Preghiamo insieme la nostra Madre e Sorella

La bellissima statua della Chiesa di S. Teresa a Torre del Greco (Napoli)
Pubblichiamo i testi inviataci da María del Pilar de la Iglesia OCDS. E' la novena (clicca qui) alla Vergine del Carmelo. Ecco cosa ci scrive la sorella dell'Ocds.


L’Ordine celebra ogni anno al 16 luglio, la Commemorazione solenne della Vergine Maria, come rendimento di grazie per i benefici ricevuti nel corso della sua storia. Questa celebrazione non è un fatto isolato nella vita liturgica dei carmelitani.
L’Ordine del Carmelo celebra le ricorrenze mariane della Chiesa (Avvento, Natale, feste e solennità mariane). Però i carmelitani aggiungono una speciale liturgia mariana, che ha questa frequenza:
·         Giornaliera, con la «memoria quotidiana» della Vergine nella Preghiera eucaristica, e l’antifona mariana dopo Compieta. In diverse comunità si recita l’Angelus varie volte al giorno. Il santo Rosario, in alcune comunità è recitato individualmente, in altre comunitariamente.
·         Settimanale, al sabato a Lei consacrato, vissuto in sua lode, si concentra nell’Eucaristia e nella Liturgia di Santa Maria in sabato (quando è possibile), in forma più discreta quando la liturgia non lo consente, e con il canto solenne della Salve Regina, atto liturgico proprio nel quale, come «fratelli», la invochiamo come appartenenti alla sua famiglia.
·         Annuale, la solennità annuale viene ad essere il culmine, il ricordo più forte che ci unisce in azioni di grazie e di riconoscenza verso la Patrona dell’Ordine. Questa festa del 16 luglio viene a essere, pertanto, la sintesi della nostra liturgia, la meta del nostro cammino carmelitano, con Lei e uniti a Lei. Si potrebbe dire che la solennità annuale di Maria nell’Ordine del Carmelo porta una analogia con le solennità di Natale e Pasqua, dato che per poterla assimilare profondamente, si prolunga il suo ricordo fino ad otto giorni dopo, al 23 luglio, giorno in cui si celebra la memoria di (Santa Maria della Divina Grazia)[1].
La solennità del 16 luglio è per l’Ordine, la festa principale del calendario liturgico proprio e della sua consacrazione mariana, così come la Pasqua annuale lo è della nostra vita cristiana.

La liturgia attualizza la donazione di Maria come Madre

La Liturgia attualizza il mistero che celebra. La Chiesa ha voluto che la liturgia dell’Ordine, nella sua principale solennità mariana, attualizzi l’«oggi» del testamento di Cristo sulla Croce: «ecco tuo Figlio»; «ecco tua Madre». È dire, il contenuto salvifico che attualizza la liturgia del giorno per l’Ordine è la maternità mariana su tutti i fratelli di Gesù, e ciò è espresso nelle due antifone del Magnificat dei Secondi Vespri: «Oggi la Vergine Maria ci è data come Madre. Oggi ha steso su di noi la sua misericordia. Oggi il Carmelo, illuminato da così grande solennità della Vergine, gode di immensa gioia» (Antifona Magnificat 1).
La seconda antifona del Magnificat dei secondi Vespri «Oggi è onorata la Vergine Maria, madre e splendore del Carmelo. Oggi i suoi figli amati ne ricordano i benefici. Oggi la Stella del mare brilla dinanzi a loro quale segno di sicura speranza e di consolazione» ricorda l’obiettivo principale di questa commemorazione solenne, ringraziare e cantare le misericordie di Maria per i figli del suo amore che sono i carmelitani.
Così si rende a Maria non solo azione di grazie per la sua protezione sopra l’Ordine, ma soprattutto si realizza il rinnovamento, il ricordo, la memoria, l’attualizzazione della sua maternità sopra i fratelli di Gesù e, per mezzo di Gesù, anche sopra i fratelli dell’Ordine. Poiché è Madre di Dio, Madre di tutti gli uomini, lo è anche di tutti i membri della famiglia del Carmelo[2].

