domenica 15 marzo 2026

Cristo nella nostra vita: il convegno della Provincia Veneta

GRAZIE, SIGNORE, GRAZIE! Grazie per quello che abbiamo ricevuto da questo Convegno Provinciale! Grazie per la conferma della validità del cammino intrapreso, grazie per l’entusiasmo col quale siamo tornati a casa! Grazie del dono di P. Miguel, nostro Padre Generale!

Grazie, Signore, per aver parlato ai nostri cuori, per averci sedotto con la Parola, con l’esempio di S. Teresa, con i doni dell’esperienza dei nostri fratelli, con le parole infuocate di P. Miguel.

Non ci ardeva forse il cuore? Ora desideriamo stare da soli a soli con Te, servirTi nei nostri fratelli, seguirTi nel Tuo progetto, farci Tuoi servi.

 


Riavvolgiamo il nastro:

Sabato pomeriggio 7 marzo 2026 P. Aldo Formentin ci ha fatto riflettere sulla “Centralità di Cristo in Santa Teresa di Gesù”: la Sacra Scrittura in Teresa è diventata vita. Le parole del Vangelo e della Sacra Scrittura in lei sono state accolte in modo esperienziale e questo l’ha preparata a ricevere la rivelazione di Cristo stesso che, come alla Samaritana, anche a lei ha detto: ”Sono io, che parlo con te!” Da quel momento è iniziata la relazione d’amore sponsale di Teresa con Gesù.

E noi a che punto siamo?

Nei lavori di gruppo abbiamo condiviso le Parole di Gesù che ci sono diventate care perché ci aiutano a crescere e a liberarci dai nostri idoli, abbiamo citato i personaggi e gli incontri di Gesù che ci coinvolgono maggiormente e che ci stimolano a vivere in profondità la preghiera quotidiana. Inoltre abbiamo riportato le frasi o gli avvenimenti nella vita di S. Teresa che ci aiutano a testimoniare nel quotidiano la nostra appartenenza al Carmelo.

E’ stato edificante apprendere dalle relazioni dei gruppi, che anche noi ci stiamo facendo plasmare dalle Parole del Vangelo e che ciascuno è attratto da un versetto infuocato che lo trasforma gradualmente e con amore. E’ bellissimo essere consapevoli e condividere la Grazia con la quale il Signore ci riempie ogni giorno. Non si ha bisogno di tanti libri, né di tanti studi. Il Signore è il nostro “libro vivo”.

 

Domenica mattina 8 marzo 2026 dopo la recita delle Lodi, c’è stato il collegamento on line (inizialmente faticoso per disguidi tecnici) col Preposito Generale dell’Ordine, Padre Miguel Marquez Calle. Con gioia ha accettato di parlarci di come l’aver messo Cristo al centro della sua vita, è stato e rimane fonte e motore di tutto quel che è e che fa.

Credo che nessuno di noi abbia perso nemmeno una virgola di quello che ci ha donato perché parlava col cuore di sé, della sua esperienza, come un fratello, sinceramente e ci ha ingolosito, entusiasmato, motivato! Anche noi possiamo seguire il suo cammino, anzi è lo stesso che vogliamo fare anche noi…

 

Ha toccato quattro punti che lui stesso sperimenta e vive:

a.   a.  Ci siamo radunati intorno ad un pozzo, lasciamoci sedurre da Cristo ogni giorno come Geremia e come la Maddalena. Guardiamo a Lui e mettiamoLo al centro come motore del nostro apostolato.
b.     Con Lui l’impossibile si fa possibile; non pensiamo mai di dover essere noi, col nostro individualismo a dover e poter risolvere i problemi. “Va’ dietro a Me…!” Solo seguendo Lui possiamo realizzare quello che Lui vuole: impossibile a me, ma possibile a Lui. (Ci ha raccontato come lui stesso sta sperimentando che, mettendosi “dietro” e non “davanti” a Gesù, si realizza l’impossibile).
c.       

