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martedì 10 giugno 2025

Scuola di formazione: La docibilità come disposizione permanente ad imparare

Penultimo intervento della tavola rotonda dello scorso 30 maggio p quello della presidente ocds del Commissariato della Lombardia  Rosa Maria Pellegrino sul tema della "Docibilità come disposizione permanente ad imparare".

"Come vivo il senso di appartenenza e corresponsabilità nell’OCDS" "La docibilità  come disposizione permanente ad imparare"

Nel mio appartenere all’OCDS ho considerato  due termini: “Docibilità – docilità che spesso si confondono perché hanno la stessa radice. 

P. Aldo  nel primo incontro mi ha rinfrescato la memoria, ha riportato alla luce la bellezza e la serietà della  vocazione. Mi sono interrogata sulla fedeltà all’Alleanza /Promessa dopo 24 anni di  appartenenza all’Ordine Secolare.  

  Mi sono soffermata sulle  riflessioni di P. Amedeo Cencini  sulla : "La docibilitas" (N.S. della Guardia, 20-21 settembre 2023 )  riguardo alla formazione permanente,  il quale  distingue la  “docibilità “dalla  “docilità”.

La docilità  è il tipico atteggiamento della persona obbediente secondo una certa prospettiva spirituale, mentre la docibilitas  significa “ insegnabilità” , cioè  la disposizione  che  una persona ha ad “essere insegnato” che in italiano non esiste, ma significa che la persona  “ha imparato a imparare” e dunque, in qualsiasi circostanza,  trova il modo di lasciarsi formare dalla realtà, dal contesto che sta vivendo. Dunque la  docilitas è nei confronti di una categoria particolare  di persone superiori”. Ne abbiamo sperimentato in questi giorni con la sanatio, e mi sono interrogata a quale grado di docilitas ho corrisposto.

 P. Amedeo: “la persona docibile è la persona che si abbandona alla realtà in qualche modo per lasciarsi formare. Per lasciarsi mettere in crisi, per lasciarsi educare, per lasciarsi arricchire, per lasciarsi provocare, per lasciarsi prendere a schiaffi, per lasciarsi criticare”. Quanta strada devo ancora percorrere per raggiungere  questa meta.  

Qui è possibile scaricare La docibilità come disposizione permanente ad imparare   nella sua versione integrale

lunedì 9 giugno 2025

Scuola di Formazione: il valore dell'obbedienza per il carmelitano secolare

  Ancora un intervento della tavola rotonda svoltasi lo scorso 30 maggio. Affronta il tema dell'Obbedienza. Relatrice Carla Tenuta presidente della Provincia ocds Veneta:

Vorrei iniziare questa riflessione con le parole del Vangelo di Giovanni della scorsa domenica: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola”. L’obbedienza al Signore si fonda sull’amore: tanto più amiamo il Signore e tanto più osserviamo la sua parola.

Con la Promessa noi carmelitani secolari ci impegniamo a vivere lo spirito dei Consigli evangelici di castità, povertà, obbedienza e delle Beatitudini, “strumenti per valutare noi stessi alla luce di Gesù”. (P. Deneey). In particolare per quanto riguarda la promessa di obbedienza, al n. 15 delle nostre Costituzioni leggiamo: “La promessa di obbedienza ci impegna a vivere aperti alla volontà di Dio «nel quale viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28), imitando Cristo che accettò la volontà del Padre e che si fece obbediente fino alla morte di croce (Fil 2,8)”.

Obbedire, deriva dalla parola latina oboedire→ ob-audire →ascoltare verso – prestare ascolto.

L’obbedienza nasce quindi dall’ascolto.

La nostra Regola ci chiede di meditare giorno e notte la Legge del Signore (Sal 1,2) per conoscere e fare la Sua volontà. È la Parola di Dio che ci illumina sulle scelte quotidiane, ma anche ci nutre e ci dà la forza per mettere in pratica la volontà di Dio.

Ecco perché come membri dell’Ordine Secolare abbiamo l’impegno di dedicare mezz’ora al giorno all’orazione mentale. La nostra prima obbedienza la dobbiamo al Signore, alla sua Parola.

Nella formazione iniziale è importante chiarire bene in cosa consiste la promessa di obbedienza, il suo valore e a chi dobbiamo obbedienza.

