Esercizi spirituali e discernimento



Dal 24 al 26 ottobre, si sono svolti a Mornese (AL), i consueti annuali Esercizi Spirituali dell'Ordine Secolare Carmelitano, presso il Centro di Spiritualità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, predicati da P. Roberto Fornara, Responsabile editoriale delle Edizioni OCD,  e di molte riviste spirituali carmelitane, oltre che autore di splendide pubblicazioni, il quale ci ha mirabilmente guidato ad approfondire il tema “Il discernimento spirituale”, che già lo scorso mese di maggio era stato al centro di un nostro incontro di Formazione, sempre tenuto da Padre Roberto. Ci siamo ritrovati in una sessantina di fratelli e sorelle provenienti dalle comunità di Genova, Arenzano, Savona, Loano, Imperia, Mondovì, Torino e dalla comunità nascente di Asti, tutti accolti e fraternamente accompagnati dal nostro Presidente Provinciale Alessio Rosciano.
     All'inizio della sua prima conferenza, Padre Fornara ci ha rimandato al documento di Padre Aloysius Deeney, già Delegato ocd, “Elementi di discerimento per la vocazione all'ocds”, da approfondire e riesaminare in ogni nostra comunità ocds.  Padre Roberto ha poi diviso il percorso in tre tappe:
1.      Discernimento in generale: cosa è e cosa NON è.
2.      Avvicinamento al tema specifico carmelitano, partendo da Teresa d'Avila.
3.      Elementi essenziali per discernere sul campo la vocazione specifica secolare carmelitana.
Nella PRIMA TAPPA, sabato mattina, siamo stati guidati a comprendere cosa NON E' il discernimento cristiano, ovvero:
·         NON E' un ragionamento
·         NON E' un' equazione matematica
·         NON ha a che fare con la nostra riflessione
·         NON E' razionalità, ma è un DISCERNIMENTO SPIRITUALE
S. Paolo ci dice “L'uomo spirituale “giudica” tutto..”. Infatti il discernimento è opera dello Spirito e non di un ragionamento umano: “la MISURA del discernimento è la misura di Cristo in ME!”. S. Giovanni della Croce e S.Teresa usano l'esempio della stanza buia e della luce che entra e che fa notare il pulviscolo più invisibile, ovvero ogni nostra imperfezione. Alla base del discernimento c'è questa domanda: “Sono un uomo/donna spirituale che si lascia penetrare da Dio? Quanto più mi avvicino alla luce, tanto più mi accorgo del pulviscolo. Anche S.Paolo, nella Lettera ai Romani, CP. 12, Vs 1 e seg., ci parla di una vita di discernimento, vita che ha a che fare con la mia persona.. “ Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”. Infatti NON è l'atto di discernimento in sé che agisce da solo, ma parte dalla PERSONA che si lascia trasformare.. LASCIAMOCI TRAFORMARE!
     La preghiera teresiana (orazione) è invece un “guardaLo che ti sta guardando! Cerca il Suo volto, accorgiti che ti sta guardando...”. Essere nelle mani di Dio -ci ricorda Padre Roberto- è la cosa più rassicurante che possa esistere! Ci ha poi messi di fronte a un comune ostacolo al discernimento, il più grosso: non riuscire ad ascoltare i più profondi e autentici desideri del nostro cuore.. E allora il 1° discernimento non può che essere “Che cosa è BENE  e che cosa è MALE?” oppure “Cosa è buono e a Lui gradito?”. Tutto è bene (ad esempio tra 10 beni...), ma NON TUTTO è bene per me, oggi, o per lo stato di vita che ho scelto...Occorre fare un serio discernimento tra i tanti beni possibili. E allora il “Bene” è far piacere a Dio, scegliere ciò che è a Lui gradito.
     Il successivo gradino ci porta a ciò che è perfetto, nella linea della santificazione, ciò che è perfezione, ovvero ciò che è totale, completo. Occorre tendere alla santificazione, ma soprattutto essere in sintonia con i doni di Dio, ovvero ciò che Dio ha voluto PER ME! Prendere coscienza che “sei abitato, sei presenza di Dio, capace di Dio!”.
     Un punto fondamentale che Padre Roberto ci ha chiarito è che il discernimento non è assolutamente un giudizio morale sulla persona, mai.. anzi, il 1° atto di carità verso il nostro fratello è aiutarlo a discernere la Volontà di Dio su di lui, e allora non è PROSELITISMO, ma guardare ai “segni” che Dio semina sulle anime. Il discernimento parte sempre da un amore grande per ogni persona, e mai e poi mai si deve cadere nell'errore di impadronirsi della sua volontà.
