Gesù, il cuore del mondo

MEDITIAMO CON P. RAIMONDO AMISTADI ocd

Domenica X del tempo  ordinario


E’ straordinariamente vero quello che afferma papa Francesco all’inizio della esortazione programmatica del 2013 Evangelii gaudium:
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù” (E.G. 1).
Veniamo da una lunga serie di festività a partire dal tempo pasquale, e su su attraverso l’Ascensione, la Pentecoste, la  ss. Trinità, il Corpus Domini, e proprio questo ultimo venerdì la festa del s. Cuore di Gesù: il tutto sempre a ricordare e a meditare le meraviglie di un Amore che non ha né misura né confini: l’amore di Dio per ognuno di noi. 

Anche nel vangelo di oggi che ci racconta l’incontro di Gesù con la vedova di Nain, che accompagna alla sepoltura l’unico figlio, il Signore si mostra sempre un maestro ricco di premura per il percorso della nostra vita. Con il suo stile di commovente attenzione alle necessità vere delle persone incontrate, ci fa vedere e ci fa esperimentare ad evidenza, in modo del tutto concreto e fattibile, come vivere da discepoli suoi e poterlo diventare sempre di più. . Si può affermare che Gesù ci vuole indicare come si vive in modo genuino quella parola ormai famosa che papa Francesco ha offerto a tutte le comunità cristiane: la parola “chiesa in uscita” o il verbo “uscire”.
Ripercorriamo brevemente il testo del vangelo per cogliere dallo stile di Gesù quello che anche noi possiamo mettere in atto per “uscire” da noi stessi e percorrere “una uscita” da un comportamento a volte eccessivamente superficiale nel vivere i rapporti con gli altri.

Gesù sta camminando verso una cittadina di nome Nain, accompagnato da parecchia gente. Si incontra con un fatto, un avvenimento, il funerale dell’unico figlio di una donna già vedova. Il testo evangelico dice di Gesù che “vedendola…”: “vedere” è molto di più di… “dare una occhiata, … o del solo guardare,… o di accorgersi che…”; vedere significa dare del tempo per capire ciò che è successo, anche per immaginare se c’è eventualmente bisogno di dare una mano, di intervenire .. 

Questo è il primo elemento importante per imparare lo stile di Gesù, diventare partecipi dell’avvenimento che abbiamo sotto gli occhi.

Il secondo passaggio è descritto con le parole… “fu preso da grande compassione per lei”, è il cuore e la mente e tutta la persona che sono trafitti da una grande sofferenza, inondati da un profondo dolore condiviso con la mamma a cui vien detto con evidente amore partecipato…”non piangere…” E’ lo spirito, è l’intimo di Gesù che patisce avvertendo e condividendo l’enorme peso di questa morte, con vera sensibilità divina. Del resto, quante volte viene riportato nel vangelo che “vedendo le folle disperse come pecore senza pastore, Gesù ne senti compassione e .. moltiplicò il pane per più di cinque mila persone”.

Il passaggio ulteriore, il terzo, è la concretezza dell’agire: Gesù interviene, si fa strada, si avvicina al figlio inerte e… “…tocca la bara, …parla/ordina al ragazzo di alzarsi,… lo prende fra le sue braccia e lo porta alla madre…”. L’azione del Signore, l’atteggiamento attivo di Gesù sono la conseguenza necessaria di una relazione piena di comprensione e di vicinanza amante, proprio di compassione come dice il brano di Luca,’ nata, senza bisogno di parole, fra Gesù e la donna.

Siamo chiamati ad essere come Gesù, lui è il cuore del mondo. Per diventare sempre più come questo maestro di vita , e per essere anche noi …“in uscita” come la chiesa oggi domanda, i tre verbi del vangelo di oggi sono di ottimo aiuto per affrontare questo terzo millennio: 1. vedere la realtà ( non solo con gli occhi del corpo, ma con il cuore), 2. avere compassione ( cioè patire con/insieme, una sensibilità particolarmente curata…) 3. e agire concretamente ( dare una mano, aver a cuore nei fatti la situazione, accompagnando a una possibile guarigione positiva). 
 Con l’aiuto della grazia di Dio e la intercessione materna di Maria, la nostra “uscita..” a servizio del vangelo e della umanità porterà “”la gioia del vangelo”” (E.G. 1), come l’ha sempre donata il Figlio di Dio a tutte le donne e gli uomini che ha incontrato nella sua vita sulla terra. 

                                                                                           p. RAIMONDO NATALINO AMISTADI -Enna    

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