I secolari della Provincia Ligure riflettono sulla Lumen Fidei

Esercizi Spirituali OCDS – “Con il cuore si crede” (Rm 10,10)
- 26-28 ottobre 2013 – Mornese (AL)

Dal 26 al 28 ottobre scorsi si sono tenuti a Mornese (AL) presso il Centro di Spiritualità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, gli Esercizi Spirituali annuali OCDS , che quest'anno hanno avuto come Tema: “ L’unione con il Cristo celeste, principio della vita nuova “– Riflessi sulla Lumen Fidei -. Predicatore degli esercizi è stato P.Giovanni Tomasi, OCD ( Priore dell'Eremo del Deserto ). 
Questi importanti giorni di arricchimento per il nostro cammino spirituale all'interno dell'Ordine Secolare Carmelitano, hanno visto la partecipazione di una settantina di fratelli e sorelle provenienti da tutte le Fraternità della Provincia Ligure, accompagnati, oltre che da P.Giovanni, anche da P.Piergiorgio, nostro prezioso liturgista e da P.Andrea. Il clima del “silenzio” tenuto durante l'intero percorso, ha favorito la riflessione e la meditazione sugli argomenti trattati da P.Giovanni durante le tre conferenze, incentrate sul commento della enciclica Lumen Fidei di Papa Francesco, in parallelo con il contenuto della Lettera di San Paolo apostolo ai Colossesi.
E' stato mirabilmente messo in evidenza come la Lumen Fidei sia ispirata e costruita da una teologia dell’amore. L’uomo è Cristico sin dall’inizio e da Cristificare sin dall’inizio. Siamo stati progettati con una matrice Cristica che deve essere fatta fiorire e sviluppare come “alter Christus” nella vita di ciascuno di noi.
Così la nostra vita di fede diventa non solo sforzo di ricerca razionale bensì il nostro essere è già potentemente sotto l’azione di Cristo e bisogna lasciare che esso si accenda tramite questa azione. Esistono infatti persone nelle quali si accende la luce della fede non a seguito di una ricerca razionale bensì a seguito di fatti che hanno cambiato il corso della propria esistenza, a volte anche attraverso la sofferenza.
In San Giovanni della Croce questa visione della fede è in armonia con il suo pensiero. Nelle sue liriche composte nella prigione di Toledo egli immagina che tutta la creazione nasca da un progetto d’amore di Dio pensato in Cristo. Quindi l’uomo è pensato in Cristo ed ha un dinamismo posto come matrice sin dall’inizio che lo spinge al ritorno verso il Padre alla Trinità perché ne è attirato.


 
La seconda conferenza, nel pomeriggio del sabato, ha ripreso il tema relativo alla conoscenza della verità attraverso il cuore che crede, cioè si apre alla fede, percependo il misterioso gusto di Dio che è dato dall’attività dell’amore che deve essere presente nell’attività della fede. San Giovanni della Croce parlava di un “misterioso gusto saporoso di Dio” però nell'oscurità, definendola “noche encantada” o “noche sosegada”. Dopo aver parlato in più momenti di S. Agostino e di come la sua conversione sia frutto della chiamata dell’amore di Dio scoperto in primo luogo dentro di lui, Padre Giovanni ha poi ripreso il tema dell’uomo Cristico, plasmato con il segno di Cristo e la sulla sua storia, con un dinamismo che lo porta a Lui,
che però è lasciato alla libertà. L’uomo dirà il suo sì o il suo no!
Un momento molto ricco di doni da parte di Dio, è stata poi l'ora di Adorazione Eucaristica comunitaria, condotta e meditata attraverso brani tratti dalla Lumen Fidei, letti da alcuni fratelli, alternati ad alcuni pensieri spirituali della nostra Santa Teresa di Gesù Bambino, il tutto con un lieve sottofondo di Canti di Taizè, molto adatti all'Adorazione, guidati mirabilmente da P.Piergiorgio.
Come dice Papa Francesco “Adorare significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte”. Un'ora preziosa, che è stata anche occasione di far scendere nel cuore e consegnare al Signore i frutti di questi giorni di esercizi spirituali, cementando l'anima a un “cuore a cuore” con l'Amato..
Alla ripresa della terza meditazione, siamo stati invitati ad allacciarci alla Lettera di San Paolo ai Colossesi, da dove è poi emerso un altro aspetto della nostra vita in Cristo: l’uomo porta una presenza di Trinità che non può essere cancellata nemmeno con la dannazione eterna, perchè la pena dell’Inferno è il fatto di sentirsi fatti per Dio e di non poterLo più raggiungere.
Gesù Cristo e la Trinità la preparano per noi l'incontro con la fede, perché noi non possiamo generare da soli la virtù teologale della fede con un atto di volontà. Però la nostra psicologia deve essere preparata a sviluppare questo assenso a Dio. Questa preparazione si vede molto bene nelle storie misteriosamente condotte delle grandi conversione alla fede. Ad esempio Edith Stein che soffriva molto al sapere che alcuni parenti pensassero che lei si fosse convertita al cristianesimo per non essere deportata. Invece il Signore l’ha delicatamente preparata all’atto finale della sua vita offerta per il popolo ebraico.
Il termine delle tre conferenze è stato coronato dalla S. Messa, celebrata da Padre Giovanni e concelebrata da tutti Padri presenti con la quale si sono conclusi gli Esercizi ed anche il silenzio.
Dopo il festoso pranzo comunitario ogni membro della Fraternità è tornato alla sua sede di residenza, sicuramente più forte e gioioso per la ricchezza di doni ricevuti da questi due giorni di prezioso approfondimento della propria fede e del proprio cammino in Cristo.
(redatto -in collaborazione- da Gianluigi Lugli e Daniela Merlo, ocds )

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