     La seconda parte del nostro percorso spirituale all'interno del discernimento vocazionale all'ocds è stata poi ripresa da Padre Fornara nel pomeriggio, dopo un'adeguata pausa di riflessione e silenzio, interrotta ma arricchita intensamente dalla s.messa celebrata prima di pranzo. Il “secondo atto” dei nostri esercizi spirituali è partito dai temi principali e dal vissuto della nostra Santa Madre Teresa di Gesù, che ci indica il “rimanere nella stanza delle proprie interiorità”. Interiorità da trovare, ovvero le nostre radici..
Radici che affondano nell' “ESSERE” e non nel “FARE”. Teresa ci insegna che la stanza e il cammino sono le due estremità che devono andare d'accordo, intersecarsi.
     Il discernimento NON si fonda su quante devozioni faccio, bensì sull'esaminare se sono una persona che stando nella propria “stanza” sono però in cammino verso TUTTO il mondo, cioè se i due poli si intersecano: solo così sono sulla via del discernimento. Teresa ce lo ricorda al Cap. 11, Paragr.13 del Libro della Vita. Occorre iniziare il cammino con determinazione, tenacia, volontà a proseguire, perchè il 1° discernimento è di tipo umano. La determinazione NON E' non sperimentare mai le cadute, ma la tenacia di andare sempre avanti, con la determinazione di Teresa! Altri criteri importanti sono quelli che investono le virtù umane: gratitudine, tenacia, volontà, struttura umana ben delineata, non essere “troppo molli”.. Non aver paura di tornare indietro, o delle proprie fragilità, del proprio peccato, delle proprie cadute. In una frase: NON GUARDARSI TROPPO ALLO SPECCHIO , e non aver paura di AVERE PAURA.
     Purtroppo spesso il fondamento della nostra vita spirituale è “accontentarsi” del poco, senza coraggio, temendo le difficoltà del nuovo cammino pieno di sorprese e di pericoli. Il Criterio fondamentale per Teresa NON è l'esperienza di gratificazione, ma servire con verità, determinazione, umiltà. Il RESTO è più un ricevere che un dare.. Contano molto le “motivazioni” del nostro “fare” o “non fare” e “per Chi ho fatto” o “per chi non ho fatto”!. Un altro tema fondamentale che Padre Fornara ci ha aiutato a comprendere è stato quello dell'umiltà, come anche Teresa ci insegna, nel Cap. 2 Paragr. 8 delle III Mansioni del Catello Interiore.. “Camminando con tante paure,TUTTO ci muove..Importante è avanzare con grande UMILTA'...”. Accetto che il baco da seta possa morire per diventare farfalla? Importante è avanzare.. C'è purtroppo anche il pericolo e la possibilità di fare tante opere cristiane e carmelitane che ci fanno fermare qui, che ci bloccano per mancanza di umiltà. (“Chi non perde la sua vita non può essere mio discepolo”...).
     Nel Cammino di Perfezione, al Cap. 40 c'è la descrizione di due armi importanti per affrontare il cammino: l'AMORE e il TIMORE.  A Teresa interessa per prima cosa la PERSONA che cammina, perchè bisogna amare nella verità. Non sono carmelitano/a se faccio una o due ore al giorno di orazione, ma se mi lascio trasformare da Dio nella verità, con amore e timore, amando nella verità, con cuore libero, con libertà di spirito. Attenzione massima a non cadere nella tentazione di costringere Dio in uno spazio troppo angusto..
     Sempre dalla nostra Santa Madre Teresa ci arrivano le indicazioni sul “modo” in cui si deve camminare..: il cuore, lo stile, la purezza di intenzioni. A Teresa non interessa “intruppare” centinaia di carmelitani, ma lo stile del cuore, la PARRESIA, il coraggio, la perseveranza, la tenacia.
     Anche Gesù nel corso della sua vita si è arrabbiato, soprattutto quando ha dovuto confrontarsi con l'ipocrisia, la mancanza di purezza di intenzioni, la mancanza di verità. Questo è un fondamentale criterio educativo, non solo per i carmelitani secolari...
