Le missioni carmelitane nel Centrafrica

Lo Speciale del TG 1 di domenica 12 gennaio - che è possibile rivedere sul sito della rubrica del Tg1 (clicca qui) - è stato dedicato interamente al repubblica del Centrafrica. Alla condizione di povertà delle popolazioni, in cui operano molti missionari, fra cui padri carmelitani scalzi, partiti per la Repubblica Centrafricana nel 1971 da Arenzano. Da allora vi lavorano padri italiani, indiani, cechi, padri francescani suore carmelitane e francescane e numerosi volontari laici. Tra questi p. Nicola Ellena, fondatore delle Missioni Carmelitane, p. Davide Sollami, P. Anastasio Roggero del Bambino di Praga di Arenzano, p. Aurelio Gazzera. Affiancano anche i medici impegnati sul posto a cui servono, soprattutto, farmaci.
Qui era in missione suor Ilaria Meori, carmelitana, morta il 17 febbraio 2007 in un incidente stradale: stava lavorando alla costruzione di un ospedale.

P Aurelio Gazzera (nella foto a sinistra) missionario carmelitano a Bozoum  ha  combattuto, per esempio, il sequestro dei bambini  riuscendo assieme alle autorità a disarmare, con un'attività di mediazione, i banditi che assalivano la popolazione civile. Con la pace acquisita la popolazione di Bozoum è diventato un centro in cui l’agricoltura che prima era un mezzo di mero sostentamento sta diventando una organizzazione che produce anche per gli altri. E' nata anche una Cassa di risparmio aperta dalla missione Carmelitana per finanziare le attività e i salari dei dipendenti. Attualmente, però, è chiusa per la delicata situazione politica.
Il documentario  - che ci aiuta a comprendere sia la realtà in cui vivono i nostri fratelli meno fortunati sia quando sia importante la presenza dei nostri missionari in quelle terre, e dei tanti volontari, soprattutto i medici - è opera di Tarcisio Mazzeo e Angelo Gallo.

Abbiamo aperto questa finestra sulle Missioni, nel nostro blog per sensibilizzarci. C'è anche la possibilità di trascorrere tre settimane di fraternità con i frati Carmelitani missionari in Rep. Centrafricana: un’occasione per essere d’aiuto in prima persona con generositàFa parte del nostro carisma. Ricordate il primo capitolo delle Fondazioni di Teresa di Gesù?
Dopo quattro anni – mi sembra, anzi, un po’ di più – venne a farmi visit
a un frate francescano, il cui nome era Alonso Maldonado, gran servo di Dio, che aveva i miei stessi desideri circa il bene delle anime e poteva metterli in pratica, cosa che gli invidiavo molto. Era arrivato recentemente dalle Indie. Cominciò a raccontarmi dei molti milioni di anime che lì si perdevano per mancanza di istruzione religiosa, ci fece una predica con un’esortazione che ci animava alla penitenza, e poi se ne andò. Rimasi così afflitta per la perdita di tante anime da sentirmi fuori di me. Me ne andai, sciogliendomi in lacrime, in un romitorio: invocavo nostro Signore supplicandolo di darmi il mezzo per poter far qualcosa per guadagnare anime al suo servizio, poiché tante gliene portava via il demonio, e concedermi di operare un po’ di bene con la preghiera, visto che io non sapevo far altro. Invidiavo molto coloro che per amore di nostro Signore potevano dedicarsi alle missioni, anche a costo di affrontare mille morti: mi accade infatti, quando leggiamo nelle vite dei santi che operarono conversioni, di sentire ben più devozione, commozione e invidia per questo, che per tutti i martìri da essi patiti, essendo tale la vocazione che il Signore mi ha dato. Mi sembra infatti che egli ci apprezzi di più se, mediante la sua misericordia, riusciamo a guadagnargli un’anima con i nostri sforzi e con la nostra preghiera, che non per quanti altri servizi possiamo rendergli. (F. 1,5)
 
stefania de bonis ocds