Con la liturgia cantiamo la bellezza di Maria

La via della bellezza, è una delle forme tradizionali della quale si avvale la Liturgia, per elevarsi a Dio, però anche per parlar di Maria, «la piena di grazia». Il servo di Dio Bartolomeo Xiberta, con un suo scritto ci invita a contemplare la bellezza di Maria nella liturgia: «La festa del 16 luglio non è una semplice festa, è molto di più. È il giorno più bello dell’anno, quello che più assomiglia al giorno senza notte del Cielo: Metterci in intimità con Maria sotto la sua bianca cappa e camminare contemplando la bellezza infinita di Dio, della quale è un riflesso la Nostra Santissima Madre. […] Realmente è sempre nuova la contemplazione della nostra Santissima Madre, tanto bella in sé medesima, tanto bella nelle sue misericordie»[3].
La liturgia solenne della Vergine Maria del Monte Carmelo, esalta la bellezza della Madre del Signore, attraverso un testo di Isaia: «Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saròn. Essi vedranno la gloria del Signore e la magnificenza del nostro Dio» (Lettura breve delle Lodi).
Nelle antifone il carmelitano si rallegra di avere una tale Madre e Patrona: «A lei è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saròn»; «Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d’Israele, tu splendido onore del nostro popolo»!
Allo stesso tempo il carmelitano ricorda con gioia la missione che Dio ha dato a Maria e come, con diligenza e fedeltà, lei l’ha compiuta: «Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la osservano. Maria serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».
Davanti a sì grandi meraviglie che Dio ha operato in Maria, per la nostra salvezza, il carmelitano non può che esclamare ammirato: «Di te si dicono cose stupende, Maria, città di Dio! Il Signore posa le tue fondamenta sui monti santi». «Maria, tutta bella, in te la nostra gioia. Ti innalzi sul Carmelo. Maria, tutta bella, in te la nostra gioia». «Sei soprattutto madre ammirabile, o Maria, e degna della perenne memoria dei figli». «Tu gioisci ed esulti per i tuoi fratelli, perché in te saranno benedetti e saranno radunati presso di te dal Signore».
I suoi figli acclamano la loro Madre e Patrona: «Rallegrati, Maria, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu tra le donne» Ad essi Maria risponde, con la Scrittura: «Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio. Mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia».

Con la Liturgia supplichiamo l’aiuto di Maria

Nelle preghiere della Liturgia, l’Ordine supplica il Padre (Primi Vespri) e Gesù Cristo (Lodi e Secondi Vespri), perché conceda ai carmelitani la grazia di vivere il carisma, che consiste in una vita di unione con Maria. Inoltre i carmelitani supplicano affinché le loro preghiere siano accolte favorevolmente, per la mediazione di Maria, poiché l’ha data loro per Madre, e perché nei carmelitani possano veder riflessa Maria, oggetto delle loro compiacenze.
Si chiede al Padre e a Gesù Cristo: «concedi ai carmelitani la grazia di servire Maria e di vivere con Lei al seguito di Gesù»; «fa’ che quanti si sono a Lei consacrati ardano di desiderio per la salvezza degli uomini»; «fa’ che uniti nella preghiera con Maria siano un cuor solo e un’anima sola»; «fa’ che l’Ordine si rinnovi continuamente con la forza dello Spirito»; «rendici nel tuo servizio poveri di spirito e puri di cuore come Maria»; «concedi a tutti i carmelitani che, fedeli nell’imitazione della loro Madre, sappiano ascoltare e proclamare la tua parola»; «fa’ che riproduciamo la vera immagine della nostra Madre, imitando la sua carità»; «fa’ che, imitando Maria, […] meritiamo di tenerti come nostra unica ricchezza»; «concedici, sull’esempio della Vergine Immacolata, di amare la purezza del cuore per giungere alla contemplazione di Dio»; «fa’ che pellegrini nella notte oscura della fede, camminiamo per mano a Maria, la benedetta perché credette»; «insegnaci a pregare con Maria e a meditare, come lei, la tua parola, per annunciarla ai nostri fratelli»; «fa’ che ogni giorno conosciamo meglio Maria, Madre di grazia, e che l’accogliamo nella nostra casa, in modo che possiamo godere della nostra intimità con lei»; «per giungere, con il suo aiuto, alla ineffabile esperienza del tuo amore»; «concedi a tutti i fedeli che si sono consacrati al servizio di Maria, tua Madre, la gioia di contemplarti eternamente nel cielo» o «contemplarti quanto prima nel cielo».
L’eminente teologo e servo di Dio Bartolomeo Xiberta, oltre le preghiere che si dirigeranno a Dio per mezzo di Maria nella liturgia, invita a pregare per l’Ordine, perché questo sia gradito alla Vergine Maria, perché se Lei è contenta del suo Ordine, tiene nelle sue mani tutti i tesori di Dio[4]. Per questo diceva alle monache carmelitane: «Quel giorno preghino la Nostra Santissima Madre per l’Ordine; credo sia anche il giorno in cui Ella faccia i suoi piani di protezione per tutto l’anno»[5]. Tutto questo richiesto con confidenza: «Sotto la tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche che ti rivolgiamo nelle nostre necessità. Santa Madre di Dio» (Responsorio delle Lodi).