     L'ultima parte di questa splendida serie di conferenze/meditazioni sul discernimento spirituale ci ha portato, nella giornata conclusiva domenicale, a guardare alla “radice” del discernimento. Nel libro di Ezechiele Gesù ci dice: “Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore nuovo, un cuore di carne..”ovvero “Vi darò la possibilità di scegliere con purezza”... Dio qui interviene come chirurgo; “Aprici il cuore, perchè possiamo comprendere le Tue Parole..”. Questa immagine ci parla anche di un livello superiore, ci dona un cuore di carne riprodotto nella sua integrità, anche nella sua creaturabilità, i suoi limiti, le fragilità. Vi darò un cuore di carne vuol anche dire cuori deboli, fragili, ma anche unificati, pur nella debolezza e fragilità, così come siamo. Occorre accettare e amare la nostra povertà. È anche questo un passo principale per il nostro discernimento.
    A questo punto Padre Roberto ha concluso analizzando la Parabola del Roveto Ardente. Il rovo (biblicamente) è un albero inutile, e l'episodio del Roveto Ardente rappresenta Mosè così come si vede..eppure il fuoco di Dio lo invade, lo abbraccia e non lo consuma.. Dobbiamo essere coscienti ed aderire alla nostra povertà, punto di partenza iniziale, con l'offerta continua di noi stessi (così come siamo) a Dio!
Sintesi punti fondamentali di discernimento per LA vocazione carmelitana secolare:
1.      Essere CRISTIANO. Punto fondamerntale: senso ecclesiale, coscienza di appartenenza a un popolo). Vita cristiana che poi si muta nell'orazione, è il criterio discriminante, altrimenti può diventare una fuga dalla propria vita cristiana. Cristo è il fondamento della nostra vita spirituale.
2.      L'AMORE per MARIA. Non è solo specifico della vocazione carmelitana, ma “Totuus Marianus Totuum Carmelo”. Con un discernimento mariano della propria vocazione carmelitana, non basta pregare la Madonna tutto il giorno.., la nostra vocazione mariana è quella che orienta a Gesù, non è un'illusione. Portati a Cristo per le mani di Maria . Maria sia percepita sempre più come sorella, il carmelitano si affida alla persona, alla vita della B.V.M. del Monte Carmelo, del mio luogo quotidiano dove sono chiamato a vivere la mia vocazione carmelitana. MARIA custodisce nel cuore e medita, vive con noi il cammino carmelitano. Occorre seguire la devozione mariana prendendo spunto da Giovanni, quando Gesù è morente in Croce e consegna l'uno all'altro, Maria a Giovanni e Giovanni a Maria.
3.      Predisposizione a una vita di preghiera. La distinzione è tra “le preghiere” e “la preghiera”, ovvero la vita di preghiera, il centro, l'animo, che ha bisogno di tutta la mia vita di orazione. La preghiera in stretto rapporto con le virtù umane e la Fraternità (preghiera e fraternità). Preghiera di tipo contemplativo, di lode, di orazione, piuttosto che le preghiere formulate meccanicamente. Preghiera che rinnovi la mente e il cuore. Siamo disposti a questo?
4.      CAPACITA' di desiderare in GRANDE. Non essere troppo angusti, con orizzonti limitati. Desiderio di desiderare. La tendenza alla depressione è uno degli elementi negativi perchè la preghiera contemplativa è interiorizzante.
5.      VERITA' (autenticità, trasparenza). Capacità di manifestare quello che si è, disposti a superare un difetto, non nascondere il proprio peccato, la propria fragilità. Chi cerca la Verità, sta già cercando Dio! (Edith Stein). La verità è Cristo. Avere il coraggio della verità, che deve sempre più affinarsi, anche quando è sempre più dolorosa. Disponibilità ad essere VERI.
6.      LA DOCILITA'. Disponibilità a lasciarsi ammaestrare dalla Parola di Dio, lasciarsi guidare dal Magistero della Chiesa, dai santi del Carmelo, come Teresa. Entrare nell'esperienza MISTICA. La Mistica è la pienezza della vita battesimale. Umiltà e docilità sono importanti chiavi di lettura del discernimento.
7.      Presenza di respiro ecclesiale, missionario, zelo apostolico. Al di là della mia comunità, al di là del Carmelo, al di là della Chiesa, per tutta l'umanità. Teresa ha vissuto una passione per la Chiesa del suo tempo, l'ha amata e ha offerto la sua vita. Offrire e amare nella coscienza della mia povertà ferita. All'inizio del discernimento non è detto che i punti siano TUTTI presenti, o presenti in pienezza, ma ci vuole almeno il desiderio allo stato iniziale.
INIZIARE CON LA VERITA' DI APPARTENERE A CRISTO!

  (a cura di Daniela di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, ocds Imperia)