Alle ore 10.10, di sabato 26 settembre Papa Leone XIV è arrivato in auto nel cortile dell’Institut Catholique de Paris dove è stato accolto da S.Em. Card. Jean-Marc Aveline, Arcivescovo Metropolita di Marsiglia e Presidente della Conferenza Episcopale Francese, dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, S.E. Mons. Laurent Ulrich, dal Rettore dell’Istituto, Rev. Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes.Il Papa, impegnato nel viaggio apostolico in Francia e nella visita all'UNESCO, ha vissuto un momemto di preghiera nella Chiesa di San Giuseppe dei Carmelitani.
Ha un significato particolare per papa Leone questa tappa: la chiesa dal 1611 al 1792 era annessa al convento dei Carmelitani Scalzi di Parigi in cui visse frate Lorenzo della Resurrezione (1614-1691), di cui il Santo Padre aveva rivelato di aver letto "La pratica dell'esercizio della presenza di Dio". Il piccolo frate carmelitano divenne uno dei suoi mentori spirituali.
Desiderando includere in questa visita i religiosi dell'Ordine a cui apparteneva frate Lorenzo, il Rettore dell'Istituto Cattolico di Parigi ha invitato il Superiore Provinciale dei Carmelitani Scalzi di Parigi, frate Antoine-Marie Leduc, a partecipare all'incontro. Era accompagnato da una delegazione della Provincia di Parigi, alla presenza del Superiore Generale dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, padre Miguel Marquez Calle.
Fratel Antoine-Marie Leduc ha donato al Santo Padre un'edizione originale di "Mani e conversazioni" (1694) di Fratel Lorenzo, proveniente dalla biblioteca carmelitana di Parigi, opera contenente anche l'opera di fra Lorenzo della Resurrezione.
Dopo la morte di Fratel Lorenzo, avvenuta il 12 febbraio 1691, i suoi scritti spirituali, insieme a resoconti di prima mano di un suo amico, furono pubblicati in due volumi da quest'ultimo, l'abate Joseph de Beaufort. Il primo di questi volumi, pubblicato nel 1692, contiene "Massime spirituali", sedici lettere e una biografia intitolata "In lode di Fratel Lorenzo della Resurrezione".
Il secondo volume di questa prima edizione francese degli scritti spirituali di Fratel Lorenzo fu pubblicato nel 1694. Comprende un altro profilo biografico, intitolato "La vita di Fratel Lorenzo della Resurrezione", quattro "Conversazioni" tra Joseph de Beaufort e Fratel Lorenzo, e una raccolta di testi spirituali, tratti dalle "Lettere" e dalle "Massime", intitolata "La pratica dell'esercizio della presenza di Dio".
È con questo titolo, "La pratica della presenza di Dio", che gli scritti spirituali completi di Fratel Lorenzo sono giunti fino a noi e vengono solitamente citati. È questo il titolo che il Santo Padre ha spontaneamente citato il 2 dicembre 2025, parlando degli scritti di Fratel Lorenzo della Resurrezione.
I Carmelitani Scalzi di Parigi gioiscono perché, per mezzo della voce di Papa Leone XIV, il messaggio spirituale di Fratel Lorenzo della Resurrezione viene presentato a tutta la Chiesa e perché questo umile religioso viene proposto come guida spirituale a tutti i fedeli. È davvero straordinario che la vita e il messaggio di un semplice fratello laico del XVII secolo accompagnino e sostengano il Pastore Universale della Chiesa, così come tanti altri cristiani, oggi.In questo vediamo una bellissima parabola della missione affidata alla vita contemplativa: essere umilmente e silenziosamente al servizio dell'intero Corpo della Chiesa. «Nel Cuore della Chiesa, Madre mia, sarò Amore… così sarò tutto» (Santa Teresa di Lisieux, Ms B f°3v°). Per tutti coloro che combattono la battaglia della Fede e il servizio di preghiera per la Chiesa e per i nostri fratelli e sorelle in umanità nella segretezza dei chiostri, questo è un incoraggiamento e una consolazione. Infatti, come spiega Santa Teresa di Lisieux, la preghiera è il lievito che trasforma il mondo dall'interno: «Uno studioso disse: “Datemi una leva, un punto d'appoggio, e solleverò il mondo”. Ciò che Archimede non poté ottenere, perché la sua richiesta non era rivolta a Dio ma era fatta solo da un punto di vista materiale, i Santi lo ottennero nella sua pienezza. L'Onnipotente diede loro come punto d'appoggio: Se stesso e solo Lui, come leva: la preghiera, che accende con un fuoco d'amore, e così essi mossero il mondo, così i Santi ancora attivi nel loro ministero lo muovono, e così, fino alla fine del mondo, anche i Santi a venire lo muoveranno» (Manoscritto C f 36).

