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mercoledì 8 aprile 2026

Piccole storie per l'anima

   PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO 
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo


Disse il bambino: "A volte lascio cadere il cucchiaio"
Disse il vecchio: "Succede spesso anche a me"
Il bambino sussurrò: "Ho bagnato i pantaloni"
"Lo faccio anch'io", sorrise il vecchietto
Disse il bambino: " Io piango spesso"
Il vecchio annuì: "Anch'io"
"Ma la cosa peggiore di tutte", disse il bambino,
"è che nessuno presta attenzione a me"
In quel momento sentì il calore di una vecchia
mano rugosa sulla sua manina paffuta.
"So cosa vuol dire", disse il vecchietto.

Dall'inizio alla fine, la vita è fragile…


"Quale gioia pensare che il buon Dio è giusto,
cioè tiene conto delle nostre debolezze,
che conosce perfettamente la fragilità della nostra natura
."
(S. Teresa di Gesù Bambino)

mercoledì 25 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Elia era un uomo semplice. Faceva il calzolaio in un piccolo paese.
Un giorno, vide tornare Miriam, la donna che aveva amato e che lo aveva lasciato per inseguire sogni più grandi.
Era cambiata.
Aveva gli occhi stanchi e le mani vuote.
“Perché sei tornata?” chiese Elia, mentre le offriva un bicchiere d’acqua.
“Perché nessuno mi ha mai guardata come mi guardavi tu.”
Elia sorrise. “La porta non è mai stata chiusa.”
Miriam pianse. Non per tristezza, ma per sollievo.
Da quel giorno, ogni sera, Elia le raccontava storie.
E lei imparò che l’amore vero rispetta la libertà dell’altro, non costringe, non manipola, anche se soffre sa aspettare.
E quando ritorna, non chiede spiegazioni.
Solo abbracci


L’amore vero sa aspettare, aspettare a lungo, aspettare fino all’estremo.
Non diventa mai impaziente, non mette fretta a nessuno e non impone nulla.
Conta sui tempi lunghi
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Quando era ancora lontano, suo padre lo vide,
ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
Il figlio gli disse:
«Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
non sono più degno di essere chiamato tuo figlio».
Ma il padre disse ai servi: «
Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare,
mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi.
Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato».
E cominciarono a far festa.
(Vangelo di Marco 7,21)


Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito,
che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
(Vangelo di Luca 15,7)
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"Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini,
per sempre manterrei la stessa fiducia,
poiché io so che questa moltitudine di offese
non è che goccia d’acqua in un braciere ardente".
(S. Teresa di Lisieux)

mercoledì 18 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

"Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore
."
(Osea 2,16)

Marco era un ragazzo timido che parlava poco e teneva i sogni nascosti. Un giorno incontrò Anna, e accanto a lei scoprì di avere parole che non sapeva di possedere. Quando ridevano insieme, Marco si sentiva leggero, come se il mondo fosse più semplice. Anna non gli chiedeva di cambiare, ma il suo sguardo lo faceva diventare più coraggioso. Ogni passeggiata accanto a lei era una nascita nuova, un modo di scoprire se stesso. Non era solo l’affetto per Anna, ma la gioia di chi diventava quando lei era lì. Il tempo sembrava fermarsi, e Marco si accorgeva di essere migliore, più vivo. Anna lo guardava e sorrideva, senza sapere che in quel sorriso lui trovava forza. Così Marco capì che l’amore non era possedere, ma rinascere accanto a qualcuno. E da allora amò Anna non solo per chi era, ma per chi lui diventava con lei.


L’Amore è rinascere accanto a qualcuno.
E se quel qualcuno è Dio, la nostra anima lo ama non solo per chi è,
ma per chi lei diventa con Lui…



L’amore di Dio è salute dell’anima, La quale se priva di un amore perfetto, non ha una salute perfetta rimanendo quindi malata, poiché l’infermità non è altro che mancanza di salute.
In tal modo, quando non possiede alcun grado di amore, l’anima è morta, mentre se ne possiede qualche grado, per quanto minimo, è viva sì, ma è molto delicata e inferma a causa del poco amore che possiede. Quanto più l’amore crescerà, tanto maggiore sarà la salute
di cui ella godrà e perciò, quando avrà un amore perfetto, godrà di una salute perfetta.”
(S. Giovanni della Croce)

mercoledì 11 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO

a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Un uomo al termine della sua giornata densa di impegni, era solito a compiere un gesto quasi a mettere un sigillo a quanto fatto nelle ore precedenti.
Ogni sera, entrava nella sua camera, accendeva una piccola lampada d’olio e la poneva davanti all’icona del Cristo posto in un angolo, rimanendo per qualche minuto in una attenzione amorosa e silenziosa di fronte a quella luce.
Il gesto catturò l'attenzione di tanti suoi amici : “Perché accendi la luce davanti all'icona?” A cosa serve?"
L'uomo rispose: “Perché temo che la luce in me diventi tenebra: se perdo la luce perdo il senso e il significato del mio agire nella vita”
E proseguì: “La lampada del corpo è l’occhio, ma l’occhio si oscura se il cuore si spegne. Chi non custodisce la propria luce con umiltà, fede, speranza e qualche volta con lacrime perde la luce senza accorgersene.”
Gli amici rimasero in silenzio, e qualcuno pianse: improvvisamente presero coscienza che il loro agire nella vita non aveva la luce che dava un senso.
L'uomo concluse dicendo: “Questa luce non è nostra, ma ci è stata affidata. Questa luce non si difende con la forza, ma abbandonandosi al soffio dello Spirito.


