La regola. L'Armatura

Nelle due schede che pubblichiamo, la nostra riflessione sulla Regola prosegue sia sul tema dell' "Armatura" sia su quello dell' "Obbedienza"
Vedremo come lo sguardo di Sant’Alberto va sul mistero del Carmelo e sul suo simbolismo biblico, carico di esigenze e di responsabilità, ed egli lo offre agli eremiti. Il silenzio adorante –la «quiete contemplativa»– deve essere dunque l’atmosfera propria del Carmelo. Ed essa custodirà la «giustizia» e ne sarà a sua volta custodita. 
 A sua volta, l'obbedienza non va disgiunta dal vivere pienamente e totalmente per il Signore degli eremiti del Monte Carmelo; cosa che comportava il non dimenticare che essi tutto avevano ricevuto da Lui.

“La Regola non considera il Superiore come un padrone o come un direttore d’azienda (ricorda il Card. A. Ballestrero),
ma come il rappresentante di Cristo, come colui che conduce il gregge, come la Chiesa che esercita la sua missione di salvezza. E Credo che sia sempre utile non perdere mai di vista questa prospettiva, perché le persone passano; perché le creature sono solo strumenti nelle mani di Dio; perché nella vita della Comunità l’amore, il rispetto, l’ossequio, l’obbedienza per chi la presiede non devono essere motivati dalle qualità della persona, ma devono essere motivati dalla missione che ha ricevuta da Cristo.




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