Per scaricare l'intervento Il valore dell’obbedienza per il Carmelitano Secolare  clicca sul titolo.

sabato 7 giugno 2025

Scuola di formazione: Il senso di fiducia nel vivere la propria vocazione

Altro intervento alla nostra Tavola Rotonda è stato quello della Presidente della Semiprovincia Napoletana Francesca Napolitano:

Il mio intervento Il senso di fiducia nel vivere la propria vocazione si colloca nell’ampio contesto dell’appartenenza e corresponsabilità nell’OCDS e nell’esperienza di queste due componenti che contribuiscono a connotare fortemente l’identità del Secolare carmelitano.

L’appartenenza all’Ordine implica la corresponsabilità del cammino personale e di quello della propria Comunità, a prescindere dal ruolo che si ricopre.

Nell’attestare la propria appartenenza al Carmelo si riconosce l’appartenenza a Gesù, nel cui ossequio siamo chiamati a vivere, e si riconosce anche la discendenza spirituale da “quei gloriosi Padri”, i fratelli della Beata Vergine Maria, i quali hanno onorato la Madre di Gesù come Patrona Loci, Signora del Luogo, Signora del Monte Carmelo.

La propria vocazione può essere mediata da persone, eventi e situazioni esterne da cui siamo attirati e spinti al vaglio interiore, oppure essa scaturisce più direttamente da rivoli sotterranei, ramificati e abbracciati tra di loro che confluiscono verso il bacino di raccolta di domande che a lungo hanno interpellato la persona ed esigono una risposta: Chi sono? Dove vado? Da chi provengo? 

Dalle interiorità personali, poco accessibili a tutti, perfino a sé stessi, arrivano le comunicazioni relative alla propria vocazione che consiste nella chiamata di Dio e nella risposta personale. 

Qui è possibile scaricare l'intervento  Il senso di fiducia nel vivere la propria vocazione 

venerdì 6 giugno 2025

Scuola di formazione: La capacità relazionale come strumento di comunicazione

Un nuovo intervento per arricchire le nostre  riflessioni è stato quello di Maria Lupi che ha una lunga esperienza nella formazione e che è stata interpellata per affrontare il tema La capacità relazionale come strumento di comunicazione.

"In genere quando parliamo di comunicazione ci soffermiamo sull’oggetto da comunicare, sui contenuti, oppure sui mezzi per comunicare, ma è fondamentale soffermarsi anche sulle capacità di
chi comunica di relazionarsi con i destinatari dei messaggi da comunicare, in questo caso sull’atteggiamento del formatore verso i formandi, sulla sua capacità o meno di entrare in sintonia con loro, di creare un rapporto di fiducia e di amore fraterno, che è già una forma di comunicazione, una prima testimonianza viva e vissuta dei contenuti che vengono trattati negli incontri. 

Quando mi è stato affidato questo tema ho pensato subito a s. Teresa di Gesù e alla sua 
capacità di fare amicizia, di creare un clima di fraternità e di simpatia, un feeling con le persone che erano conquistate dalla sua personalità e che lei poi avvicinava al Signore".
Come scrive il card. Ballestrero:
Aveva ricevuto da Dio le doti naturali e soprannaturali per diventarlo [maestra di orazione] e a questi doni aveva corrisposto in un abbandono totale alla volontà di Dio e alle ispirazioni dello Spirito Santo. Pensiamo alla facilità che aveva di amicizia e di accostamento alle persone. Tutti rimanevano (e rimangono) incantati dalla sua personalità (Vita). Pensiamo alla sua capacità di conoscere e capire le persone che aveva davanti e di proporre loro un messaggio personalizzato che teneva conto della situazione e dello status del destinatario (P. Anastasio del SS.mo Rosario [Ballestrero], Santa Teresa maestra di orazione, in Santa Teresa maestra di orazione, Roma, Istituto di Spiritualità, 1963, p. 266).





Qui è possibile scaricare la relazione
 

giovedì 5 giugno 2025

Scuola di formazione: "L'importanza e il senso della comunità ocds"

  Un altro, importante intervento della Tavola Rotonda organizzata nell'ambito della Scuola - laboratorio nazionale di formazione è stato quella della presidente ocds del Commissariato di Sicilia, Maria Cottone: L'importanza e il senso della comunità ocds

"Quando parliamo di Comunità -  ha esordito - ci riferiamo ad una realtà visibile, storica, sociologica: è una forma concreta di aggregazione che nasce dalla comunione. Il fondamento stabile della comunità ecclesiale e fraterna viene da Dio, ed è il dono della comunione, il dono dello Spirito che il Signore fa a tutta la Chiesa, ed in particolare ad una famiglia religiosa, caratterizzata da un determinato carisma. La comunità dell’Ordine Secolare esprime il mistero della Chiesa che è Comunione (come espresso nella costituzione conciliare Lumen Gentium): nasce dalla comunione tra le Tre Persone della SS. Trinità, prende parte alla missione della Chiesa chiamando la gente a questa comunione". 


