Lettera ai secolari per la Solennità della B. Vergine del Carmelo

Cari fratelli e sorelle dell’OCDS, 
Nel V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù, nostra Madre, ci fa bene guardare al monito che lei ci rivolge nelle Mansioni. “Sa bene il Signore che non posso in altro sperare che nella sua misericordia. Ed essendomi impossibile di non essere quella che sono, non mi resta che di appoggiarmi alla sua clemenza e di confidare nei meriti di suo Figlio e della Vergine sua Madre di cui indegnamente porto l’abito. E voi … ringraziate Iddio di essere le vere/i figlie/i di questa Signora, perché avendo in lei una Madre così grande ….Imitatela, considerate la grandezza e il vantaggio che abbiamo nell’averla a Patrona…” (S. Teresa di Gesù, 3 Mansione 1,3). Infatti, la misericordia di Dio è per Teresa la fonte della sua fiducia, della quale mai ha dubitato (V 4,10; F 12,9, etc.), come pure nella clemenza di Gesù e di sua Madre, una Madre così grande! E questa sua grandezza dev’essere oggetto di nostra considerazione e ammirazione piena di riconoscenza per tutto quello che è la Madonna per la Chiesa e per l’Ordine.

Da quel Venerdì Santo, nel cuore del Mistero Pasquale, l’abbiamo per Madre (Gv 19,25-27): “Ecco tua Madre”. Sono le parole del testamento di Gesù e della missione che Lui morente sulla croce le affida. E nel Carmelo la Madre trova la sua casa, come l’aveva trovata con il Discepolo amato. In questa affascinante relazione di fratelli e sorelle di Maria, che lungo i secoli è continuamente cresciuta, siamo anche noi invitati da Teresa: “Imitatela, considerate la grandezza e il vantaggio che abbiamo nell’averla a Patrona”.
L’imitazione di Maria secondo Teresa, non è altro che vederla come il modello nella sequela di Gesù suo Figlio, come hanno fatto tanti credenti (CE 4,1). Una sequela che l’ha trascinata e per amore portata a fare la volontà del Padre e a essere ai piedi della Croce del Figlio, patendo con Lui fino in fondo (cfr.: Pensieri, 3,1). Ma Teresa vede pure in Maria un modello di fede, speranza e carità, di umiltà e di povertà, nonché di obbedienza e di contemplazione degli avvenimenti, in un’attitudine di fede, speranza e carità (Lc 2,19.50-51). Sono tutte virtù che ci portano più vicino alla sequela del Figlio Gesù e al servizio attento ai bisogni altrui (Gv 2,1-12).
Come Teresa, siamo portati ad una preghiera fiduciosa: “Mi sia d’aiuto la misericordia di Dio, in cui ho sempre confidato per i meriti del suo santissimo Figlio e della Vergine nostra Signora, di cui porto l’abito per la bontà del Signore” (F 28,35). Ed insieme a Lei imploriamo il dono della pace, la benedizione sulle famiglie e sull’ Ordine, poiché abbiamo l’incredibile vantaggio di avere Maria come Patrona.

 Con l’augurio di una santa Festa della Vergine, il Fior del Carmelo, vi saluto fraternamente. 
Fr Alzinir F. Debastiani OCD 
Roma, luglio 2015 

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