Nella Liturgia siamo invitati ad andare con Maria al Monte Santo

Si implora la Vergine Madre: «Attiraci, Maria, fino alla cima del Carmelo, che è Cristo, vita del cielo» e si insiste: «Attiraci a te, Vergine Immacolata; correremo dietro il profumo delle tue virtù».
Al che Maria risponde: «Venite, figli, ascoltatemi; venite, saliamo al monte del Signore. Chi mi ascolta non si vergognerà; Io sono la madre dell’amore puro e della santa speranza. In me dimora tutta la grazia del cammino e della verità. Figli miei, ascoltatemi: Benedetti quelli che seguono le mie vie; ascoltate l’istruzione, non rifiutate la sapienza. Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando alla mia porta ogni giorno, a custodia degli stipiti della mia porta. Chi mi raggiunge, raggiunge la vita. Io come vite ho prodotto splendidi germogli e i miei fiori danno frutti di gloria e ricchezza. Io sono la madre del bell'amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza. In me sta tutta la grazia del cammino e della verità, in me solo speranza di vita e di virtù. Vi condurrò al mio monte santo; vi rallegrerò nella mia casa di preghiera. Vi conduco nella terra del Carmelo. Perché gustiate i suoi migliori frutti».
Davanti a tanta magnanimità l’Ordine del Carmelo, rallegrandosi per «le misericordie di Maria», può solo dire: «Acclamiamo al Signore, ricordando i benefici della Vergine Maria, Madre del Carmelo».
Possiamo dire con il P. Xiberta, «l’Ufficio liturgico della festa, così sommamente bello; ufficio che la Chiesa ci ha preparato perché conosciamo i sentimenti che la Nostra Santissima Madre nutre verso di noi, sentimenti che viviamo nel Carmelo, così come quelli che noi dobbiamo nutrire verso Maria»[6]
Quanto importante è onorare Maria nella Liturgia con un amore veramente filiale vissuto giorno per giorno. A sua volta riconoscere e darle il posto che le appartiene nell’Ordine che Dio le ha dato come sua propria eredità, della quale è vera priora, se lo facciamo, Lei non cesserà di presentare le nostre preghiere davanti a Gesù Cristo, in modo che siano profondamente gradite a Dio e feconde per il bene dello stesso Ordine, della Chiesa e dell’umanità. Questo è illustrato anche nella vita di Santa Teresa di Gesù. Quando nel 1571 fu nominata priora all’Incarnazione, pose sulla sedia priorale una statua della Vergine Santissima e in quella della sottopriora una statua di San Giuseppe. Teresa non smetteva di dire che la Vergine era la vera priora e lei solo la sua vicaria, e per questo, per tenere la stessa Madre di Dio come priora, non la stupivano gli eccellenti risultati di quel priorato. Poco dopo apparve la Vergine Santissima a santa Teresa e le confermò che questo era il posto che le apparteneva, «Hai fatto bene a pormi qui; io sarò presente alle lodi che s’innalzeranno a mio Figlio e gliele presenterò» (Rel 25)
Certamente nella bellissima liturgia della Solennità di Nostra Signora del Carmelo, come ci dirà Manuel Diego Sánchez: «Spirito, poesia, vita, lavoro, apostolato, tutto confluisce in questa visione liturgica della Vergine da parte del suo Ordine, che qui si sente riflessa nel suo essere e agire. In una parola, il proprio carisma fatto preghiera. Per questo, da quella richiesta della colletta (“che giungiamo fino alla cima del monte della perfezione che è Cristo”), la Vergine Maria assume e riassume, rappresenta perfettamente le componenti e i migliori elementi della spiritualità carmelitana»[7].
Noi diciamo «Che grazia è averla per Madre e per Sorella!!! Molti si dicono figli suoi; però, fratelli di Maria, nessuno ha il coraggio di chiamarla in questo modo; solo noi, i carmelitani. È poter chiamare Maria non solamente Madre, ma anche Sorella –la Sorella maggiore – perfino amica – che amica!!... Come fosse a tu per tu»[8]. Per questo sgorga dal cuore del più grande dei carmelitani, La Canzone dell’anima innamorata. In questa preghiera San Giovanni della Croce, riflette questa connivenza tra Maria e l’Ordine, poiché lo fa esclamare: «Miei sono i cieli e mia è la terra… e la Madre di Dio e tutte le cose sono mie…» «Così, con tanta libertà e familiarità, si celebra e si prega Maria nel Carmelo»[9].

María del Pilar de la Iglesia OCDS      
Barcellona, 7 luglio 2017


[1] Cf. M. D. Sánchez Santa María del Monte Carmelo y de la vida interior, 123
[2] Cf. M. D. Sánchez, Santa María del Monte Carmelo y de la vida interior, 134-135.
[3] B. Xiberta, Fragmentos doctrinales, Barcellona 1976, 352-357).
[4] B. Xiberta, Fragmentos doctrinales, 354.
[5] B.  Xiberta, Fragmentos doctrinales, 357.
[6] B. Xiberta, Fragmentos doctrinales, 353.
[7] M. D. Sánchez “Santa María del Monte Carmelo y de la vida interior”, 135.
[8] B. Xiberta, Fragmentos doctrinales, 355.
[9] M. D. Sánchez “Santa María del Monte Carmelo y de la vida interior”, 136.





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