Qui è scaricabile l'intervento integrale.

martedì 3 giugno 2025

Scuola di formazione: "Il senso di appartenenza all'Ocds"

 

Cominciamo a pubblicare da oggi, via via che i relatori ci inviano il testo delle loro relazioni, gli interventi che lo scorso 31 maggio hanno animato la tavola rotonda della Scuola laboratorio di formazione per i formatori. Un'esperienza vissuta guidati dalla Grazia, dai presidenti e formatori dell'Ocds d'Italia, da p Aldo Formentin e p. Fausto Lincio. A questa tavola rotonda, come ha sottolineato la presidente nazionale ocds Teodolinda Levi, era stato invitato a partecipare p. Saverio Cannistrà, dall'11 maggio scorso alla guida della Diocesi di Pisa. E proprio da lui è giunto il suggerimento di essere noi laici a confrontarci e dare un forte segnale nel nostro impegno nella formazione e nella capacità d'interagire fra di noi. Al termine dell'incontro c'è stato il saluto di p. Aldo Formentin, sempre puntuale e di sostegno.


La presidente Linda Levi ha aperto la serie di interventi con una riflessione sul senso di appartenenza all'Ocds.

È un tema fondamentale quello dell’appartenenza e per questo motivo è necessario capirne il senso e coglierne i principi su cui si fonda,  ha detto Linda, spiegando che  Appartenere significa “essere parte” di qualcosa. Possiamo nella nostra vita avere tante appartenenze: apparteniamo infatti ad una famiglia, ad una Nazione, ad una classe sociale, ad una categoria professionale, ad una Parrocchia, ad un gruppo di preghiera, ad un’associazione o movimento e via di seguito. Tutte queste appartenenze incidono sulla nostra vita fin dai primi anni e contribuiscono a costruire la nostra storia, la nostra identità personale. Fra queste appartenenze però si crea una gerarchia: alcune sono riferimenti essenziali più importanti di altri come per esempio la propria famiglia di origine. Nel percorso della vita però si affiancano anche altre appartenenze scelte liberamente e che completano la formazione della persona. Il card. Ballestrero parla di preferenze interiori e scelte intime che egli definisce una “patria dello Spirito”. Il Carmelo è proprio una di queste in cui trovare “ispirazione, nutrimento e vita”. Noi che siamo qui questa sera abbiamo trovato nel Carmelo la nostra casa spirituale e ad essa ci siamo legati con una Promessa attraverso la quale siamo diventati parte dell’Ordine, apparteniamo alla Famiglia Carmelitana. Padre Deeney nel testo che abbiamo recentemente tradotto in italiano scrive a pag. 26: «Il Secolare appartiene all’Ordine […] con ciò voglio dire che esiste una nuova identità, uno sviluppo dell’identità battesimale, che diventa un punto di riferimento necessario […]. In effetti chi si dona al Carmelo nell’Ordine Secolare scopre che il Carmelo è divenuto essenziale alla propria identità di cattolico». Ma questa appartenenza comporta un impegno e una responsabilità che, lungi dall’essere un peso, diventano un motivo di crescita umana e spirituale se viene vissuta nell’amore. Più si ama più si appartiene!

Cliccando sul link é possibile scaricare la relazione integrale:  Il senso dell’appartenenza all’OCDS 

giovedì 29 maggio 2025

Senso di appartenenza e corresponsabilità nell'Ocds










Domani,  Venerdì 30 maggio dalle ore 21 alle 22.15 si svolgerà il penultimo incontro della Scuola - Laboratorio nazionale di formazione online, per attuali e futuri responsabili della formazione.
L'incontro consiste in una tavola rotonda sul tema "Come vivo il senso di appartenenza e corresponsabilità nell'ocds".




Gli interventi previsti:
Linda: Il senso dell’appartenenza all’OCDS 
Laura: Il senso di corresponsabilità nell’OCDS 
Maria Cottone: L’importanza e il senso della Comunità OCDS 
Maria Lupi: La capacità relazionale come comunicazione 
Francesca: Il senso di fiducia nel vivere la propria vocazione 
Carla: Il valore dell’obbedienza per il Carmelitano Secolare 
Rosa: La docibilità come disposizione permanente ad imparare 
Caterina: Missionarietà e apostolato