La bellezza non è nel viso;
la bellezza è avere una luce nel cuore…

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"Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte,
né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio,
ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa."
(Vangelo di Matteo 5, 14-16)
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"Chi non vuole altra cosa che Dio , non cammina nelle tenebre,
per quanto si veda povero e al buio."
(S. Giovanni della Croce)

mercoledì 4 febbraio 2026

Piccole storie per l'anima

 PENSIERI DEL PASSERO SOLITARIO 
a cura dell'Ocds del Commissariato Lombardo

Ogni mattina, il panettiere del quartiere lasciava una pagnotta sul davanzale della casa accanto.
Non c’era biglietto, né spiegazione.
Solo pane fresco, ancora caldo. La casa era abitata da una donna anziana, sola e silenziosa. Un giorno, il panettiere si ammalò e non uscì. La donna bussò alla sua porta con una zuppa calda e un sorriso.
“Non so chi dei due ha iniziato,” disse lei, “ma questo è il mio turno.”
La gentilezza è così: non fa rumore, non chiede nulla. Passa di mano in mano, come il pane. E quando arriva, sazia più del cibo.
Perché chi riceve, prima o poi, sente il desiderio di donare.


“È dando che si riceve.”

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“L'Amore è la madre di tutte le virtù.
Esso non viene mai meno, e chi lo possiede porta in sé la perfezione della vita cristiana.”
(Commento alla Lettera ai Romani, Origene)
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"Al termine della vita saremo giudicati solo sull'amore."
(S.Giovanni della Croce)

giovedì 6 novembre 2025

Piccole storie per l'anima

 

Nel silenzio di un monastero tra le rocce, viveva il giovane monaco Elia, inquieto nel cuore. Ogni giorno leggeva la Parola di Dio, ma non ne sentiva il peso.

“Perché non mi trasforma?” domandava al vento.
Un anziano gli disse: “La Parola non è un suono, è un sentiero. Non si ascolta, si cammina.” Elia allora smise di cercare emozioni e iniziò a vivere ogni versetto come un passo.
“Ama il prossimo” lo portò a servire il fratello malato.
“Sii umile” lo spinse a lavare i piedi degli ospiti.
La Parola lo guidava come un filo invisibile, intrecciando ogni gesto alla volontà divina. Quando dubitava, non cercava risposte, ma tornava al versetto.
Un giorno, mentre pregava, sentì nel cuore una quiete profonda.
Non era gioia, né tristezza: era pace.
Capì allora che la Parola non lo aveva cambiato in un istante, ma lo aveva portato, passo dopo passo, fino a Dio.


Saranno sempre le nostre azioni a dire chi siamo, non le parole.
Le azioni dicono chi sei, le parole chi credi di essere.

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio
lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
(Vangelo di Giovanni 14,23)


Vivi in pace, allontanando da te le preoccupazioni,
senza darti pensiero di quanto accade;
servirai così a Dio come a Lui piace e ti riposerai in Lui.
(S. Giovanni della Croce)

giovedì 16 ottobre 2025

Piccole storie per l'anima


 Marta viveva una vita normale: lavoro, casa, amici. Ma dentro di sé portava ferite antiche, ricevute quando era bambina. Bastava una parola sbagliata, un gesto distratto, e quelle ferite si riaprivano.

        Non era colpa dell’altro, ma del dolore che ancora abitava in lei. Un giorno, dopo l’ennesimo malinteso, Marta si fermò. Non per accusare, ma per ascoltare. Si guardò dentro e vide quella bambina impaurita, che non aveva mai smesso di aspettare qualcuno che la capisse.             
        Da allora, ogni volta che l’altro toccava una sua fragilità, Marta non reagiva e non scappava. Respirava, parlava, lasciava entrare la luce. E piano piano, quelle ferite non facevano più paura. Diventavano ponti. Verso l’altro. Verso sé stessa.


Signore, quando mi sento fragile, tienimi vicino come si tiene un fiore tra le mani, perché il mio cuore insicuro ha fame di carezze e di tenerezza. Trasforma le mie ferite in finestre dove passa la luce. Dove passi tu.

