un Dio a sua immagine e somiglianza, che poco o nulla ha in comune con il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, con il Dio che parlò a Mosè sul Sinai, ai Profeti, ad Elia sull’Oreb. I Padri della Chiesa, avevano molto a cuore l’approccio al Divino e si accostavano con tremore al Signore, percependo la sua infinità e l’indicibile sua potenza e bellezza, come ci viene, così, testimoniato da queste parole di San Gregorio il Teologo: “Un brivido mi prende la lingua, lo spirito e la mente, quando io parlo con Dio e mi auguro che voi sperimentiate questa medesima lodevole e beata impressione” (Oratio 39).  Oggi più che mai è importante tornare ad una spiritualità di “mistagogia”, cioè di formazione mistica che accosti al mistero di Dio, per poter acquisire la capacità di lasciarsi prendere da Lui e disporsi ad accogliere in dono quell’intelligenza penetrante, quella vera sapienza necessaria per giungere al ”disvelamento” della sua divina PRESENZA.  Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”, ha evidenziato la necessità di curare l’iniziazione mistagogica nell’esperienza formativa e lamenta che ”Molti manuali e molte pianificazioni non si sono ancora lasciati interpellare dalla necessità di un rinnovamento mistagogico”(EG  166). Aprirsi al mistero di Dio suscita nell’uomo un atteggiamento di adorante preghiera, che fa insorgere nel suo animo il desiderio di instaurare una vera e propria relazione con Lui.  Presupposto indispensabile per disporsi seriamente a seguire un itinerario di autentica preghiera contemplativa, è innanzi tutto la CONVERSIONE, il cui indispensabile avamposto è la purificazione del cuore. La verginità del cuore si consegue attraverso un ritorno fedele a Cristo, che ci invita a convertirci ed a credere  al VANGELO, cioè a Lui, come rivelatore dell’amore del Padre. E’ in Lui, Alfa ed Omega della divina Rivelazione, che ci viene consentito di stabilire un contatto personale con Dio e di sperimentare, così, la sublimità di un rapporto, scaturito da un’efficace sintonia tra il naturale ed il soprannaturale.            
 I Santi Carmelitani, discendenti del Profeta Elia, difensore del primato di  Dio, si sono sempre nutriti di orazione contemplativa e, “chiamati a vivere nell’ossequio di Gesù Cristo e a Lui servire fedelmente con cuore puro e buona coscienza”  (Regola di S. Alberto), abitualmente si esponevano ai raggi della Luce divina, traendone uno splendore permanente. 
 S. Teresa di Gesù e S. Giovanni della Croce, entrambi Dottori della Chiesa e Maestri di vita spirituale, vengono considerati dei grandi “mistici” proprio a motivo delle loro esaltanti esperienze interiori. Essi meritano l’appellativo di “mistagoghi”, perché hanno saputo trasmettere nella loro vita e nei loro scritti, ciò che hanno vissuto nella loro perseverante ”orazione contemplativa”, indicando agli altri la via da seguire per giungere, con serenità, all’intimità divina . Sul loro esempio tanti Santi Carmelitani, come Teresa di Gesù Bambino, Elisabetta della Trinità, Edith Stein, contemplando il Signore nella preghiera, hanno scoperto la bellezza, la gioia e la  poesia dell’esistenza, nell’ineffabilità del loro incontro con Dio.  
Maria Teresa Cristofori ocds

mercoledì 4 febbraio 2015

Visita alla fraternità di Terni


IL CONSIGLIO PROVINCIALE OCDS  DEL TERRITORIO ROMANO IN VISITA ALLA FRATERNITÀ DI TERNI

 Sabato 31 gennaio, il Consiglio Provinciale OCDS del Territorio Romano – alla luce del nuovo ruolo di delegati assunto dai Consiglieri Provinciali -  ha dato inizio al ciclo di visite programmate, per l’anno in corso, nelle Fraternità Secolari del Territorio medesimo.

La prima a essere visitata è stata la Fraternità Secolare di Terni, che ha accolto con calore la Presidente Angela Parisi, accompagnata dall’Assistente Religioso Provinciale P. Orlando Pietrobono e dalle Consigliere Mariagrazia Graniti (delegata per la Fraternità di Terni) e  Laura Isotton. La Consigliera Filomena Corsetti, impossibilitata a intervenire, si è resa spiritualmente presente accompagnando il Consiglio con la preghiera. 

L’incontro, svoltosi in un clima di confidenza e familiarità, si è rivelato estremamente fruttuoso ai fini di una reciproca conoscenza e dell’avvio di una sincera e profonda collaborazione tra i membri della Fraternità e il Consiglio Provinciale, il quale - secondo lo spirito di Teresa – ha manifestato il proprio desiderio di divenire “andariego”  per farsi più vicino e attento alle necessità delle Fraternità e trasmettere con sempre maggior forza quello spirito di profonda comunione e famiglia che deve contraddistinguere il Carmelo Secolare, sia tra i propri membri che tra questi e il resto della Famiglia Carmelitana.

È alla luce di questo profondo desiderio di essere sempre più famiglia che la giornata ha dato spazio a momenti di condivisione spirituale e di festa con i Padri della Comunità di S. Valentino, prima mediante la S. Messa e, a seguire, con l’agape fraterna.  Così come non poteva mancare, a conclusione di questa giornata, l’edificante e gioioso incontro con le nostre monache di Terni, che con la loro semplice e calorosa testimonianza comunicano in modo così ineffabile lo spirito della Santa Madre da lasciare profondamente consolati e edificati quanti le avvicinano.
La giornata è stata accompagnata dal prezioso contributo del nostro Consigliere Religioso P. Orlando, che ha offerto, attraverso pensieri di S. Teresa, importanti spunti di riflessione