Il Presente è sempre fecondo secondo le intenzioni e la volontà di Dio. Il presente, anche il più negativo e spaventoso, nasconde sempre un principio inaspettato di positività e di utilità da scoprire. Quando si è deboli, allora Gesù si fa visibile. Noi pensiamo che Lui non è con noi quando ci sentiamo deboli e poveri. No! Lui è con me. Non mettere i tuoi limiti dove io non penso ci siano: lascia passare Lui attraverso di te anche se tu ti senti povero/a.” Il Signore non guarda i tuoi limiti, ma dove vuole arrivare per mezzo di te. Lui è morto per noi quando eravamo peccatori, questo vuol dire che ci ama più di quel che pensiamo.
d.     Gesù ci invita ad un esodo obbediente e permanente: ci prende per mano e ci dice: “Vieni con me, accompagnami. Non è nei tuoi piani di oggi? Segui il mio programma!” Gesù ci invita sempre a metterci in cammino secondo il suo progetto. P. Márquez ricorda quanto il Signore disse a Santa Teresa di Gesù: “Tu fa’ quello che puoi. Per il resto lascia fare a me, senza inquietarti. … Lo Spirito Santo ti ama!” (Favori celesti n.13)

"La scoperta più bella che si può fare nella sequela di Cristo è accorgersi che Lui sta cercando proprio me perché si è innamorato di me. Questo è il segreto dei mistici!"
(E’ il segreto anche di P. Miguel! n.d.r.) Ma perché ci risulta così difficile farci amare? Perché siamo troppo feriti. Tutti abbiamo una ferita: ci avevano detto: Ti amo e dopo ci hanno abbandonato! Non ci fidiamo più. Nella Comunità si dovrebbe fare l’esperienza dell’Amore di Dio: la comunità serve per ricordarci che noi siamo degni, che la nostra vita è importante, che noi siamo degni di essere guardati con un Amore così grande!

“Chi ci separerà? L’angoscia, la tribolazione, la persecuzione, la fame, la nudità, la persecuzione, i pericoli, la spada?” Ecco, proprio nella profondità dell’angoscia, della tribolazione c’è Cristo, quello è il terreno dell’alleanza e del matrimonio spirituale con Cristo! Questo è testimoniato da Paolo, ma anche da S. Giovanni della Croce che nel carcere di Toledo ha fatto esperienza di Amore. Egli si è arreso all’Amore di Gesù. S. Giovanni inizia il Cantico Spirituale col grido: “Dove ti sei nascosto?” e se lo leggessimo al contrario? Pensando -cioè - che a fare la stessa domanda è Cristo a ciascuno di noi: “Dove ti sei nascosto? Sono io che ti sto cercando, sono io che sono ferito, sono io che ti cerco e non ti trovo, perché tu sei in mille cose! Da tutta la tua vita ti sto guardando con un Amore che tu non puoi immaginare!” (Il presente è sempre fecondo se ci si fa trovare da Dio)

Padre Miguel ci ha invitato a tornare alla preghiera, quel “frequente intrattenimento d’Amore con Colui che sappiamo ci ama”. Il nostro cuore sa che il Signore ci ama e ascoltiamolo mentre dice anche a noi, come a Gesù: “Tu sei il mio figlio amato, il prediletto!” E Gesù gli si rivolge chiamandolo: “Abbà”. Facciamo questa esperienza di un Amore che era prima di noi e che sarà dopo di noi. Questa è la nostra esperienza di carmelitani. C 32,6: “Dio ci ama con l’Amore che ha per se stesso, noi siamo dentro di Lui. Ci ama dentro di sé, non fuori di sé.”

Non possiamo dire Cristo senza Comunità. Cristo è autentico se è esperienza che si fa sacramento nella comunità, camminando insieme. Cristo si fa in noi e ci fa canali di Cristo per gli altri, se rinunciamo al nostro protagonismo. (Gesù ci invita ad un esodo obbediente e permanente) C’è urgente bisogno di ricreare la comunità con la comunione e dobbiamo svuotare le nostre mani e meravigliarci ogni giorno della novità di ciascuno.>>

“Benedetto l’uomo che confida nel Signore* e il Signore è sua fiducia. (Ger 17,7)

 

                                                                                                                 Nella