"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore,
e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero"
(Vangelo di Matteo 11,28-30)

"Sulla terra non bisogna attaccarsi a nulla,
neppure alle cose più semplici e innocenti,
perché ci vengono a mancare quando meno ci si pensa.
Non c'è che l'eterno che ci può contentare."
( S. Teresa di Lisieux)

giovedì 9 ottobre 2025

PICCOLE STORIE PER L' ANIMA


 
C'era una volta un re che aveva una figlia di grande bellezza, straordinaria intelligenza e sensibilità. La principessa soffriva però di una misteriosa malattia. Pur avendo tutto, non era felice. Spesso la tristezza faceva capolino nel suo cuore.
“Hai tutto ciò che una figlia del re può desiderare!” continuava a ricordargli il padre. Ma ciò non faceva che acuire la tristezza nel cuore della principessa. Perché pur avendo tutto non era felice? Aveva bellezza, intelligenza, ricchezza, schiere di spasimanti pronti a qualsiasi cosa per ottenere il suo amore, eppure ciò non bastava a renderla felice.
Molti medici avevano tentato di curarla. ”E’ il mal di vivere”. Sentenziarono.
“Ho il mal di vivere” pensava la principessa. “Ma cosa vuol dire e come posso guarire?” Queste domande senza risposta non facevano che accrescere in lei la tristezza. Un giorno arrivò a corte un vecchio, del quale si diceva che conoscesse il segreto della vita. Tutti si affrettarono a chiedergli di aiutare la principessa a guarirla dalla misteriosa malattia. Il vecchio diede alla fanciulla un cestino di vimini, con un coperchio chiuso, e disse: “Prendilo e abbine cura. Ti guarirà”.
Piena di gioia e attesa, la principessa aprì il coperchio, ma quello che vide la sbalordì dolorosamente. Nel cestino giaceva infatti un bambino, devastato dalla malattia, ancor più miserabile e sofferente di lei. La principessa lasciò crescere la tenerezza e la compassione nel suo cuore.
Nonostante la sua tristezza, decise di mettere in pratica il consiglio del vecchio saggio, prese in braccio il bambino e cominciò a curarlo. Passarono i mesi: la principessa non aveva occhi che per il bambino.
Lo nutriva, lo accarezzava, gli sorrideva. Lo vegliava di notte, gli parlava teneramente. Anche quando tutto questo le costava una fatica intensa e dolorosa. Quasi sette anni dopo, accadde qualcosa di incredibile. Un mattino, il bambino cominciò a sorridere e a camminare.
La principessa lo prese in braccio e cominciò a danzare, ridendo e cantando. Leggera e bellissima come non era più da gran tempo. Piena di stupore , si rese conto che, l’amore con cui aveva curato il bambino, misteriosamente e senza accorgersene, aveva guarito anche lei.


Signore, quando ho fame mandami qualcuno che ha bisogno del cibo;
quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno d’acqua;
quando ho freddo, mandami qualcuno da riscaldare;
quando sono nella sofferenza, mandami qualcuno da consolare;
quando il mio dolore diviene pesante,
dammi il dolore di un altro da condividere;
 quando sono povero, portami qualcuno che è nel bisogno;
 quando non ho tempo, dammi qualcuno da aiutare per un momento;
quando sento il bisogno di essere compreso, dammi qualcuno che ha bisogno della mia comprensione;
quando vorrei che qualcuno si prendesse cura di me, mandami qualcuno di cui prendermi cura;
quando penso troppo a me stesso, rivolgi i miei pensieri ad altri

lunedì 2 giugno 2025

Piccole storie per l'anima



Una buona cristiana si presentò alla porta del Cielo. Era tutta intimorita. San Pietro la ricevette cordialmente. Cercò di rassicurarla, ma le disse serio: «Per entrare in Paradiso, ci vogliono cento punti». La brava donna cominciò a elencare: «Sono stata fedele a mio marito per tutta la vita.
Ho educato cristianamente i miei figli; non ci sono riuscita tanto, ma ho fatto tutto quel che ho potuto. Sono stata catechista per ventidue anni. Ho fatto volontariato per le Missioni e ho dato una mano alla Caritas. Ho cercato sempre di sopportare le persone che mi stavano accanto, soprattutto il parroco e i miei vicini di casa ... ». Quando si fermò a tirare il fiato, San Pietro le disse: «Due punti e mezzo». Per la donna fu un pugno nello stomaco. Allora riprovò: «E. .. Ah sì! Ho assistito i miei vecchi genitori. Ho perdonato a mia sorella che mi faceva la guerra per via dell'eredità ... E. .. Ecco! Non ho mai saltato una Messa la domenica, eccetto che per la nascita dei miei figli. Ho anche partecipato a dei ritiri e alle conferenze quaresimali... Ho recitato sempre le preghiere ... E il rosario nel mese di maggio ... ». San Pietro le disse: «Siamo a tre punti».
La donna si demoralizzò. Come poteva arrivare a cento punti? Aveva detto l'essenziale e le riusciva difficile trovare ancora qualcosa. Con le lacrime agli occhi e la voce tremante, disse: "Se è così, posso contare solo sulla misericordia di Dio!..."
"Cento punti! Prego, si accomodi, la stavamo aspettando!" esclamò San Pietro…

🌹Anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, col cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, poiché so quanto egli ami il figliol prodigo che ritorna a lui. (Santa Teresa di Lisieux).